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feb
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Grecia strangolata

Storie di ordinaria disperazione

Atene 15 gennaio, tre giorni dopo la decisione del governo di cedere alle richieste dell’Europa, di avviare una drastica austerità e di svendere il patrimonio nazionale. Viale Patission, pieno centro. Sono le 11 e da una finestra del secondo piano dell’Agenzia Statale per il Lavoro OSB una donna si sporge sul vuoto. Piange e grida. Sa che il suo lavoro non c’è più: per lei e per tutti gli altri 1.500 dipendenti della sede centrale dell’OSB, tra cui suo marito. L’ente governativo che offriva mutui agevolati alle famiglie a basso reddito chiude. Harukleia Lambrousi è giovane, ma sa che non le sarà facile tirare avanti, anche perché a casa l’aspettano due bambini, uno disabile. Dopo poco sul balcone si affaccia anche il marito, minaccia di farla finita assieme a lei. La coppia, originaria di Prevesa, cittadina di 30.000 abitanti sul mar Ionio, si era fatta trasferire in capitale proprio per assicurare al figlio cure migliori. E questo è solo una delle fotografie di Atene 2012, il cuore della Grecia del duemila. Da ultima in Europa prima della crisi, la Grecia ormai ha conquistato il primato europeo per numero di suicidi: da gennaio al 10 dicembre 2011 sono stati 1.727 (la popolazione è di 11 milioni di abitanti), la maggioranza dei quali per motivi economici. Nei primi 5 mesi dello scorso anno in Grecia il loro numero è salito del 40% e ora è destinato a crescere. Tra gli ultimi suicidi, il 15 gennaio a Salonicco quello di un poliziotto antisommossa di 29 anni, che si è tolto la vita per strada.

In queste ore gli stipendi pubblici, già dimezzati, sono stati abbassati di un altro 10%, si sono ridotte le spese mediche, gli stipendi dei medici e gli investimenti statali. Ad Atene un kg di pane costa 1,60 euro, un litro di latte 1,30 (in Germania 65 centesimi) e la benzina al litro va da 1,80 a 1,90 (il diesel 1,50). Bere un caffè al bar costa da 3,5 a 4,5 euro ed è iniziata una straordinaria distribuzione gratuita di generi alimentari per sostenere le famiglie: in via Pireos sono stati regalate 750 porzioni di riso e carne e al mercato centrale Varvakios Agora 1.000 kg di carne perché oggi è festa nazionale.

Intanto, sopra gli occhi di altri disperati ateniesi la disperazione di Harukleia Lambrousi continua per cinque lunghe ore, poi gli psicologi convincono anche la donna a rientrare. La sua vita per il momento è salva, la sopravvivenza della sua famiglia, chissà. Video della protesta della donna. Video scontri ad Atene


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