17
gen
12
la drammatica telefonata
Categorie: CRONACA e pensieri e parole
Tags: 11 morti nel naufragio della Costa Concordia, 22 dispersi, accusato di omicidio colposo plurimo, Alessandro Tosi, ammutinamento del Costa Concordia, arresti domiciliari per Schettino, audio di 2 delle 3 telefonate tra il comandante della Costa Concordia e la Capitaneria di porto di Livorno, Bandar Abbas, black out, Capitaneria di porto di Livorno, capitano De Falco, comandante Schettino, Costa Concordia, disastro e abbandono di nave, elicotteri, il comandante telefonò a sua madre, il primo allarme di una passeggera di Prato, incursori Marina militare, Isola del Giglio, le tre telefonate della Capitaneria di porto alla Costa Concordia, Meta di Sorrento, motovedette, rimorchiatori, scialuppa di salvataggio, telefonata Schettino-Capitaneria di porto, video di passeggero cileno, video vigili del fuoco dentro la Costa Concordia, Vigili dei fuoco
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a mio avviso, non vedo tanto eroismo da parte del comandante De Falco della capitaneria di livorno. visto che la sua telefonata e fatta solo di inutili minacce verso una persona che pur sbagliando non era in grado di rispondergli a tono. sicuramente e da mettere in galera il comandante schettino…..ma non vedo il motivo (frettoloso), di mettere subito in evidenza quetsa telefonata……ci vedo del premeditato. concordo quello che ha detto l’ex sindaco Cacciari di venezia che ha detto nella trasmissione televisiva agorà su rai 3, che c’è dell’insensato comandare ad un uomo che fugge dalla propria nave lasciando i passeggeri al loro destino, di ritornare a bordo…..con il buio che non permettevo di vedere a 2 metri, con la nave mezza affondata, che non riesci neanche a mantenerti in piedi. che doveva fare?
la conta delle persone? richiesta ridicola che concordo pienamente con l’ex sindaco di venezia.
Solo perchè doveva dare esempio di abbandonare per ultimo la nave……lui nel frattempo che stava facendo sulla sua poltrona?…..minacciava……bell’esempio di uomo senza testa. e la maglie ne va pure orgogliosa…..meno male che ci crede solo solo lei.
Non eroismo, giusta indignazione direi. Sono d’accordo che forse a quel punto era difficile risalire a bordo mentre gli altri a fatica scendevano lungo una scaletta di corda in pendenza gettata da un giovane ufficiale. Ma la rabbia la interpreto giustificata, da parte di chi scopre che il capo supremo della nave si è messo in salvo lasciando a bordo delle persone inermi e inesperte (anche donne, bambini, anziani e magari anche qualche handicappato). Due reazioni umane diverse: quella di chi ha cercato scampo per salvarsi la vita e quella di chi (d’accordo al caldo su una poltrona, ma con responsabilità civile oltre che istituzionale) si adira perché il responsabile di bordo faccia il suo dovere. L’errore del comandante è stato iniziale: abbandonare la nave prima che le persone che gli si erano affidate fossero messe in salvo. E non solo in quanto effettivo responsabile dell’incidente, e nemmeno in qualità di marinaio; ma dal punto di vista umano: di fronte a qualcuno in pericolo penso venga spontaneo cercare di dare un aiuto. Capiremo poi i dettagli del suo intervento che è già stato definito ottimo sotto il profilo dell’arretramento della nave vicino al porto per evitare l’inabissamento; ma lasciare la nave prima di essersi assicurato che tutti erano sulle scialuppe, non lo leggo come un gesto altruista, piuttosto come istinto di sopravvivenza.