Archivio per Giugno 2007

09
Giu
07

Luce senza fili

tecnologiaLampadina

Luce senza fili

In presenza di campi magnetici il neon si accende da solo, basta tenerlo in mano. Non si sapeva ancora che anche una normale lampadina si accende così… senza fili. A scoprirlo sono stati alcuni ricercatori del Mit (Massachuetts Institute of Technology) che hanno collegato alla presa elettrica una spirale di rame (diametro di 60 cm), piazzando un’analoga spirale a due metri di distanza (stesso diametro), collegata ad una lampadina da 60 watt. E la lampadina magicamente si è accesa. Grazie al campo magnetico. Il fenomeno è stato riscontrato anche in presenza di ostacoli.

Il segreto sta nella frequenza magnetica che si crea (fra 1 e 10 Megahertz) e che è uguale tra trasmettitore e ricevente. A quanto pare il principio è simile a quello usato per i telepass autostradali. Un’applicazione pratica? Difficile a dirsi, anche perché tali spirali risultano molto grandi e difficilmente miniaturizzabili. E poi la dispersione energetica è pari al 45%. Eventuali problemi per la salute in presenza di campi elettromagnetici?

03
Giu
07

addio dollaro

 

pensieriDollari

L’Iran lascia il $ per l’euro
La Cina
ai due preferisce lo yuan

L’Iran smetterà di vendere il suo petrolio in dollari. Lo ha annunciato a fine maggio Ehrabhim Sheibany governatore della Banca centrale iraniana. E, a dare più peso alla cosa, c’è la decisione della Zhuhai Zhenrong Trading, una compagnia statale cinese che dal paese arabo compra 240.000 barili di petrolio al giorno pari al 10% della produzione iraniana (di 2, 2 milioni di barili al giorno), di passare all’euro per i suoi acquisti di petrolio iraniano. Di per sé non è una notizia sconvolgente, anche perchè già oggi il 60% degli introiti iraniani derivati al greggio dipendono da monete diverse dal dollaro. Ma il fenomeno sta assumendo proporzioni colossali: le raffinerie giapponesi che dall’Iran comprano 550.000 barili di petrolio al giorno, hanno espresso la loro volontà di passare allo yen per i loro acquisti. E alcuni analisti leggono dietro questi cambiamenti pericoli per la stabilità dell’area: il giornale americano WorldNetDaily era giunto a dire che Saddam Hussein aveva firmato la propria condanna a morte quando aveva ottenuto il permesso delle Nazioni Unite per detenere in euro le sue riserve di valuta estera derivata dal programma Oil for Food. Il governo americano infatti vede come fumo negli occhi la perdita di peso del biglietto verde negli scambi petroliferi. E tutti sappiamo secondo quali modalità gestisce i propri affari nel mondo.

Tornando all’Iran. La Cina, che dall’Iran acquista il 12% del petrolio che serve al suo grande sviluppo in atto, sta accrescendo il peso economico-politico in quel paese: nel 2006 ha infatti siglato un accordo a lungo termine da 100 miliardi di dollari per sviluppare nei prossimi 25 anni l’enorme giacimento di Yadvaran. Da solo questo accordo (senza bisogno della costruzione di ordigni nucleari) mette a riparo l’Iran da eventuali attacchi militari stranieri.

Tempi duri per il dollaro anche (e forse soprattutto) per la decisione della Cina di non accumulare più riserve in valute estere: come dire che 700 miliardi di dollari cinesi ora depositati come riserve (sui 1000 miliardi posseduti) saranno cambiati in yuan. La Cina ha un grande potere in mano, perché metà dei fondi cinesi in dollari risultano investiti in buoni del Tesoro Usa, vitali per finanziare i deficit della spesa pubblica americana.

Anche la Banca iraniana sta tagliando le sue riserve di dollari e progetta di gestire le riserve derivate dalla vendita di petrolio, non più solo il moneta Usa, ma utilizzando 20 diverse monete. Se per parte iraniana la mossa può apparire molto ideologica, vi è per tutti i paesi coinvolti nel cambiamento la volontà puramente economica di non perderci troppo: il dollaro infatti continua a scendere nei confronti dell’euro: nel 2006 ha perso il 9% del valore contro l’euro, scendendo negli ultimi 5 anni addirittura del 35%. Basta ricordare che con l’avvento della moneta unica europea, dollaro ed euro si equivalevano: oggi per un euro servono 1 dollaro e 34 cent.

03
Giu
07

droghe nell’aria

pensieriCoca

Drogarsi a Roma? Basta respirare

Respirare, uno dei verbi sempre più difficili da coniugare in questi anni. Soprattutto nelle città italiane appestate dai veleni delle automobili, delle attività produttive, del riscaldamento. Ma ora c’è un qualcosa in più che rischia di mandarci in tilt. La cocaina. Tracce di varie droghe, tra cui la cocaina, sono state scoperte nel particolato a Roma dai ricercatori dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR. E’ la prima volta al mondo che l’esame si fa: e pure a Taranto ha dato effetti positivi. Tra le tante sostanze tossiche che si respirano a Roma e Taranto ci sono il Benzopirene (idrocarburo cancerogeno presente nel fumo di sigaretta, negli scarichi degli autoveicoli e nelle emissioni da combustione), il Cannabinolo (il principale componente attivo di marijuana e hashish) e altre droghe come la Nicotina e la Caffeina. Curioso notare dove si sono evidenziate le dosi più elevate di cocaina: nel centro della capitale, ma in modo particolare nell’area dell’Università La Sapienza, anche se le scarse rilevazioni effettuate non autorizzano a dire che l’Ateneo sia il luogo dove si consuma più droga. Tracce di cocaina e cannabinolo si sono osservate anche in aree extraurbane e nei parchi cittadini, dove sembrano più alte che nelle vie di traffico: il che autorizza a pensare che i parchi siano non solo luogo di spaccio, ma anche di consumo. L’analisi ha evidenziato che i picchi di presenza della cocaina nell’aria (concentrazioni massime in capitale di 0,1 nanogrammi per metro cubo) sono invernali, ma probabilmente è solo per l’effetto dell’inversione termica al suolo. Si tratta di appena cinque volte inferiori ai limiti stabiliti per legge per una sostanza tossica come il benzopirene. L’allarme lanciato dagli scienziati viene dal fatto che se il particolato si accompagna con altri composti tossici, le sue proprietà chimiche diventano importanti dal punto di vista epidemiologico. Analogo esame effettuato ad Algeri non ha dato prova di presenza di droghe nell’aria, solo di caffeina e nicotina. Info: prof. Ivo Allegrini, direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, tel. 06 90625349. (grazie ad Ezio Alessio Gensini- www.reset.netsons.org). (foto rb)




Biografia

LAVORO Giornalista pubblicista, collaboro con quotidiani e riviste nazionali- Uffici stampa- Testi per aziende, documentari, web, biografie, pubblicità- Speaker HOBBY Scrivere e fotografare

VISITATORI

  • 80,017 DAL SETTEMBRE 2006
Watch videos at Vodpod and other videos from this collection.