Archivio per Novembre 2008

27
Nov
08

Verità o fantasia?

cimg2853Biscotti fatti con la ciccia della liposuzione

Una società olandese ricicla il grasso umano estratto dalle pance di uomini e donne con la liposuzione e ne fa ottimi biscotti da vendere ai poveri del terzo mondo? La notizia aberrante ha fatto il giro della rete facendo abboccare importanti testate giornalistiche come TGCom, il Sole24 ore, La Stampa, il Secolo XIX e altre. La notizia di fonte olandese era stata rimbalzata da noi dall’agenzia AGI, ma… ma qualcuno l’ha approfondita talmente bene da trovare l’inghippo. Non svelo niente per non togliere alcun merito a Paolo Attivissimo, giornalista informatico italo-inglese (che vive in Svizzera, o forse sarebbe meglio dire in Internet): uno scrittore e grande cacciatore di bufale, che ne parla sul suo sito http://attivissimo.blogspot.com/2008/11/grasso-da-liposuzione-per-sfamare-il.html

26
Nov
08

Nudo artistico

esterne251622092511162334_bigDa Sex and the City a Tiziano

Kim Victoria Cattrall l’attrice canadese che impersona Samantha Jones in Sex and the City, ha posato nuda per un’opera d’arte… Non tanto perché sia tale la fascinosa e osé foto di Tom Hunter che la ritrae assieme ad alcune studentesse ventenni e senza veli; ma perché l’immagine serve a sensibilizzare i sudditi di sua maestà a metter mano al borsellino per far restare sull’isola il più celebre dipinto di Tiziano Vecellio. Ecco il retroscena.

Il pittore bellunese, quasi settantenne, tra il 1556 e il 1559 dipinse Diana e Atteone, un olio su tela di 185 x 202 cm. Realizzato per re Filippo II di Spagna, forse per festeggiare la fine della sessantennale guerra con la Francia, il quadro faceva parte di sette tele di tema mitologico raffiguranti le Metamorfosi di Ovidio, commissionate dal primo sovrano della Spagna unita. Nel 1704 il discendente del re, Filippo V, regalò all’ambasciatore francese questa tela che nel 1798 finì definitivamente in terra inglese quando Francis Egerton, terzo e ultimo duca di Bridgewater, la comperò assieme ad un altro Tiziano della serie, Diana e Callisto, per la sua aristocratica residenza londinese. Dopo il 1806 il quadro passò di mano al sesto duca di Sutherland il quale nel 1946 lo prestò assieme ad altri dipinti, alla National Gallery of Scotland di Edimburgo. tiziano_diana_atteone_sept_08_pg1


Francis Egerton, settimo duca di Sutherland, attuale proprietario dell’opera, benché non sia proprio al verde (è il 357° uomo più ricco del mondo secondo la stima 2008 del Sundey Times) ora vuole “realizzare”: ha fatto sapere che se i musei britannici non compreranno questo Tiziano entro il 31 dicembre 2008, lo metterà all’asta e… chi si è visto si è visto. A meno che il museo scozzese in accordo con la National Gallery di Londra non sborsi 58 milioni e mezzo di euro. Può sembrare tanto, invece il patto perché l’opera resti in Gran Bretagna è sensato, dal momento che gli esperti valutano l’opera almeno 186 milioni di euro. Ora la palla è in mano ai due musei che, avendo un budget annuo di soli 5 milioni di euro per nuove acquisizioni, hanno lanciato un appello per raccogliere i fondi necessari ad acquisire l’opera. Dopo questa eventuale asta, il duca ha annunciato che tra 4 anni venderà anche l’altro Tiziano, Diana e Callisto.

Così l’attrice Kim Victoria Cattrall si è prestata alla foto (ad una serie di foto) in cui l’autore ha reinterpretato, molto a modo suo, la licenziosa scena tizianesca.

24
Nov
08

Se questa è pace…

donna-combattente-reutersPer uccidere spendiamo 202 $ a testa

Il neonato del Biafra che sta morendo di fame tra le braccia di sua madre ha speso lo scorso anno 202 dollari per comperare armi. E come lui io, tu e ciascuno dei 6 miliardi e 700 milioni di persone che popolano il nostro pianeta. E’ la terribile media emersa dal rapporto 2008 dello Stockholm International Peace Research Institute, organismo internazionale che da 40 anni svolge ricerche a favore della pace (www.sipri.org).

Mentre i governi dei paesi “civili” imbottivano i telegiornali di termini come guerra necessaria, guerra preventiva, operazioni di polizia internazionale, lotta al terrorismo, ripristino della democrazia violata, difesa dei diritti umani e altre amenità, nel 2007 nel mondo si sono spesi 1.339 miliardi di dollari in armamenti.

Chi ha investito di più? A livello continentale al primo posto l’America con 640 miliardi di $, seguita dall’Europa con 390, poi Asia e Oceania con 219. Si è speso il 6% più del 2006: cifra pari al 2,5% del PIL mondiale.

L’area che negli ultimi 10 anni sta più incrementando l’acquisto di armi è l’Europa orientale con il 162% (in particolare la Russia), seguono il Nord America col 65% di spesa in più, il Medio Oriente col 62% di aumento, l’Asia meridionale col 57%, poi l’Asia orientale col 51% e l’Africa col 51% di incremento. Gli europei nell’ultima decade hanno speso in armi il 6% in più e l’America centrale il 14%.

Metà della spesa mondiale in armamenti è stata fatta dagli Stati Uniti col 45% del valore planetario, pari a 547 miliardi di dollari, seguiti da Gran Bretagna con 59,7, Cina con 58,3, Francia con 53,6, Giappone con 43,6, Germania con 36,9, Russia con 35,4, Arabia Saudita con 33,8, Italia (al 9° posto col 3% del totale mondiale) con 33,1, India 24,2 miliardi di dollari.

Nel 2007 gli Stati Uniti hanno speso in armi come mai in passato, dall’epoca della seconda guerra mondiale.

E ora, sempre dallo stesso rapporto, vediamo quali aziende beneficiano maggiormente (e quanto) della presenza di guerre, rivoluzioni, guerriglie, colpi di Stato. Scopriamo che la nostra Finmeccanica è al nono posto nella produzione di armi del 2006 con vendite per 8.990 milioni di dollari. Nel top dei 10 fornitori mondiali delle guerre figurano: al primo posto l’americana Boeing (30.690 milioni $) davanti alla connazionale Lockeed Martin, all’inglese BAE Systems, alle americane Northrop Grumman, Raytheon e General Dynamics, alla holding franco-tedesco-spagnola EADS European Aeronautic Defence and Space Company, all’americana L-3 Communications. E dietro Finmeccanica ci sono i francesi di Thales.

Tra il 2003 e il 2007 ecco i maggiori fornitori di grandi sistemi di armamento e i loro principali clienti: gli Stati Uniti hanno rifornito soprattutto Corea del sud, Israele, Emirati Arabi Uniti, Grecia; la Russia ha venduto soprattutto a Cina, India, Venezuela e Algeria; la Germania a Turchia, Grecia, Sudafrica e Australia; la Francia a Emirati Arabi Uniti, Grecia, Arabia Saudita e Singapore; la Gran Bretagna a Stati Uniti, Romania, Cile e India.

Nello stesso quinquennio chi ha avuto più fame di armi, accaparrandosi la maggior quota di armamenti sono stati: col 12% del totale la Cina, con l’8% l’India, col 7% gli Emirati Arabi Uniti, col 6% la Grecia e col 5% la Corea del sud.

Sapendo che 800 milioni di persone muoiono di fame nel mondo ogni anno, che 2 miliardi di bambini sono malnutriti e che secondo il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) l’attuale crisi alimentare può portare per la prima volta alla fame altri 100 milioni di persone a causa dell’aumento dei prezzi, è proprio demagogico chiedersi perché bisogna ostinarsi nelle politiche di armamento e guerra? 

(foto Reuters)

23
Nov
08

La nuova fame

mattino-di-padova-23-nov-2008La carica dei 600. Cibo gratis alle famiglie padovane

200 kg di pasta, 450 kg di radicchio, 200 litri di latte. Hanno sfamato gratis oltre 600 famiglie. E sono bastati 800 euro. Non siamo nell’Africa nera. Siamo nel cuore del centro storico della ricca Padova, nel ricco Nordest, nella ricca Italia quinta (?) potenza mondiale.

E non siamo alle cucine popolari o alla Caritas, ma davanti alla libreria Mondadori: cultura e sussistenza. E chi ha fatto la fila (all’italiana, cioè caotica) aspettando anche un’ora e mezza e ben sapendo che correva il rischio di essere ripreso da fotografi e telecamere, era la gente che si incontra tutti i giorni per strada: non mendicanti, ma persone che hanno colto l’offerta (per alcuni demagogica, per altri caritatevole) dell’associazione Com.Res di dare un segnale di aiuto in un momento di crisi economica.

Chi è venuto in piazza Insurrezione aspettando al freddo il proprio turno, si è portato a casa gratis il sacchetto con un litro di latte, un chilo di pasta e tre cespi di radicchio di Chioggia: valore dai 3 ai 4 euro. Chi sono? Sono gli italiani della terza settimana… Quella che segna la fine del “loro” mese.

15
Nov
08

Un pianeta extrasolare

fomalhaut_hst_lab800

Foto del primo pianeta extrasolare

Caldo, gassoso e con un anno di 318.280 giorni

Fomalhaut b. Un nome orrendo per la scoperta astronomica che apre il millennio. E’ il primo pianeta fotografato al di fuori del nostro sistema solare. Per arrivarci, viaggiando alla velocità della luce (circa 300.000 km al secondo) ci vogliono 25 anni; ma il telescopio Hubble della Nasa che orbita attorno alla Terra a 600 km di altezza, ci ha messo 7 anni a scovarlo quando si è orientato verso la costellazione del Pesce australe, vicino a Fomalhaut, un Sole giovane che ha soltanto 200 milioni di anni e brilla 16 volte più del nostro. Il risultato della ricerca è del prof. Paul Kalas dell’Università californiana di Berkeley. Anche se appare solo un puntino giallo che si perde di fronte alla massa della sua stella di riferimento, si tratta di un pianeta grande forse tre volte Giove; è gassoso e caldo e pare dotato di anelli come Saturno. Un anno su Fomalhaut b. è lungo da passare: dura infatti 872 dei nostri. E’ il primo pianeta extra sistema solare in assoluto ad essere stato fotografato, mentre di altri 300 gli astronomi hanno solo la percezione dell’esistenza per via di anomalie registrate da parte delle rispettive stelle madri. A questo punto gli scienziati ipotizzano che, più distanziato dal Sole Fomalhaut, vi possa essere anche un pianeta ospitale come la Terra. Per scoprirlo bisognerà attendere l’invio di James Webb Space Telescope, il “figlio” di Hubble che sarà lanciato in orbita nel 2013, 23 anni dopo il suo grande papà. (foto NASA)

13
Nov
08

Ogm in Europa

topiniCol mais Ogm meno figli, e pure più deboli

Mi scrive Federica Ferrario, responsabile Campagna Ogm di Greenpeace Italia.

Siamo seriamente preoccupati per i risultati di uno studio pubblicato dal governo austriaco sui rischi sanitari legati agli OGM (organismi geneticamente modificati). La fertilità dei topi nutriti con mais OGM è risultata molto indebolita rispetto a topi alimentati con prodotti naturali: hanno generato una prole ridotta di numero e di peso. Queste scoperte dimostrano quanto poco sappiamo dell’impatto a lungo termine degli OGM sulla salute e sull’ambiente e quanto sia inadeguata l’attuale procedura di valutazione dei rischi a livello europeo.

Il prossimo 4 dicembre i ministri dell’Ambiente europei si riuniranno per decidere se rafforzare o meno il sistema di valutazione dei rischi OGM. È l’occasione giusta per chiedere ai Ministri di votare a favore della protezione dell’ambiente e dei consumatori.

Alcuni ministri sono giá dalla parte giusta, molti altri sono ancora indecisi. Un numero ristretto di Paesi influenti, invece, sta provando a bloccare qualsiasi tipo di sensata riforma dell’attuale lacunoso sistema autorizzativo degli OGM.

Tu puoi aiutarci a combattere la “Monsantosis”, una malattia causata dal Monsantus avidus virus, che sta minacciando i politici europei. Con un semplice click potrai contribuire a diffondere l’antibiotico “AntiCorp” a tutti i governi europei per renderli immuni dalle lobby pro-OGM e decisi a proteggere il nostro cibo, la nostra salute e l’ambiente.

Scrivi subito ai Ministri (facendo copia-incolla di questo indirizzo): http://www.greenpeace.org/italy/campagne/ogm/ogm_cyber

Sostieni i governi anti-Ogm:  Austria, Cipro, Francia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia

Fai smuovere i governi indecisi: Italia, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Germania, Irlanda, Lettonia, Malta, Slovacchia

Fai pressione contro i governi pro-OGM: Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Olanda, Portogallo, Romania, Svezia, Spagna, Regno Unito

PS: Spedisci questo messaggio a tutti i tuoi amici interessati a fermare gli OGM.

13
Nov
08

Strage di delfini

Ma il delfino non è quell’animale simpatico e intelligente?

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… Il delfino sì, l’uomo un po’ meno, a giudicare da queste foto che hanno fatto il giro del mondo. Chissà che direbbero i turisti italiani che per la prossima estate hanno in programma una settimana alle isole Faroe, in mezzo all’Atlantico tra Islanda e Norvegia, se vedessero di che colore si tinge una volta l’anno l’acqua di una baia di questo arcipelago danese.

Il colore è rosso e il rosso è proprio sangue. Sembra di assistere ad una selvaggia battaglia medievale, tra i Vichinghi che popolavano questi freddi mari: solo che il sangue che scorre, ad opera di Vichinghi che invece delle veloci navi guidano pick-up e al posto delle spade portano addosso i cellulari, è quello di innocui, intelligenti e curiosi mammiferi marini che non possono nè difendersi né scappare.

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E’ l’inutile e forse anche rituale mattanza di delfini della specie Calderon (detti balena pilota), grandi tra 2 e 5 metri. Si tratta di cetacei di cui la popolazione si nutre da sempre e che uccide nel numero di circa 1.000 unità all’anno, su una popolazione stimata in 778.000 esemplari. A quanto pare non è vero quanto scrivono alcuni siti, e cioè che questa mattanza si effettui un giorno all’anno come rito d’iniziazione dei giovani, perché la caccia è aperta a tutti di qualsiasi età, proprio per nutrirsi di questi cetacei. In centinaia questi grossi delfini, dopo essere stati sospinti nelle acque basse un metro e mezzo, quando non trovano più scampo vengono selvaggiamente arpionati e squartati. Certo, il fatto che anche i bambini assistano in riva alla gran festa del mare rosso, la dice lunga sul costume locale.

Esiste una petizione (in spagnolo) che è possibile firmare sul sito http://www.petitiononline.com/zxqw1234/petition.html oppure (in inglese) dal blog di Beppe Grillo www.beppegrillo.it




Biografia

LAVORO Giornalista pubblicista, collaboro con quotidiani e riviste nazionali- Uffici stampa- Testi per aziende, documentari, web, biografie, pubblicità- Speaker HOBBY Scrivere e fotografare

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