Archivio per Gennaio 2008

17
Gen
08

televisioni coraggiose


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Chi è senza peccato…


Mercoledì sera ho visto un esempio di rara coraggiosa televisione. Una tv capace di esprimersi apertamente, in dissenso rispetto alla maggioranza dei benpensanti, di centrodestra o centrosinistra che siano. A Markette, su La 7, hanno parlato
don Andrea Gallo della comunità S.Benedetto al Porto, e la scrittrice Barbara Alberti, che non hanno usato mezzi termini per contestare le ingerenze del Vaticano nelle scelte sociali degli italiani.

Il religioso, chiamato ad esprimersi sulla vicenda Benedetto XVI- La Sapienza e la laica che ha parlato di aborto. Non ha usato parafrasi don Gallo quando ha detto che la Chiesa, che oggi si scandalizza della chiusura di una parte del mondo laico nei suoi confronti, dovrebbe essere la prima (in linea con l’insegnamento evangelico) ad aprirsi verso i suoi fratelli: non solo verso i sacerdoti che vogliono sposarsi, ma anche verso i tanti preti che vengono emarginati e a cui si rende la vita difficile, come toccato a due suoi maestri.

Vibrante e definitivo l’alt di Barbara Alberti alla Chiesa che intende forzare le scelte sofferte delle donne: “Chi non sa niente di sesso pretende di dire a noi cosa dobbiamo fare. L’aborto è un’enorme sofferenza per la donna. Ma quando si rende conto che se nascesse, la sua creatura non sarebbe amata, la donna può arrivare a compiere un gesto disperato. Uccide una parte di se stessa”.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra!

16
Gen
08

indagato ministro giustizia

 

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Ministro della Giustizia indagato: “E’ un’ingiustizia però…”

Non dipendessero da loro le scelte del Paese, si potrebbe sorridere nel vederli tutti così compatti schierarsi a difendere uno di loro attaccato dalla magistratura. Le odierne dimissioni a sorpresa del ministro della Giustizia Clemente Mastella appena appreso che sua moglie Sandra Lonardo (presidente del Consiglio regionale campano) sarebbe stata arrestata per tentata concussione, hanno scandalizzato la classe politica italiana. La destra grida: “Quando attaccavano noi nessuno credeva al complotto!” e la sinistra si indigna perchè ora i giudici sembrano diventati strabici.

Il ministro, forse davvero per orgoglio e per non macchiare il governo o forse solo perché preavvertito di un’indagine per concussione che nel pomeriggio avrebbe interessato pure lui, ha gettato la spugna. Cosa che non ha fatto il governatore della Campania Bassolino, cosa che non fece il governatore della Banca d’Italia Fazio, investiti da altri “problemi d’immagine”. Almeno Mastella si è dimostrato rispettoso delle istituzioni. Ma i suoi colleghi in Transatlantico? A loro le istituzioni poco importano, devono tutelarsi. Quasi tutti gridano contro la magistratura e invocano coesione per modificare le regole del gioco. Qualcuno parla di strapotere dei magistrati. Insomma la Casta, ancora una volta, si sente accerchiata e ringhia.

Così Roma riprende ancora su di sé tutti i riflettori in questi giorni maledetti: governo ed esercito mobilitati nella guerra alla spazzatura, fisici contro pontefice, e ora ministro della Giustizia iscritto nel registro degli indagati per 7 reati: concorso esterno in associazione per delinquere, due concorsi in concussione, una tentata concussione, concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso. Tra tutte l’accusa più grave mossa al guardasigilli è la tentata concussione ai danni del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Non c’è che dire: se l’Italia voleva farsi pubblicità gratis in tutto il mondo, ci sta proprio riuscendo. Alla grande.

11
Gen
08

L’auto economica è possibile

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La nana del Bengala

E dopo il computer portatile a manovella di Nicholas Negroponte che costa quanto un paio di scarpe o un viaggio in taxi da Milano all’aeroporto di Malpensa (70 euro), ecco l’automobile più economica del mondo: solo 1.700 euro, quanto 17 ricariche del cellulare! La lezione sul risparmio possibile arriva dall’India, non da una piccola carrozzeria del Punjab, ma dal colosso industriale dell’automobile Tata, che fa parte del gruppo dell’omonimo imprenditore, comprendente 93 società e 220.000 dipendenti (16 miliardi di euro il fatturato). La stessa casa automobilistica che ha annunciato la produzione nel 2008 della sua prima auto che non andrà a combustibile, ma ad aria compressa.

Il paragone con casa nostra è d’obbligo, anche se da noi non vi sono modelli di mini-auto omologabili alla nuova Tata Nano: 30 cv e 624 cc. E anche se il gruppo Fiat è ben più potente del gruppo Tata, dato che prevede di raggiungere nel 2010 i 67 miliardi di euro di fatturato.

Dunque costruire una citycar che costa così poco si può. Certo, diranno molti, in India un operaio specializzato porta a casa 141 euro al mese contro i 1.000 del suo omologo italiano di 5° livello e laggiù i costi contributivi sono enormemente più bassi… E poi questa Nano che viene prodotta nello stato del Bengala, non è dotata di tanti servizi a cui l’automobilista italiano difficilmente rinuncerebbe: aria condizionata, finestrini elettrici, air bag.

Però è, a tutti gli effetti, una 5 posti, 4 porte, dalla linea morbida e moderna e viaggia a un massimo di 80 km/h, anche se non risponde ai requisiti di sicurezza e antinquinamento europei. Ma soprattutto costa e consuma pochissimo, fa 20 km con un litro: tant’è.

Dunque se sarebbe scorretto paragonare la Nano alla nuova Cinquecento (che costa minimo 10.500 euro), meglio sarebbe confrontarla con l’ultima Smart Fortwo (61 cv) lunga 269 cm (contro i 350 della Nano). Ma la Smart costa 16.900 euro circa, ossia dieci volte più della Tata. Solo per il costo della mano d’opera e per i suoi optional?

La Nano sarà inizialmente venduta nei paesi poveri, così come la laptop di Negroponte: dall’India all’Africa, dall’America Latina al Sud Est Asiatico. Un modo per dare un’auto a chi non può permettersi i nostri lussi, un invito ai ricchi a scendere sul terreno di una concorrenza possibile. Immaginiamo quando sbarcherà in Italia… Ne saremo invasi. Una macchinetta che costa metà di uno scooter 125! C’è da aspettarsi che questo farebbe un gran bene ai prezzi di casa nostra.

09
Gen
08

563 milioni di cellulari cinesi

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Cinese mezzo miliardo di cellulari

E arriva il telefono… che paga

 

Metà dei telefoni cellulari venduti nel mondo si producono in Cina. Nel corso del 2007 i cinesi hanno prodotto circa 563 milioni di esemplari, ossia il 27,5% in più dell’anno precedente. Il merito va al fatto che molte imprese produttrici hanno trasferito le loro attività in Cina. Nel 2006 la Cina aveva prodotto 470 milioni di cellulari, di cui 119 milioni si sono venduti nel paese asiatico. In Cina nel 2006 c’erano 461 milioni di abbonati ai telefoni mobili: il 17,2% in più rispetto al 2005. Dallo scorso mese di novembre poi, i cellulari cinesi sono anche diventati un mezzo per pagamenti virtuali. Ne fanno uso già 8 milioni di cinesi.

09
Gen
08

In Cina 47 milioni di bloggers

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47 milioni di bloggers in Cina, metà sono donne

Sono 47 milioni i bloggers cinesi. Un dato impressionante. Il 57% di essi sono donne. Un quarto dei cinesi che usano Internet ha un proprio blog. Lo annuncia l’inchiesta del Centro di Informazione della Rete Internet della Cina che ha intervistato 1.862 cybernauti. A tutto il 2007 i blog registrati in Cina ammontano a più di 33 milioni: tanti da quando, cinque anni fa, è stato introdotto nel paese questo mezzo di comunicazione all’interno di Internet. E quanti usano Internet? 180 milioni di cinesi.




Biografia

LAVORO Giornalista pubblicista, collaboro con quotidiani e riviste nazionali- Uffici stampa- Testi per aziende, documentari, web, biografie, pubblicità- Speaker HOBBY Scrivere e fotografare

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