Archivio per la categoria 'ATTUALITA''

13
Dic
08

L’astronauta racconta

200px-umberto_guidoni_nasa Taccuino di viaggio del primo astronauta italiano

Vista da 400 km di altezza la Terra dà l’idea di essere fragile. Così Umberto Guidoni, il primo astronauta italiano, ha sintetizzato il 12 dicembre 2008 in una conferenza in aula magna all’Università di Padova, il secondo dei due voli spaziali e la sua permanenza nella stazione orbitante I.S.S..

A 15 anni vidi il primo allunaggio e pensai che da grandi saremmo andati su Marte, ma ci vorrà ancora del tempo. Prima, entro il 2020, si tornerà sulla luna dove si installeranno delle basi.

Il suo apporto di fisico e astrofisico lo ha portato nello spazio nel 1996 e poi nel 2001, con una missione durata 13 giorni, è stato il primo astronauta europeo ad entrare nella stazione spaziale internazionale in orbita attorno al pianeta.

La missione consisteva nel portare e installare un enorme braccio meccanico canadese e tre moduli frutto della tecnologia italiana. Quando gli americani sentirono che li avevamo battezzati Leonardo, Raffaello e Donatello, mi chiesero perché li avessimo chiamati come le tartarughe Ninja dei cartoni animati…

In due missioni spaziali, anche se eravamo a soli 400 km di altezza, non ho mai visto alcuna costruzione umana, nemmeno la Muraglia cinese; invece ho visto l’Himalaya, ma tutto insieme e in un colpo solo. E poi guardando tutto intorno a me nel buio più totale, ho constatato che le stelle, in assenza di atmosfera, non brillano ma appaiono immobili e sembrava perfino di poter distinguere la profondità dello spazio. L’azzurro del cielo a cui siamo abituati è qualcosa che si dimentica quando si vive immersi in un perenne nero, buio anche quando il sole brilla, perché fuori dall’atmosfera la luce della nostra stella è solo un punto luminoso che si disperde tra i tanti.

Compiendo a 28.000 km all’ora un giro completo della Terra in soli 90 minuti (sia con lo Shuttle sia con la stazione orbitante) vedi il sole sorgere 16 volte e questo ti dà un certo stress perché è difficile abituarsi a vivere una giornata che inizia e si conclude in meno di un’ora. In ogni giro hai 50 minuti di luce e 40 di buio: quando c’è il sole, chi lavora nello spazio usa un casco con la visiera d’oro che blocca i raggi X e gli ultravioletti; le tute bianche servono invece a mantenere la pressione senza far bollire il sangue quando al sole si lavora a 130 gradi e senza ghiacciarlo quando il buio è totale e si finisce a 100 grazi sottozero. Per non congelare le dita toccando il metallo esterno, “di notte” gli astronauti in “passeggiata” devono attivare dei riscaldatori posti sulle punte dei guanti.

Altra cosa curiosa è vedere un uomo che da solo e senza fatica sposta un braccio meccanico lungo 17 metri e pesante 2 tonnellate. E’ all’opera con i piedi bloccati in un piedistallo per evitare di girare lui mentre avvita una semplice vite, perché in assenza di gravità, imprimendo un’ulteriore stretta ad una vite arrivata a fine corsa, è l’uomo che comincia a girare!

Guidoni parla della stazione: Al nostro arrivo c’erano tre astronauti. Dall’ingresso, ossia dal punto in cui si attacca lo Shuttle, si accede ai moduli adibiti alle ricerche e poi si arriva al cuore costituito dai luoghi in cui si vive, con cucina, bagni, cuccette; mentre alla punta estrema c’è la “scialuppa di salvataggio” ossia una navicella Soyuz russa che, in caso di pericolo grave, in un’ora consente di abbandonare la “casa spaziale” e tornare a Terra.

Un’altra particolarità riguarda il rientro, che assieme al decollo è il momento più critico delle missioni, come si è purtroppo visto nei due incidenti mortali avvenuti: lo shuttle scende a motori spenti, come un aliante, solo che in realtà precipita con un angolo ripido. E quando entra nell’atmosfera la sua punta diventa una palla infuocata e dagli oblò vedi il cielo rosso perché la temperatura esterna è di 1.500 gradi.

s117e08011_small_hsf_medium1A chi gli chiedeva un parere sull’invadenza dei satelliti nella nostra vita, sulla preparazione dell’astronauta, sui tempi di permanenza ammissibili nel cosmo e su eventuali vite in altri sistemi solari, l’astronauta romano (di origini ciociare) a cui hanno anche dedicato l’asteroide 10605 Guidoni, ha così risposto. 1) Ce ne sono migliaia e ci aiutano ormai in molte funzioni; certo che sapere che da mille km di altezza possono spiare cosa stai leggendo sul giornale, è preoccupante. 2) La preparazione per ogni missione dura un anno e ti aiuta ad essere pronto a tutto. Quella psicologica ha meno senso per i viaggi brevi, mentre ne ha molto per le lunghe permanenze in stazione, in uno spazio ristretto dove gli astronauti che hanno un’età media di 30 anni (piloti o scienziati) devono convivere senza privacy, senza gravità, con tanto stress e senza le cose che sulla Terra sono ovvie. 3) Non si sa ancora quanto è possibile rimanere in assenza di gravità. I russi sono rimasti al massimo 14 mesi sopportando una perdita di calcio nelle ossa dell’1% al mese, la perdita di globuli rossi, il calo di efficacia del sistema immunitario: tutte funzioni che poi sulla Terra vengono riprese. 4) Nello spazio non ho visto gli Ufo e fatico ad immaginare che se altre civiltà entrassero in contatto con noi, si farebbero vedere solo a pochi. Credo sia estremamente probabile che nell’universo ci sia altra vita: esistono centinaia di miliardi di Soli in ognuna delle centinaia di miliardi di galassie, quindi è difficile pensare che la vita ci sia solo da noi. E poi dove abbiamo guardato, abbiamo trovato l’acqua: su Marte, Luna e sul satellite Europa. Per vedere in tempo reale la posizione della stazione orbitante http://iss.astroviewer.net/

12
Apr
07

Quante armi ho comprato!

pensieri Armi

 Ognuno di noi spende 133 euro l’anno per le armi

Ogni abitante del pianeta, compreso il neonato del Biafra che sta morendo tra le braccia della madre, a sua insaputa nel 2005 ha speso 133 euro per comperare armi. E’ il preoccupante dato statistico che emerge dal rapporto 2006 dello Stockholm International Peace Research Institute, organismo internazionale che da 40 anni svolge ricerche a favore della pace (www.sipri.org). Nel 2005 nel mondo si sono spesi 860 miliardi di euro in armamenti: il 2,5% del PIL mondiale. Il 3,4% in più dell’anno precedente. Agli Stati Uniti è attribuito l’80% di questo incremento. Gli Usa spendono in armi il 48% del totale mondiale; seguono Gran Bretagna, Francia, Giappone e Cina con il 5% ciascuna. E gli ultimi due paesi stanno aumentando le proprie forniture in ragione di un accresciuto benessere economico.Il 63,3% del ricavo della vendita di armi nel 2005 è andato alle 40 principali industrie americane del settore e il 29,4% alle 36 europee; briciole agli altri. Il 37% del mercato mondiale di armi “lasciato libero” dagli Usa, è così ripartito: Gran Bretagna 12%, Francia 7%, Europa dell’Est 4%, Italia 3%, altri 3%, Giappone e Germania 2%, Russia, India e Israele 1%.Tra il 2001 e il 2005 Russia e Stati Uniti hanno rifornito il 30% delle armi convenzionali presenti sul mercato mondiale. Il 43% delle vendite russe andarono in Cina e il 25% in India. Ufficialmente Europa e Stati Uniti non hanno venduto armi all’Iraq, ma transazioni parallele sono indubbiamente avvenute facendo transitare gli armamenti attraverso paesi terzi, com’è sempre avvenuto durante i conflitti con armi vendute sottobanco al nemico.Nella graduatoria internazionale della vendita di armi convenzionali tra il 2001 e il 2005 l’Italia è al 7° posto ex aequo. Prima la Russia col 31%, secondi gli Usa col 30%, 3^ la Francia col 9%, 4^ la Germania col 6%, 5^ la Gran Bretagna col 4%, 6^ l’Ucraina col 2%, settimi col 2% Canada, Paesi Bassi, Italia e Svezia.Le forniture di armi convenzionali a paesi extra Unione da parte dell’Unione Europea è stata pari al 27% delle forniture mondiali. (foto rb)  

25
Feb
07

Armi di distruzione di massa?

pensieritornado

Trovate le armi di distruzione di massa. In Italia ! 

Se, per assurdo, la Cina si sognasse di autodefinirsi “gendarme del mondo”, oggi l’Italia sarebbe additata (al pari di Iran e Corea) come una potenza nucleare pericolosa per l’umanità. Sì perché noi siamo militarmente una  potenza nucleare. Abusiva. Le bombe atomiche non sono solo quelle che si producono in mega centrali nucleari sotto gli occhi del mondo, ma sono soprattutto quelle già belle e pronte che si tengono in depositi sotterranei: per esempio in provincia di Pordenone e in provincia di Brescia. Cinquanta ad Aviano e 40 a Ghedi nelle basi americane. E non sono gingilli da poco: appartengono ai modelli B61 -3 (da 60 a 170 kilotoni), B61-4 (da 10 a 45 kilotoni), B61-10 (da 10 a 80 kilotoni). Little Boy, la prima atomica sganciata su Hiroshima, era un “pensierino” da 14,5 kilotoni. Quindi, stando bassi con i calcoli, in Italia abbiamo pronto da piazzare nel mondo l’equivalente di 90 Hiroshima! I 40 ordigni atomici sepolti a Ghedi a 20 km a sud di Brescia, sono addirittura disponibili per i Tornado PA-200 dell’Aeronautica italiana del 6° stormo (102° e 104° Squadrone); mentre i 50 sepolti ad Aviano a 14 km a nord di Pordenone, sono destinati ai 18 F16/CD americani, ma potenzialmente a 72 velivoli ospitabili nella base (Rapporto Kristensen, www.nrdc.org/nuclear/euro/euro.pdf). E questo in spregio alla sentenza 8 luglio 1996 della Corte Internazionale che definì la minaccia o l’uso delle armi nucleari contrastante con le norme di diritto internazionale applicabili ai conflitti armati e, in particolare, con i principi e le regole del diritto umanitario (doc. n. 3). Ma pochi italiani sanno della convenzione segreta Italia- Usa del 3 dicembre 1960, entrata in vigore il 24 maggio 1961 (n. Reg. 12 UST 641; TIAS 4764; 410 UNTS 3), che mise a disposizione dell’Air Force l’aeroporto di Aviano per ospitare armi nucleari e per utilizzare aerei per il programma strategico nucleare americano. Il trattato, che coinvolge analogamente Belgio, Germania, Grecia, Olanda e Turchia e che è tuttora in vigore, prevede la partecipazione dell’Italia alla programmazione e progettazione della strategia nucleare NATO: in particolare alla pianificazione comune di difesa anche impiegando armi nucleari e alla formazione di truppe e personale all’uso di queste armi. Tuttavia il nostro paese dopo il 1 luglio 1968 (come pure gli Usa) ratificò il Trattato di non proliferazione nucleare che, nel primo articolo, obbliga gli Stati nucleari a non lasciare a disposizione di nessuno, né in modo diretto, né indiretto, armi nucleari. Con l’art. 2, gli Stati non nucleari hanno assunto l’obbligo di non acquisire, direttamente o indirettamente, la disponibilità ed il potere di disporre di armi nucleari, o di cercarne o accettarne il possesso, o di dare un supporto alla produzione delle stesse armi. Con l’art. 6 tutti gli Stati nucleari e non nucleari hanno assunto l’obbligo di trattare in buona fede con gli altri Stati nucleari per pervenire al più presto possibile ad un totale disarmo nucleare sotto controllo internazionale. Ora, se fino al dissolvimento dell’Urss le 480 bombe atomiche americane dislocate (tuttora) in Europa avevano un valore deterrente, spaventa non poco il documento dei Comandi riuniti della Marina e dell’Aeronautica militare americana e delle truppe terrestri pubblicato il 15 Marzo 2005: la cosiddetta “Doctrine for joint Nuclear Operations(http://www.nukestrat.com/us/jcs/jp3-12_05.htm) PensieriDottrina che dà istruzioni all’esercito americano sull’impiego delle armi nucleari. In 70 pagine spiega che gli Stati Uniti sono decisi ad impiegare le armi nucleari in qualsiasi futuro conflitto internazionale, anche a livello regionale, o in caso di minaccia proveniente dal terrorismo. Dice inoltre che le forze armate devono e possono usare le armi nucleari anche per attacchi preventivi (pre-emptive-striles). Preoccupa poi apprendere che la NATO ha ancora in vigore i vecchi piani militari che prevedono di rendere operative le armi nucleari in territorio europeo. Tra i possibili bersagli non c’è solo il Medio Oriente che non potrebbe rispondere con missili atomici, ma anche la Russia che ha dichiarato recentemente di riservarsi il diritto di colpire, in caso di minaccia e/o necessità, con armi nucleari ogni Stato anche non nucleare, che metta il proprio territorio a disposizione di una potenza nucleare. Preoccupa inoltre la possibilità di incidenti nei siti di stoccaggio, quando non addirittura di attacchi (terroristici o militari). In Europa naturalmente non siamo i soli doppi- custodi di bombe atomiche. Più “fortunati” di noi i tedeschi: 20 nella base americana di Buchel e 130 in quella di Ramstein; gli inglesi: 110 nella base di Lakenhealth; poi i turchi con 90 a Incirlik. Seguono con 20 ciascuno i belgi (base di Kleine Broggle) e gli olandesi (Volkel).Dall’esposto di cinque cittadini di Aviano che il 23 marzo 2007 a Pordenone porteranno in tribunale il governo degli Stati Uniti per i rischi per la popolazione rappresentati dalla presenza di questi ordigni, si apprende che più volte si è rischiata la rappresaglia. Il 5 ottobre 1960 un radar della Groenlandia segnalò un massiccio attacco missilistico dell’Urss contro gli Usa, partito a 2500 miglia di distanza. Ma era solo la luce specchiata della luna. Il 9 novembre 1979, il centro di comando di Ford Ritchie in Maryland segnalò un attacco nucleare massiccio dell’Urss. Scattò il sistema di difesa nucleare e i primi bombardieri si alzarono in volo, ma un altro sistema di controllo satellitare non confermò l’attacco. Il 3 giugno 1980 nuovo allarme sempre dall’Unione Sovietica per l’ennesimo errore dei computer che si ripeté tre giorni per il difetto di un chip del computer della centrale di comando. Il 26 settembre 1983 un satellite russo segnalò che erano in arrivo 5 missili intercontinentali americani. Questa volta fu colpa dei raggi solari. L’ordine di rispondere non fu dato perché non risultava credibile un attacco di soli 5 razzi. Il 25 gennaio 1995 fu lanciato in Norvegia un missile scientifico la cui errata rotta verso Mosca mise in allarme i russi. Gli articoli 77 e 84 del Trattato Euratom stabiliscono che nessuno può depositare e tenere all’interno del territorio italiano materiale radioattivo senza il permesso delle autorità comunitarie. Lo stabiliscono anche l’art. 484 del Codice penale e la legge 185 9/7/1990. Ma i cittadini italiani sono mai stati informati da qualcuno (destra-sinistra-centro) che siamo su una polveriera sia per i rischi di radioattività sia come potenziale bersaglio? Il Friuli (Aviano dista una ventina di km in linea d’aria da Spilimbergo, paese distrutto dal sisma del ‘76) è o non è zona sismica? E l’Italia non era il paese che ripudiava la guerra (art.11 Costituzione)? Quindi come può tollerare lo stoccaggio a fini indubbiamente poco pacifici, di 90 testate nucleari? Secondo i cinque legali degli abitanti di Aviano che citano in giudizio il Segretario della Difesa americano, la presenza delle armi nucleari deve considerarsi un crimine internazionale secondo i principi dettati dal Tribunale militare di Norimberga, nonché secondo i principi della Convenzione 9 dicembre 1948 per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio, ratificata in Italia il 12 gennaio 1951. La causa (http://www.vialebombe.org/system/files/citazione.doc) intentata a Pordenone intende chiedere la rimozione di tutti gli ordigni nucleari dal territorio italiano, che per la loro presenza viene considerato un bersaglio di attacchi esterni.Il Bel paese è proprio cambiato negli ultimi 50 anni: non è più solo il paese della pizza e dei mandolini… è anche quello delle bombe atomiche.

22
Dic
06

Armageddon

pensieri Asteroide

Ore 21 giudizio universale! Pasqua 2036, l’Apocalisse? 

Nelle sale italiane è tornato un film di De Sica padre (Il Giudizio universale, 1961) in cui in una Roma in bianco e nero si aggirava un’auto con altoparlante avvertendo: “Alle 18 giudizio universale!”. Ebbene, il giudizio universale- per chi ci crede- potrebbe arrivare qualche ora più tardi, alle 21,20… tra 30 anni esatti. Quello che i film di fantascienza prevedevano, e che è già accaduto milioni di anni fa, potrebbe verificarsi a breve. L’asteroide Apophis 99942 in orbita attorno al sole come tutti gli altri piccoli corpi rocciosi (in una zona compresa soprattutto fra le orbite di Marte e di Giove), potrebbe schiantarsi sulla Terra nel 2036. Anzi i calcoli si spingono fino ad una data precisa: 13 aprile 2036, che per i cristiani assume anche un significato simbolico: è il giorno di Pasqua. E si sa anche il momento probabile: 21,20 ora di Greenwich. E più o meno, pure dove: in un’area compresa tra l’Arabia e il Giappone, oppure tra il Madagascar e la Nuova Guinea, o in Siberia. Ma secondo altri calcoli colpirebbe l’oceano Pacifico tra la California e le isole Hawai. Se accadesse, difficile dire se non avremo scampo come non ne ebbero i dinosauri dopo gli impatti di due asteroidi con il golfo del Messico e con l’Antartide. Quest’ultimo, scoperto da poco, aveva un diametro di 50 km. Apophis invece appartiene ai piccoli asteroidi (una trentina di quelli noti ha diametro di oltre 200 km). Apophis è grande appena 320 metri, ma in grado comunque di fare gravi danni e non solo a livello locale, dal momento che oscurerebbe per lungo tempo la luce del sole. Lanciato a forte velocità contro il nostro pianeta, per quanto l’attrito con l’atmosfera ne sbriciolerebbe parte della massa (4,6 milioni di tonnellate), finirebbe col sollevare fino alla troposfera polveri e gas, impedendo forse per mesi alla luce solare di filtrare sulla Terra. Le conseguenze si sentirebbero nella sola area dell’impatto? Certamente no, basta vedere gli effetti planetari delle grandi eruzioni vulcaniche o dei maremoti. Si andrebbe verso la catastrofe? Le piante morirebbero, l’anidride carbonica aumenterebbe notevolmente, gran parte della vita scomparirebbe…L’impatto con la superficie terrestre avrebbe la potenza di 65 mila bombe atomiche del tipo di quella di Hiroshima. Non c’è la certezza che si verifichi questo Armageddon (termine usato per indicare l’Apocalisse): soltanto il 13 aprile 2029 quando l’asteroide passerà nel punto più vicino alla Terra (13.000 km) subendo così l’influenza della gravità terrestre, gli scienziati capiranno se “deciderà” di entrare in uno stretto corridoio (Keyhole, ovvero cruna dell’ago) di soli 641 metri, che lo porterebbe nella nostra orbita facendo aumentare di molto la possibilità dello scontro. E siccome non è da escludersi e il tempo di 30 anni non è “biblico”, gli studiosi di tutto il mondo stanno tenendo sotto stretta osservazione questo corpo celeste che ha la forma di una grande patata ruotante su se stessa. Apophis passerà vicino alla Terra nel 2013 e nel 2021, consentendo accurate misurazioni della sua orbita.Come reagire all’”attacco dallo spazio?” Colpire il pianetino deviandone la traiettoria (anche solo di 300 metri)? Non ci sono idee chiare, al punto che è stato indetto un concorso a premi per chi suggerirà l’idea migliore. Può sembrare una boutade, però ci sono 50.000 dollari messi in palio dalla Planetary Society, associazione fondata a Pasadena dall’astronomo Carl Sagan (www.planetary.org/home). Per verificare giorno per giorno la posizione di Apophis, fare copia-incolla: www.corriere.it/openxlink.shtml?http://neo.jpl.nasa.gov/cgi-bin/db_shm?rec=99942 Poi fare partire la simulazione del “giorno per giorno”. E’ interessante vedere la duplice coincidenza delle orbite e assistere all’inseguimento dell’asteroide fino al superamento della Terra nel 2036… o alla sua rovinosa caduta sul nostro pianeta.

15
Nov
06

invasione aliena

pensieri Invasione

La guerra tra i mondi è imminente

Lo dice la Sicurezza aerea di Sua Maestà Britannica

 La terra è in imminente pericolo di attacco da parte… degli alieni! La notizia è di fonte inglese autorevole: nientemeno che l’ex direttore della sezione A2 del Dipartimento della Sicurezza aerea del ministero della Difesa britannico. Nick Powl, a meno che non sia vittima di Alzheimer, sostiene che esistono moltissime evidenti testimonianze a supporto di questa tesi. Secondo l’esperto le autorità volutamente ignorano i segnali pervenuti. Inoltre i fondi per il suo Dipartimento sarebbero stati ridotti al punto da rendere il paese molto scoperto in caso di invasione degli extraterrestri. Va detto che quando Powl divenne direttore del Dipartimento era scettico a proposito degli UFO, poi però cambiò idea al punto che oggi invita a tenersi pronti a questa eventualità: anche se ufficialmente il ministero della Difesa britannico ha già categoricamente smentito qualsiasi possibilità di esistenza di UFO. Nel maggio 2005 era stato reso di pubblico dominio un rapporto segretissimo di 400 pagine preparato nel 2000: i dati contenuti erano stati raccolti in quattro anni e l’autore era rimasto anonimo. Non sarà che dopo Afganistan, Iraq Corea del nord, Iran ci stiamo cercando dei nuovi nemici ancora più potenti e incredibili contro cui armarci? In fondo viviamo già da tempo nella fantascienza! (foto www.dvdactive.com)

07
Nov
06

sesso atomico

pensieri Sesso

I test atomici invitano al sesso

 Sarà stata la paura della fine imminente, o delle contaminazioni vicine… sarà la voglia di pensare ad altro… sarà quel “non so che” sprigionato dal sottosuolo scosso in seguito al test nucleare della Corea del Nord… Fatto sta che gli abitanti della Corea del Sud sembrano rimasti vittime di una tempesta ormonale senza precedenti. Dopo il 9 ottobre si è infatti registrata un’impennata nelle vendite dei preservativi e il “tutto esaurito” nei motel dell’amore. Dopo l’esperimento atomico di Pyongyang l’acquisto di profilattici è passato da 1.508 al giorno a 1.930 nella settimana successiva al test, per poi attestarsi a 1.772. E la richiesta di camere a ore ha fatto sì che da allora risultino tutte prenotate anche per il mese di novembre.




Biografia

LAVORO Giornalista pubblicista, collaboro con quotidiani e riviste nazionali- Uffici stampa- Testi per aziende, documentari, web, biografie, pubblicità- Speaker HOBBY Scrivere e fotografare

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