La democrazia è nata in Grecia
E in Grecia morirà
E’ una frase pesante come un macigno, scritta sui muri di piazza Syntagma (la più importante di Atene). L’hanno vergata i dimostranti che da mesi contestano al governo e alle classi politiche precedenti di essersi venduti alla finanza straniera e di essere ora pronti a mettere il Paese nelle mani degli speculatori (interni ed esterni), delle banche europee e americane, della Germania in testa a tutti: Germania che i greci ormai chiamano Quarto Reich. Qualcuno dice (ma pare siano solo arrivati in transito) che in questi giorni siano arrivati in Grecia reparti di polizia antisommossa venuti dalla Germania, chiamati dal ministro dell’Interno greco.
Il Parlamento di Atene, dopo 10 ore di un acceso e storico dibattito, con 199 sì e 74 no la notte di domenica 12 febbraio 2012 ha deciso: la Grecia accetta il piano di salvataggio dell’Europa e mantiene l’euro. L’Europa gioisce e lo spread ellenico cala, ma i greci per niente. Espulsi dal partito conservatore e dal socialista Pasoc i 43 parlamentari che avevano votato no. Fuori dal palazzo, la protesta popolare di migliaia di persone: 150 negozi dati alle fiamme, 7 edifici storici bruciati, 120 feriti. Scontri in altre sei città, i peggiori dei quali a Volos col palazzo comunale e l’agenzia delle entrate incendiati e anche a Patrasso e a Corfù. Intanto si è detto che le elezioni si terranno in aprile. Video degli scontri davanti al Parlamento
A protestare anche Mikis Theodorakis
In testa alla rivolta anti governativa, c’era anche il celebre compositore Mikis Theodorakis,
(l’autore della colonna sonora di Zorba il greco, imprigionato e torturato dal regime dei colonnelli) 86 anni, che indossava la maschera antigas e col megafono incitava i circa 800.000 (200.000 secondo le autorità, ma enormemente di più a detta di chi quelle piazze le conosce bene), gridando: E’ una vergogna, svendono la Grecia! Assieme a lui, svenuto per i lacrimogeni (qui nella foto respinto dalla polizia, un altro eroe nazionale, Manolis Glexzos,
scrittore di 89 anni, famoso per essersi arrampicato in cima all’Acropoli il 30 maggio 1941 per strappare il bandierone nazista che sventolava su Atene sostituendolo con la bandiera greca. Theodorakis e Glexzos sono riusciti a entrare nell’aula del Parlamento inveendo contro il governo che stava votando. Entrambi chiedono ai greci di rendere inefficaci, con la disobbedienza civile e con gli scioperi generali, le misure prese.
Quello che l’Europa non dice
Vediamo cosa comporta il piano di austerità o di salvataggio sottoposto ai greci dalla troica europea e approvato dal Consiglio dei greci (Parlamento). Radicale riforma del mercato del lavoro e cancellazione dei diritti dei lavoratori, con la diminuzione del 22% del salario minimo garantito, con un taglio delle pensioni e il licenziamento di 125.000 dipendenti pubblici entro il 2014; forti tagli agli ospedali e alle autonomie locali, ma soprattutto la messa in vendita del patrimonio nazionale: le risorse minerarie (miniere di oro e argento in Macedonia e in Tracia), petrolio nel mar Egeo, nello Ionio, gas naturale a sud di Creta dove sono già iniziate le trivellazioni da parte di compagnie petrolifere americane, norvegesi, tedesche.
Oltre a questi beni sono messi in vendita acqua pubblica e lotterie. In pratica alla Grecia resta solo il turismo (per ora) e poco altro. In cambio la Grecia otterrà che un prestito di 130 miliardi di euro. Questo almeno sulla carta. La realtà è che dei 130 miliardi, soltanto 20 arriveranno davvero alla Grecia perché il resto sarà restituito alle banche estere (soprattutto tedesche e francesi) che vantano crediti ed elevati interessi verso Atene.




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