Il giorno della memoria
Costa Concordia nuovo video
Costa Concordia nuovo video
Un nuovo video girato sulla Costa Concordia poco prima dell’inclinazione della nave successivamente allo squarcio della fiancata sinistra contro uno sperone di roccia. Nelle immagini una esponente dell’equipaggio originaria dell’America Latina, chiede ai passeggeri presenti sul ponte con i salvagente indossati, di tornare nelle proprie cabine o nelle sale. La donna è in abiti civili priva di salvagente, ma i salvagente lo indossano tutti gli altri membri dell’equipaggio attorno a lei. Il guasto elettrico sta per essere riparato, non c’è da preoccuparsi dice. Sono passati 40 minuti dallo speronamento.
Naufragio Costa, i video
Naufragio Costa Concordia
I primi video amatoriali e degli elicotteri
La sciagura del transatlantico Costa Concordia (notte del 13 gennaio 2012) continua, ovviamente, a destare l’attenzione della comunità mondiale circa le cause che hanno provocato lo speronamento di uno scoglio in acque molto vicine all’isola del Giglio, dove la nave non avrebbe comunque dovuto trovarsi. E continuano ad arrivare in rete i video amatoriali girati dagli stessi passeggeri impauriti e dalle telecamere di sorveglianza della nave. Eccone alcuni. Tra l’altro ne circola uno (decisamente spettacolare oltre che drammatico) in cui si vedono tutti gli arredi di una sala sbattere da una parte all’altra: ma non si tratta della Costa Concordia. Foto di Angelo Carconi/Infophoto .
Il primo è relativo all’annuncio (in quel momento in portoghese) che la nave aveva un problema elettrico. Un passeggero cileno, allora, chiede a un membro dell’equipaggio perché indossi il salvagente se non c’è pericolo…
Il secondo video è stato girato dai passeggeri mentre si trovavano in una delle scialuppe di salvataggio che non riuscivano a scendere sulla fiancata della nave proprio a causa della sua inclinazione.
Il terzo è il video girato con gli infrarossi dall’elicottero della Guardia Costiera nella notte durante le prima operazioni di salvataggio. Si vedono la ciminiera fumante della Costa Concordia e decine di persone sulla fiancata sinistra squarciata della nave calarsi verso le imbarcazioni dei soccorritori.
Il quarto video è la ripresa dell’elicottero della Guardia di Finanza, mentre sorvola la carcassa della nave durante i primi soccorsi. Le luci intermittenti che si vedono sono quelle presenti sui salvagenti di passeggeri e personale di bordo.
Il quinto video, americano, mostra l’abbandono della nave.
Il sesto video, inglese, è stato ripreso quando i passeggeri erano stati avvertiti del guasto elettrico; poi mostra le fasi dell’allontanamento.
Il settimo video, ripreso da passeggeri cileni, è il più drammatico.
L’ottavo video è stato ripreso da passeggeri tedeschi sulla nave mentre vien fatto il rassicurante annuncio in tedesco.
Il nono video è l’intervista al comandante della nave, Francesco Schettino, che spiega come sono andati i fatti. Qualche ora più tardi è stato arrestato. Nella mattinata odierna l’armatore ha parlato di errore umano e si è discostato dalle procedure adottate dal suo comandante.
Nel decimo video l’amministratore delegato di Costa Crociere Pier Luigi Foschi esprime il suo cordoglio, poi parlando delle prospettive future della compagnia di navigazione, si commuove.
L’undicesimo video è stato girato da un passeggero tedesco al momento delle tranquillizzazioni del personale di bordo.
Il dodicesimo video è sempre tedesco, le riprese sono sulla nave quando gli annunci sono in lingua tedesca.
Un ultimo video inglese girato all’interno, mentre l’acqua inonda la nave
Sul sito di Costa Crociere appare il numero telefonico 84850.50.50 a cui rivolgersi per notizie sul naufragio. Una nota della prestigiosa società di navigazione esprime profondo dolore per le perdite umane e per il disastro e ricorda che tutti stanno lavorando per il recupero e che il comandante Francesco Schettino è primo pilota dal 2006 dopo essere entrato nella compagnia quattro anni prima. Intanto i morti sono diventati 6 e 29 i dispersi, tra cui 10 tedeschi, 10 italiani, 4 francesi, 2 americani e una peruviana. La nave oggi si è mossa provocando la fuga immediata di tutti i sub che continuano a cercare i dispersi. E dalla falla ha cominciato a fuoriuscire il carburante: è iniziato quindi anche il disastro ambientale. Da una delle prime telefonate intercorse tra il comandante della nave e la Capitaneria di porto emerge che Schettino avrebbe sottovalutato l’accaduto, al punto che da terra gli venne ordinato di sottostare da quel momento ai comandi che gli venivano impartiti dalla stessa Capitaneria e gli fu chiesto di non abbandonare la nave. Il comandante non sembrava a conoscenza dei fatti, nè della situazione dei soccorsi.
Monti-Merkel
Stiamo dando il massimo
L’Europa deve riconoscerlo
Vogliamo una crescita non occasionale, ma basata su una struttura economica sana. Lo ha detto oggi il premier Mario Monti al termine dell’incontro bilaterale Italia-Germania a Berlino. Dopo il plauso al governo italiano che Nel giro di pochissimi giorni ha fatto cose straordinarie, la cancelliera tedesca ha precisato: Fino al 2014 ci sono soldi europei per incrementare la crescita e dobbiamo valutare come spenderli.
Italia non si aspetta ricompense dall’Europa ma gli italiani, e io con loro, sperano che prima che le buone politiche economiche si trasformino in opportunità concrete, sui mercati finanziari si riducano i tassi di interesse, non più giustificati ora che i mercati hanno fatto sapere di aver apprezzato gli sforzi fatti da noi ha detto Monti.
L’Italia ha compiuto un passo molto importante- ha proseguito la Merkel- Gli Stati dell’eurozona sono uniti e ognuno deve fare la sua parte. Siamo tutti insieme e insieme saremo più ricchi e più forti. Non sarei qui se non ci fosse stata la riunificazione tedesca, ma restituire qualcosa all’Europa come qualcuno chiede, non mi pare appropriato, perché la riunificazione è stata un vantaggio per l’Europa intera. Vorrei un’Europa forte e competitiva. Nel 2000 si prevedeva che saremmo diventati il continente più competitivo del mondo, ma non è stato così. Il 7% degli abitanti del pianeta vive in Europa dove si produce il 20% del totale. Dobbiamo fare i migliori prodotti, ma non siamo tanto innovativi anche per colpa della popolazione che invecchia più che altrove. Dobbiamo essere un continente forte che attira investitori. Dobbiamo vedere chi in Europa fa meglio e orientarci verso quelle esperienze.
Monti: Mercato equità e crescita vanno avanti insieme. Sulle liberalizzazioni degli esercizi commerciali siamo ad esempio più avanti della Germania. Circa la tassa sulle transazioni finanziarie, lo stesso prof. Tobin di cui sono stato allievo, mi disse che tale tassa (la Tobin Tax) è come il mostro di Loch Ness che appare e scompare. Ebbene oggi può essere il momento di utilizzarla. Arrivando io al governo e dopo il dialogo con Germania e Francia, siamo disposti ad appoggiare tale iniziativa se sarà a livello comunitario.
Merkel: Il mio parere sulla Tobin Tax è che in caso di emergenza possiamo anche immaginarla. Ne abbiamo parlato, a livello dei 27 cercheremo di farlo, ma ancora non è scaturito un accordo.
Mario Monti aveva esordito dicendo di aver dettagliatamente comunicato alla sua ospite le misure fin qui adottate dal suo governo e di aspettarsi dall’Europa il riconoscimento dei grandi sforzi fatti dagli italiani e del loro senso di responsabilità. Quello degli italiani che hanno accettato le forti imposizioni di questi giorni è stato un atteggiamento di grande maturità- ha detto- tale da non far più considerare l’Italia come un elemento di possibile infezione dell’Europa, ma al contrario un esempio di partner affidabile accanto a Germania e Francia e altri nella conduzione dell’Unità Europea. Ora serve che venga meno la percezione del rischio Italia da parte dei mercati.
Torture in Siria
Torture in Siria, l’appello di Avaaz
Avaaz- Il mondo in azione- è la comunità che su Internet agisce su temi sociali per sollecitare interventi a favore di chi ingiustamente soffre e per salvaguardare la democrazia. Proprio perché è formato da cittadini indipendenti e non da governi, è una formazione in grado di esercitare influenza dal basso, organizzando raccolte di firme che in alcuni casi presenta alle Nazioni Unite sollevando casi internazionali e chiedendo soluzioni. Il giornale tedesco Suddeutsche Zeitung la definisce Una comunità transnazionale che è più democratica e potrebbe essere più efficace delle Nazioni Unite. Una delle sue ultime segnalazioni riguarda le torture praticate in Siria. Eccola.
E’ difficile da raccontare, ma in queste ore alcuni membri di Avaaz sono torturati dal mostruoso regime siriano. Manhal (nome modificato per tutelarlo) ha raccontato che è stato rinchiuso in una prigione segreta dove gli hanno strappato via le unghie di mani e piedi e fatto più volte l’elettroshock. “Ho visto la morte in faccia, e loro mi hanno torturato quasi fino a uccidermi”, ci ha detto. Ma se agiremo ora potremo far sì che il sacrificio di Manhal sia la goccia che fa traboccare il vaso perché il mondo intero si schieri contro il regime di Assad.
Gli osservatori della Lega araba hanno fallito nel tentativo di fermare la repressione, ma la pressione su Assad si sta intensificando. Avaaz ha appena pubblicato un report terribile in cui svela atroci verità sui luoghi di detenzione in Siria, inclusa quella che riguarda Manhal. Se ora saremo in grado di costruire un appello globale di massa, potremo costringere governi chiave a confrontarsi con l’orrore di questo report e accelerare così la fine di Assad.
Firma la petizione ora e non appena raggiungeremo le 500.000 firme le consegneremo insieme al report di Avaaz alla Lega araba e al Consiglio di sicurezza dell’ONU, chiedendo che deferiscano Assad alla Corte penale internazionale per essere processato per crimini contro l’umanità:
http://www.avaaz.org/it/arrest_syrias_torturers/?vl
L’ONU ha già confermato che in Siria sono avvenuti crimini contro l’umanità. Ora il regime deve rispondere a un altro duro colpo: un report straziante compilato dai coraggiosi attivisti siriani di Avaaz che tracciano il legame fra quei crimini contro l’umanità e gli alti funzionari del regime di Assad che li hanno commessi. Nessun altro report prima d’ora era riuscito a tracciare in maniera così evidente questo rapporto: potrebbe essere la nostra opportunità per costringere finalmente il mondo intero ad agire.
Tutti noi abbiamo sperato che la missione di monitoraggio della Lega araba avrebbe potuto fermare le violenze, ma è stata compromessa e screditata. Nonostante avessero visto i cecchini di Assad con i loro occhi, gli osservatori avevano da poco prolungato il loro periodo di monitoraggio senza alcun appello urgente all’azione. Così paesi come la Russia, la Cina e l’India possono continuare a impedire alle Nazioni Unite di agire, mentre la patetica difesa messa in piedi dal regime ha tirato in ballo la lotta al terrorismo, e non al movimento pacifico pro-democrazia. Ma i report come quello pubblicato da Avaaz mettono a nudo le bugie di questo regime atroce. Ora dobbiamo solo far sì che il mondo intero possa vederne l’orrore.
Ora la fine di Assad potrebbe essere finalmente arrivata, se solo faremo crescere un’ondata di grida dell’opinione pubblica che non può passare sotto silenzio. Uniamoci perché il mondo intero chieda al Consiglio di sicurezza dell’ONU di deferire il sanguinario regime siriano alla Corte penale internazionale per essere processato per crimini contro l’umanità. Firma ora e fai il passaparola:
http://www.avaaz.org/it/arrest_syrias_torturers/?vl

























