Archivio per la categoria 'APPELLI'

13
Nov
08

Ogm in Europa

topiniCol mais Ogm meno figli, e pure più deboli

Mi scrive Federica Ferrario, responsabile Campagna Ogm di Greenpeace Italia.

Siamo seriamente preoccupati per i risultati di uno studio pubblicato dal governo austriaco sui rischi sanitari legati agli OGM (organismi geneticamente modificati). La fertilità dei topi nutriti con mais OGM è risultata molto indebolita rispetto a topi alimentati con prodotti naturali: hanno generato una prole ridotta di numero e di peso. Queste scoperte dimostrano quanto poco sappiamo dell’impatto a lungo termine degli OGM sulla salute e sull’ambiente e quanto sia inadeguata l’attuale procedura di valutazione dei rischi a livello europeo.

Il prossimo 4 dicembre i ministri dell’Ambiente europei si riuniranno per decidere se rafforzare o meno il sistema di valutazione dei rischi OGM. È l’occasione giusta per chiedere ai Ministri di votare a favore della protezione dell’ambiente e dei consumatori.

Alcuni ministri sono giá dalla parte giusta, molti altri sono ancora indecisi. Un numero ristretto di Paesi influenti, invece, sta provando a bloccare qualsiasi tipo di sensata riforma dell’attuale lacunoso sistema autorizzativo degli OGM.

Tu puoi aiutarci a combattere la “Monsantosis”, una malattia causata dal Monsantus avidus virus, che sta minacciando i politici europei. Con un semplice click potrai contribuire a diffondere l’antibiotico “AntiCorp” a tutti i governi europei per renderli immuni dalle lobby pro-OGM e decisi a proteggere il nostro cibo, la nostra salute e l’ambiente.

Scrivi subito ai Ministri (facendo copia-incolla di questo indirizzo): http://www.greenpeace.org/italy/campagne/ogm/ogm_cyber

Sostieni i governi anti-Ogm:  Austria, Cipro, Francia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia

Fai smuovere i governi indecisi: Italia, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Germania, Irlanda, Lettonia, Malta, Slovacchia

Fai pressione contro i governi pro-OGM: Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Olanda, Portogallo, Romania, Svezia, Spagna, Regno Unito

PS: Spedisci questo messaggio a tutti i tuoi amici interessati a fermare gli OGM.

13
Nov
08

Strage di delfini

Ma il delfino non è quell’animale simpatico e intelligente?

mattanzamattanza-2

… Il delfino sì, l’uomo un po’ meno, a giudicare da queste foto che hanno fatto il giro del mondo. Chissà che direbbero i turisti italiani che per la prossima estate hanno in programma una settimana alle isole Faroe, in mezzo all’Atlantico tra Islanda e Norvegia, se vedessero di che colore si tinge una volta l’anno l’acqua di una baia di questo arcipelago danese.

Il colore è rosso e il rosso è proprio sangue. Sembra di assistere ad una selvaggia battaglia medievale, tra i Vichinghi che popolavano questi freddi mari: solo che il sangue che scorre, ad opera di Vichinghi che invece delle veloci navi guidano pick-up e al posto delle spade portano addosso i cellulari, è quello di innocui, intelligenti e curiosi mammiferi marini che non possono nè difendersi né scappare.

mattanza-3

E’ l’inutile e forse anche rituale mattanza di delfini della specie Calderon (detti balena pilota), grandi tra 2 e 5 metri. Si tratta di cetacei di cui la popolazione si nutre da sempre e che uccide nel numero di circa 1.000 unità all’anno, su una popolazione stimata in 778.000 esemplari. A quanto pare non è vero quanto scrivono alcuni siti, e cioè che questa mattanza si effettui un giorno all’anno come rito d’iniziazione dei giovani, perché la caccia è aperta a tutti di qualsiasi età, proprio per nutrirsi di questi cetacei. In centinaia questi grossi delfini, dopo essere stati sospinti nelle acque basse un metro e mezzo, quando non trovano più scampo vengono selvaggiamente arpionati e squartati. Certo, il fatto che anche i bambini assistano in riva alla gran festa del mare rosso, la dice lunga sul costume locale.

Esiste una petizione (in spagnolo) che è possibile firmare sul sito http://www.petitiononline.com/zxqw1234/petition.html oppure (in inglese) dal blog di Beppe Grillo www.beppegrillo.it

19
Set
07

Via le atomiche dall’Italia!

PensieriBomba

 

Via le atomiche dall’Italia! Firme per una proposta di legge

E’ già possibile aderire, sul sito www.unfuturosenzatomiche.org (e dal 30 settembre 2007 anche in giro per l’Italia), alla campagna di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per eliminare dal territorio nazionale le 90 (novanta) bombe atomiche presenti nelle due basi statunitensi: 50 ad Aviano (a 14 km da Pordenone) e 40 a Ghedi (a 20 km da Brescia). Ordigni la cui potenza complessiva è in grado di provocare distruzioni pari (se non superiori) a quelle di 90 (novanta) Hiroshima.

Per capire che non si tratta di un’iniziativa partitica o “di parte”, basta vedere che tra i 50 promotori ci sono Acli, Arci, Beati costruttori di pace, Greenpeace, Fim Cisl, Fiom Cgil, Legambiente, Nigrizia, Pax Christi, Unione degli studenti.

Nel disegno (www.globalsecurity.org) si vedono i modelli 3, 4 e 10 della famiglia di ordigni nucleari in dotazione ai velivoli americani, ed eventualmente anche ai Tornado italiani, di stanza in Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Proposta di legge di iniziativa popolare

“Dichiarazione del territorio della Repubblica Italiana Zona Libera da Armi Nucleari

 

Art. 1 – Obiettivi e finalità

1. Il territorio della Repubblica Italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari”.

2. Il transito e il deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica, così come individuato al comma 1.

3. Il Governo provvede ad adottare tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale che internazionale, per assicurare la piena applicazione del presente articolo entro e non oltre il termine di 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2 – Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Della Repubblica.

 
 

I PROMOTORI

ACLI – ALTRECONOMIA – APRILE – ARCI – ARCI SERVIZIO CIVILE – ARCO IRIS TV – ASSOCIAZIONE OBIETTORI NONVIOLENTI – ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE – ASSOPACE – BEATI I COSTRUTTORI DI PACE – BERRETTI BIANCHI – CAMPAGNA OSM-DPN – CAMPAGNA PER LA RIFORMA DELLA BANCA MONDIALE – CARTA – CHIAMA L’AFRICA – CIPSI – Comitato VIA LE ATOMICHE GHEDI – Comitato VIA LE BOMBE AVIANO – COMMISSIONE GIUSTIZIA E PACE DELLA CONFERENZA ISTITUTI MISSIONARI IN ITALIA – ENTI LOCALI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI – CTM ALTROMERCATO – FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO – FIM-CISL – FIOM-CGIL – FONDAZIONE LELIO BASSO SEZIONE INTERNAZIONALE – GREENPEACE – GRUPPO ABELE – LDU – LEGAMBIENTE – LIBERA – LOC – MEGACHIP – MIR – MISSIONE OGGI – MOSAICO DI PACE – MOVIMENTO “IL BENE COMUNE” – MOVIMENTO NONVIOLENTO – MOVIMENTO UMANISTA – NIGRIZIA – PAX CHRISTI – PEACELINK – PUNTO ROSSO – PUNTOCRITICO – REA – RETE ITALIANA PER IL DISARMO – RETE LILLIPUT – RETE NUOVO MUNICIPIO – SEMPRECONTROLAGUERRA – SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE – TAVOLA DELLA PACE – UN PONTE PER – UNIONE DEGLI STUDENTI – VERDI AMBIENTE E SOCIETA’.

 
 

Qui riporto quanto mi scrive il Comitato “Via le bombe”.

Il video-documentario “Aviano, Italia”, inchiesta “autoprodotta dal basso”, su iniziativa di un’associazione culturale bolognese e sovvenzionata con 10 euro per i costi di produzione da oltre 400 persone, sarà distribuito da fine ottobre e sul sito www.dwcvideo.it è possibile vederne un trailer e prenotare una o più copie del DVD.

Chi fosse interessato a promuovere la raccolta di firme per la raccolta di firme, può segnalare la sua disponibilità direttamente tramite il sito ufficiale della campagna, www.unfuturosenzatomiche.org, oppure scrivendo a segreteria@unfuturosenzatomiche.org, (349/5845895).

L’appello della campagna “Un futuro senza atomiche”

Cominciamo subito

La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità. A livello internazionale, invece, stanno aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche. Altre potenze finanziano l’ammodernamento dei propri arsenali nucleari. Ed aumentano, di conseguenza, i Paesi che vogliono entrarne in possesso per acquistare

peso sulla scena mondiale.

In Italia abbiamo 90 testate atomiche. Non dovrebbero esserci. Nel 1975 l’Italia ha ratificato il Trattato di Non Proliferazione nucleare impegnandosi (art. 2) a non produrre né ad accettare mai sul proprio territorio armi nucleari. Secondo il diritto internazionale, l’Italia le deve rifiutare. Per Alleanza (NATO), invece, le accetta. Non possiamo avere due pesi e due misure.

I negoziati internazionali per liberare l’umanità dalla minaccia atomica rimangono impantanati perché chi possiede le armi atomiche vuole solo che nessun altro le abbia. Ma non è disposto a rinunciarvi. E questo invece era l’impegno sottoscritto nel Trattato di Non Proliferazione (art.6): arrivare al disarmo nucleare totale e globale.

Cominciamo da qui. Cominciamo da noi.

Per questo lanciamo una raccolta di firme per una legge d’iniziativa popolare. Affinché si dichiari l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”. Diventeremo, come l’Austria, uno dei 106 Stati del mondo dove le bombe atomiche non hanno diritto di cittadinanza. Saremo la maggioranza, nella buona compagnia di tutti gli Stati dell’America centro-meridionale, dell’Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico. E cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche.


11
Apr
07

Appello per Emergency

appelli FrancaRame

Appello per Emergency 

Questo appello mi è giunto oggi dall’Associazione Facciamo i Conti  fondata da Franca Rame.

Cari Amici, abbiamo sottoscritto questo appello, vi preghiamo di aderire e diffonderlo il più possibile. Le adesioni andranno inviate all’Onorevole Cannavò, alla mail cannavo@mac.com Grazie! Franca Rame (www.francarame.it) .

L’assassinio di Adjimal Nashkbandi, l’ostilità evidente del governo Karzai contro Emergency, la prigionia di Rahmatullah Hanefi, la decisione del governo afgano, in piena sintonia con i comandi Nato di non trattare più per la liberazione di ostaggi si inscrivono evidentemente in un quadro di guerra legittimato dall’Onu ma non per questo meno cruento e inaccettabile. Che in Afghanistan ci si stia per la guerra e non per la pace è del resto dimostrato dalla decisione italiana di inviare elicotteri Mangusta e nuove truppe o da quella tedesca di inviare gli aerei Tornado. Nello stesso tempo si mette a repentaglio l’attività di un’organizzazione umanitaria come Emergency la cui opera è evidente a tutti. Oggi noi vogliamo ribadire la nostra ferma contrarietà a questa missione continuando a chiedere il ritiro delle truppe italiane come unica condizione possibile per cambiare prospettiva. Fare finta di non sapere che la missione Isaf è nata per sostenere il governo di Karzai rappresenta una posizione indifendibile. Pensiamo allo stesso tempo che il governo italiano debba fare di tutto per proteggere l’iniziativa di Emergency anche perché non si può utilizzare un’organizzazione quando fa comodo per poi scaricarla sotto le linee direttive dell’alleanza atlantica. E’ anche una questione di dignità, umana prima che politica o nazionale. Crediamo che il governo debba fare tutto il possibile, quello che ancora non sta facendo, per la liberazione di Rahmatullah Hanefi. Parole come quelle pronunciate dal responsabile della sicurezza del governo Karzai sono inaccettabili. Anche noi riteniamo che non sarebbe pensabile un impegno di Emergency che non sia, come è stato dal 1999 a oggi, rivolto a offrire assistenza sanitaria a tutti coloro che ne hanno bisogno, solo in nome di questo bisogno, civili o combattenti, in totale indifferenza verso appartenenze o divise. Il governo italiano non può accettare l’intimidazione, noi non la accettiamo. Molti dei firmatari di questo appello sono impegnati domenica 15 aprile in un’assemblea pubblica dal titolo “Incompatibili con la guerra” a cui interverrà lo stesso Gino Strada. Per noi sarà anche l’occasione di una manifestazione di solidarietà con Emergency oltre che un nuovo atto pubblico di rifiuto e di No alla guerra. Senza se e senza ma.
 
 




Biografia

LAVORO Giornalista pubblicista, collaboro con quotidiani e riviste nazionali- Uffici stampa- Testi per aziende, documentari, web, biografie, pubblicità- Speaker HOBBY Scrivere e fotografare

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