Archivio per la categoria 'pensieri e parole'
Reporters sans Frontieres
Ma quale liberta´di stampa!
Italia dietro Uruguay e Namibia
A proposito di liberta´di stampa, la classifica 2008 di Reporters sans frontieres, fotografa una pessima situazione italiana, indicando che ci troviamo al 44.mo posto nel mondo. Se in testa come paesi dove circolano le libere informazioni troviamo l´Islanda seguita da Lussemburgo, Norvegia, Estonia, Finlandia, Irlanda, Belgio, Slovacchia, Lettonia e Nuova Zelanda, scopriamo di essere peggiori di paesi come Ghana (32mo), Mali (34mo), Sudafrica (36mo) e Bosnia (37mo) e migliori di poco di Croazia, Israele e Corea del Sud. Nonostante da noi si sbandieri la liberta´di stampa come un bene acquisito, risultiamo dietro Uruguay, Macedonia, Taiwan, Stati Uniti, Namibia.
E questo e´un dato 2008. Chissa´ dopo i recenti episodi di casa nostra e dopo le minacce ai mezzi d´informazione troppo curiosi, esternate dal presidente del Consiglio, a che punto della graduatoria scenderemo…
Il buon esempio spagnolo

Regina (non velina) vola in low cost
Madrid. El Mundo il 1° giugno 2009 riferisce che la Casa Reale di Spagna, quando non trova voli di linea, utilizza linee aeree low cost per i suoi spostamenti privati. E così la regina Sofia (una regina, va sottolineato per chi dà importanza ai ruoli) per far visita al fratello Costantino di Grecia, convalescente a Londra, non trovando un volo Iberia, non ha cercato un velivolo militare e nemmeno un jet di Stato, ma dalla città di Santander ha raggiunto la capitale inglese semplicemente imbarcandosi su un volo low cost della compagnia irlandese Ryanair: quella che per pochi euro vi porta a destinazione con airbus privi di prima classe, di posti prenotati e di bevande e pasti gratuiti.
Se fosse stata non una democratica regina di un Paese civile, ma una semplice aspirante velina italiana, probabilmente avrebbe preteso un passaggio su un volo di Stato come capitato a molti invitate/i alle feste private nella residenza sarda del primo ministro Berlusconi e come capitato nel recente passato anche ad esponenti del centrosinistra: nel settembre 2007 un volo militare portò a Milano il vice premier Rutelli e il ministro della giustizia Mastella, non per un impegno di servizio, ma per assistere al Gran premio di Formula 1 sul circuito di Monza; e poi lo scandalo dei voli privati in elicottero mai pagati dall’allora ministro per l’Ambiente Pecoraro Scanio. Tutto il mondo è paese… peccato che il nostro sia così.
Neo nazismo/razzismo

Hotel respinge famiglia ebrea
Neo nazisti irrompono nel lager
Mauthausen, a 20 km dalla città austriaca di Lienz, sotto il Terzo Reich era sede di una ventina di campi di concentramento nazisti. A comandare il lager era il tenente colonnello Franz Ziereis che, per al 18° compleanno del figlio gli regalò una pistola, mise in fila 20 prigionieri e (confessò il ragazzo quando fu catturato) gli insegnò il tiro a segno con gli esseri umani. In quegli stessi campi ai guardiani ubriachi era consentito smaltire le sbornie uccidendo a sprangate i prigionieri, ma anche scaraventarli con una spinta giù da un dirupo quando risalivano la “scala della morte” portandosi per tutto il giorno sulle spalle pesanti massi fino in cima a 186 scalini. Lì c’era la consuetudine di bagnare i prigionieri con potenti getti d’acqua per lasciarli nudi la notte sul piazzale, anche a 10 gradi sottozero. Lì al dottore del campo piaceva iniettare benzina nel cuore dei malcapitati. In vario modo a Mauthausen morirono almeno 122.000 persone. Poco più di sessant’anni fa, a 390 km da Cortina d’Ampezzo.
In questi giorni, la cerimonia in ricordo della liberazione di quel lager è stata sconvolta dall’irruzione di un gruppo di incappucciati vestiti di nero, che gridando “Heil Hitler!” hanno fatto il saluto nazista e sono fuggiti. Poco distante una albergatrice del Tirolo, a Serfaus (30 km dal confine italiano) ha rifiutato la prenotazione a una famiglia ebrea di Vienna. Come scrive il quotidiano Tiroler Taheszeitung, la proprietaria si è giustificata asserendo di aver avuto in passato cattive esperienze con clienti ebrei. Il turista respinto assieme alla moglie e ai 5 figli, ha dichiarato che non metterà più piede in un paese razzista. Poi qualcuno dice che non c’è pericolo che il passato ritorni.
Missione “di pace”

Italiani, da vittime a carnefici
La storia si ripete. Una colonna di autoblindo italiane in movimento incrocia un’auto che arriva a velocità sostenuta. Dopo i segnali con i fari e un colpo di avvertimento in aria, i soldati italiani sparano con la mitragliatrice contro il lunotto posteriore uccidendo una bambina afgana di 13 anni che viaggia coi genitori e uno zio. Lo zio alla guida dirà che per colpa della pioggia battente ha visto il convoglio militare straniero solo all’ultimo momento, ma era troppo tardi e la raffica aveva già fatto saltare metà faccia della bambina e ferito la madre della piccola e lui stesso. E’ avvenuto il 3 maggio a Herat in Afganistan, dove gli italiani in “missione di pace” hanno usato armi da guerra pesanti contro una famiglia inerme scambiandola per kamikaze. Correvano per non far tardi a un matrimonio e avevano con sé valigie, fiori e una chitarra. Avevano il torto di viaggiare veloci su una strada del loro paese e di aver scelto (magari perché era la loro) un’auto spesso usata dai terroristi, una Toyota Corolla DX station wagon. Sarebbe come dire che negli anni Ottanta chiunque guidasse una Fiat 128 (l’auto preferita dalle Brigate rosse) correva più di altri il rischio di essere colpito dal fuoco delle forze dell’ordine se sorpreso a non rispettare i limiti di velocità.
La Toyota Corolla è un modello che drammaticamente ricorda un omicidio speculare avvenuto il 4 marzo 2005 in Iraq, quello del funzionario dei servizi segreti militari Nicola Calipari colpito a Baghdad dal fuoco americano che ferì anche la giornalista Giuliana Sgrena e un altro ufficiale del Sismi.
L’auto afgana è stata centrata dai colpi dopo che aveva superato il convoglio italiano, il quale non si è fermato né per verificare gli effetti provocati né per vedere se aveva causato vittime. Non possiamo dimenticare che qui siamo in guerra, ha subito giustificato il deputato Pd Ettore Rosato (in visita in Afganistan) e gli hanno fatto eco i ministri degli Esteri Frattini e della Difesa La Russa, parlando di profondo dolore e di dolore e rammarico.
Ora c’è da chiedersi se anche gli italiani si comporteranno come gli americani, cercando di manomettere l’auto incriminata; ma in questo caso le foto riportate dai media mostrano chiaramente che la Corolla è stata colpita posteriormente (la ragazza era seduta dietro) e il parabrezza non è saltato, mentre la versione dei militari parla di colpi al vano motore. Quindi non poteva essere stata considerata un’autobomba lanciata contro i soldati italiani.
Viene anche da chiedersi se la vita di una tredicenne del terzomondo vale quanto quella di un alto funzionario dei servizi segreti di un paese del G8 e se in Italia la sua morte susciterà un’emozione che andrà oltre l’auspicata riparazione economica alla famiglia (a prescindere dall’esito delle inchieste avviate a Roma e a Herat). In Afganistan gli italiani, com’era accaduto in Iraq per gli americani, hanno definito questa uccisione un tragico incidente. Nel 2005 papa Giovanni Paolo II definì la vittima italiana un eroe; papa Benedetto XVI farà altrettanto con la piccola afgana di cui non è stato fornito neanche il nome? (foto Epa).
Influenza
Un colpo di tosse “spara” distante 2 metri
In questi giorni si parla molto dell’influenza suina del Messico (ora chiamata Nuova influenza), il cui contagio avviene come per le comuni influenze attraverso l’emissione di bacilli che passano da persona a persona. Ma abbiamo presente a che velocità viaggiano i germi che emettiamo (se non li freniamo con la mano davanti alla bocca) con un solo sternuto? Come ben si vede nella foto sopra, un colpo di tosse (che esercita meno pressione di uno sternuto) muove vorticosamente l’aria per due metri oltre la nostra bocca. Quindi se siamo influenzati, i bacilli entrano rapidamente nelle vie aeree di chi ci sta vicino. Ecco perché è importante riparare sempre la bocca prima di tossire o sternutire e perché in presenza di epidemie è bene usare la mascherina che protegge naso e bocca. Queste foto e il video sono stati realizzati col sistema Schlieren o della Strioscopia. Attraverso questa tecnica fotografica (oggi anche video), è possibile vedere l’invisibile, secondo lo stesso principio dei miraggi. Il metodo inventato nel 1864 da August Toepler, consente di visualizzare le turbolenze determinate nell’aria (ma anche nei fluidi) quando essa viene compressa dal passaggio di un solido.
Questo passaggio determina una modifica della densità dell’aria (o dei fluidi) e anche il modo in cui essa si fa attraversare dalla luce. Così possiamo vedere quanta aria assorbe il naso di un cane che annusa, avere la percezione di quanto gas sprigiona l’apertura di una bottiglia di aranciata e quante turbolenze nell’aria crei un fon in azione.
L’effetto visivo funziona in questo modo: usando un opportuno filtro ottico si minimizza in un’immagine la luce non deviata dal fluido in movimento, ossia i raggi luminosi che arrivano all’osservatore con una componente continua (sempre allo stesso modo). Vengono invece catturati e messi in evidenza i raggi deviati dal fluido che arrivano alla videocamera con una variazione di fase. Nella foto le strisce luminose o scure che appaiono corrispondono a zone di turbolenza del fluido in cui la densità è minore o maggiore. In pratica questo procedimento elimina continuamente l’immagine di sfondo generata dalla luce che, attraversando il fluido immobile, arriva all’osservatore sempre con le stesse caratteristiche; si evidenziano invece solo i raggi luminosi continuamente deviati dalla turbolenza e dall’oggetto in movimento, che appaiono quindi differenti nell’immagine.
Naufraghi
Ping pong umanitario… con morto
Non li soccorrono i maltesi, non li soccorrono gli italiani che li osservano da una nave da guerra ferma a poca distanza, e intanto tra i 144 naufraghi africani presi a bordo dal cargo turco Pinar, ci sono il cadavere di una diciottenne incinta e alcuni malati di varicella. La ragazza morta resta per 5 giorni (dal 16 al 20 aprile) sul ponte del mercantile. La situazione viene sbloccata dalla stampa italiana e tedesca. Con un gommone i giornalisti Luigi Pelazza delle Iene, Karl Hoffman di una tv tedesca e Francesco Viviano di Repubblica, avvicinandosi il 19 aprile alla nave bloccata al largo di Lampedusa “muovono le acque” al punto che durante le loro interviste arriva un elicottero italiano con tre medici per i primi soccorsi. E mentre i governi italiano e maltese si scambiano accuse e la Chiesa argentina e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati lanciano appelli perché qualcuno soccorra i naufraghi, per il ministro degli Interni Maroni la situazione a bordo è sotto controllo: nonostante quel cadavere sia “in bella vista” da 5 giorni e 37 poveracci versino in gravi condizioni. Una brutta figura per tutti: soprattutto per i maltesi che si nascondono dietro un accordo (per il salvataggio dei clandestini) da loro mai siglato. In questa vicenda l’unico esempio positivo viene dall’equipaggio turco: il secondo di bordo si era tuffato in mare per raggiungere la ragazza annegata e il comandante Asyk Tuygun aveva deciso di soccorrere uomini e donne alla deriva sul barcone nel mar di Sicilia, dando il buon esempio a due Stati civili come Italia e Malta: perché quelle in acqua, prima di essere scomodi clandestini, erano 144 vite umane. Come racconta nel suo articolo Francesco Viviano, lasciando la nave gli immigrati hanno salutato il comandante chiamandolo “il loro dio”: non solo per averli salvati da morte certa, ma anche per la pazienza dimostrata e per il fastidio che ha dovuto subire dalle autorità dei due paesi che si sono contesi quei naufraghi. Il comandante che ha fatto un gesto umano ha avuto tutti contro: soprattutto l’armatore a cui il blocco del cargo ha fatto perdere tanti soldi. Rischio di perdere il posto – ha detto Asyk Tuygun - ma rifarei tutto. Il solo rammarico è di non essere riuscito a salvare quella ragazza che non ha potuto aggrapparsi alla fune. E per risolvere finalmente il problema (a chi spettano i salvataggi in quella zona di mare, a Italia o a Malta?) i ministri degli interni dei due paesi e il commissario europeo Jacques Barrot si sono trovati il 23 aprile. A cena. (vignetta di Mirco Maselli)
Il premier insegna

Terremoto. Verso il miracolo
Ma non parlate delle indagini!
Dopo Berlusconi operaio, industriale, comunista… e ultimamente ferroviere e pompiere, ora finalmente stiamo per vedere Berlusconi nei panni taumaturgici del Santo che fa i miracoli: per non dire di più, visto che si parla di moltiplicazione dei fondi pro terremoto senza aumentare le tasse. Il 18 aprile ha promesso che entro 30 giorni, cioè entro il 18 maggio 2009, tre case abruzzesi su 4 (il 76% delle costruzioni colpite dal terremoto) sarà agibile. Il capo del governo ha parlato di 4.659 sopralluoghi da cui è risultato un 57% agibile e un ulteriore 19% che lo sarà entro un mese: cioè 885 (alloggi o edifici? Nessuno glielo ha chiesto). Se i tecnici e i ricostruttori ci riusciranno davvero, bisognerà partire con gli osanna!, ma temo che a metà maggio inizierà il balletto della propaganda controversa dei dati: quelli ufficiali e quelli alternativi.
Commentando le inchieste avviate per stabilire le responsabilità penali di alcuni crolli, il premier si è subito preoccupato che queste non riempiano troppo le pagine dei giornali, per non rubare spazio alle positive notizie che devono riguardare l’impegno di ricostruzione del governo: un velato invito alla stampa a non scrivere di brutte, ma di belle cose. Come dire che di trovare i colpevoli gli italiani possono farne a meno, o che i giudici invece di fare il loro lavoro (e il loro dovere istituzionale) dovrebbero armarsi di zappa e cazzuola? Meno male che a parlare di legalità in Italia, se non possiamo avere il presidente del Consiglio, almeno ci è rimasto il presidente della Repubblica, il quale non si stanca di condannare quanti si sono arricchiti sulla pelle della gente!
Se qualcuno vuol fare il male
può fare il pubblico ministero
Il premier invece, nella conferenza stampa dall’Abruzzo il 18 aprile 2009, dopo aver detto che è inimmaginabile che i costruttori abbiano risparmiato sui materiali e che se qualcuno l’ha fatto è un delinquente, anziché difendere il lavoro degli inquirenti attacca la magistratura aquilana: Diceva mio padre: Se qualcuno nasce col piacere di fare il male, ha 3 scelte: può fare il delinquente o il pm o il dentista. I dentisti si sono emancipati e adesso esiste l’anestesia. (video Tg3 al punto 00:07:43)
www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-672de764-51ce-4cd8-b879-b1065c58d85f-tg3.html?p=0]
Mafia & Politica

Due Borsellino, un unico destino
La società è come il nostro organismo: quando si ammala crea anticorpi, generati per contrastare il morbo. E se il morbo si chiama mafia gli anticorpi più resistenti sono i superstiti delle vittime oneste di mafia. Due di questi anticorpi si chiamano Salvatore Borsellino e Benny Calasanzio: 67 anni il primo, 24 il secondo. Li accomuna, oltre alla passione civile, il cognome dei loro familiari assassinati nel 1992: Borsellino. Il giudice Paolo Borsellino, fratello di Salvatore e gli imprenditori Paolo Borsellino e Giuseppe Calasanzio, zio e nonno di Benny. Li abbiamo incontrati a Padova in un incontro pubblico alla Fornace Carotta organizzato dai ragazzi di Laboratorio ‘48.
Quando dopo essere stato costretto a cedere l’impresa alla mafia, dopo le prime minacce e l’uccisione di suo figlio Paolo, mio nonno raccontò tutto agli inquirenti, questi gli consegnarono porto d’armi e pistola: non essendo un pentito (non era mafioso) non potevano proteggerlo. Così per freddarlo a colpi di kalasnikov 8 mesi dopo, la mafia attese che passasse in auto nella piazza del paese gremita di gente. Era rassegnato, abbandonato da tutti: diceva di essere un morto che cammina.
Chi parla è il giornalista Benny Calasanzio: I mandanti sono rimasti impuniti, il sindaco di allora è stato rieletto, solo un killer è finito dentro. Chi l’ha ucciso, come sempre, sono mafiosi di basso livello che vanno compatiti: non hanno il coraggio di agire da soli, hanno paura della loro ombra e per questo prima di sparare sniffano cocaina, per avere una donna la pagano, hanno con sé la bibbia e sono uomini perennemente in fuga.
Diversa la storia, conosciuta, del giudice Borsellino e dei suoi angeli custodi. Salvatore Borsellino ne ricorda i nomi perché non siano solo “i ragazzi della scorta”: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina (Antonio Vullo rimase ferito).
Paolo Borsellino non si occupava di diritto penale, era un giudice civile chiamato da Falcone nel pool antimafia. Poi un giorno mentre alla DIA di Roma interrogava il pentito Gaspare Mutolo, con cui io oggi parlo tranquillamente- racconta il fratello Salvatore- disse all’ex mafioso “Vado via due ore e torno”. L’aveva convocato il neo ministro dell’Interno Nicola Mancino. Era il primo luglio 1992 e sulla sua agenda degli appuntamenti (non quella rossa sottratta dai servizi segreti) è annotato h 19 Mancino. Mutolo, che stava svelando gli intrecci tra mafia, politica, polizia, servizi segreti, racconta che quando mio fratello tornò era così nervoso che si mise in bocca due sigarette. Ne chiese al giudice il motivo e lui gli rispose che assieme al ministro aveva visto Bruno Contrada. Mancino nega quell’incontro, dice di non aver mai visto Borsellino. E’ indegno, ma l’attuale vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura non può parlare: se lo facesse dovrebbe ammettere che quella sera al Viminale fu presentata a Paolo la trattativa avviata tra lo Stato e Cosa Nostra. I Ros dei Carabinieri stavano trattando per far finire l’attacco allo Stato.
Stragi di Stato e nuovi eroi nazionali
“Devo fare in fretta” diceva Paolo nei 57 giorni vissuti dopo la strage di Capaci. Sapeva che presto sarebbe stato ucciso. Nella sua ultima lettera scrisse che stava cercando di allontanarsi dai figli nell’illusione che sentendolo più distante avrebbero sofferto di meno quando sarebbe morto. Aveva cominciato a tenere in braccio meno spesso la figlia e continuava a dire: “Quando sarò ucciso sarà stata la mafia, ma non sarà stata la mafia a volere la mia morte”. Se ripenso a tutti i grandi attentati italiani (piazza Fontana, Italicus, Brescia, Bologna, Ustica…) vedo che sono tutte stragi di Stato! Le stragi di Stato sono sempre servite per indirizzare gli equilibri politici dell’Italia. Una cosa che ci rende indegni di considerarci un Paese civile.
E fa male sentire il premier chiamare eroe un mafioso assassino come Vittorio Mangano, il “fattore” (detto stalliere perché nelle intercettazioni parlava di cavalli da consegnare, riferendosi invece a partite di droga) che per due anni visse con la famiglia Berlusconi nella villa di Arcore e ogni giorno accompagnava a scuola i figli dell’attuale premier e che nell’86 fece esplodere una bomba fuori di una casa milanese di Berlusconi, e nel 1995 strangolò il vecchio boss palermitano Giovanbattista Romano sciogliendolo poi nell’acido: reato per cui fu condannato all’ergastolo oltre che per l’uccisione di Giuseppe Pecoraro. Berlusconi lo definisce eroe per non aver fatto i nomi dei politici! Così si dichiara eroica l’omertà! Ecco perché i ragazzi della scorta Borsellino non li chiamerò mai così: non voglio confonderli con questa gente. Sono dei martiri.
Il piano piduista di Gelli è stato attuato
Il fatto è che gli italiani non si accorgono che viviamo dentro un golpe bianco – prosegue Salvatore Borsellino- Come possiamo riconoscerci in un Paese che non rispetta più la Costituzione, che fa sedere in Parlamento 19 condannati definitivi, che dà l’immunità parlamentare, che legifera attraverso decreti legge? Non siamo più in democrazia. Le decisioni per il Paese non si prendono più nel Gabinetto dei ministri, ma nelle sale da pranzo delle residenze private del premier. Il lodo Alfano è una modifica alla Costituzione. Andate a vedere il piano Rinascita democratica di Licio Gelli e ritrovate l’Italia di oggi. Nella P2 Berlusconi aveva la tessera 1816 e Fabrizio Cicchitto la 2232. Anche il progetto Gelli sulla stampa è stato attuato mettendo a libro paga almeno due giornalisti influenti per ogni redazione, tanto che oggi l’informazione è omologata. Per capirlo cercate i primi attacchi a Gioacchino Genchi, il funzionario di polizia specializzato non nelle intercettazioni telefoniche (come scritto da tutti i giornali), ma nell’incrociare i dati dei tabulati telefonici: 2 giorni dopo il Corriere che lo presentava come “lo spione di tutti gli italiani” è arrivata Repubblica e dopo 4 giorni La Stampa. Articoli simili. Oggi c’è anche un altro fenomeno curioso: se cerco le news sul cellulare, 8 volte su 10 le prime che mi fornisce Google sono tratte da Il Giornale. Un caso? Per avere un’informazione libera sull’Italia ora leggo la stampa estera. E perfino le notizie sul dopo terremoto devo apprenderle da chi mi informa direttamente dall’Abruzzo: così ho scoperto che c’erano paesi dove le tende non erano ancora arrivate, quando si diceva che le avevano tutti, che non c’era il riscaldamento… Poi veniamo a sapere che la prefettura de L’Aquila è stata sgomberata tre ore prima della rovinosa scossa. Ma come! Questi intuivano il pericolo e non hanno lanciato l’allarme?
La mafia e la crisi
Perché sappiamo tutto della Franzoni e degli assassini di Erba e nessuno parla dei processi a Marcello Dell’Utri, condannato a 10 anni per corruzione mafiosa, l’uomo che Berlusconi abbraccia? La verità- prosegue Borsellino- è che il Mezzogiorno con le sue mafie continua ad essere tenuto così perché funzionale al potere: è esclusivamente un serbatoio di voti facilmente controllabile grazie alla capillare pressione esercitata sulla gente dalla criminalità organizzata. Ma l’errore che fate nelle altre regioni è pensare che la mafia l’abbiamo solo noi al Sud. Dove credete che investa i suoi soldi sporchi di sangue, se non dove l’economia gira? Dove investe in centri commerciali, costruzioni, locali, se non al nord? E oggi con la scarsa liquidità delle banche dovuta alla crisi, chi viene in soccorso con ingenti capitali se non la forza economica privata numero uno in Italia? Ormai le mafie uccidono poco, preferiscono gli affari: ma i tanti cinquantenni lasciati a casa quando per comodità si preferisce far fallire le aziende, non vengono forse “uccisi” anche loro?
Bavaglio agli inquirenti scomodi
Non è più di moda ammazzare i giudici: basta delegittimarli e attaccarli sulla stampa presentando inesistenti guerre tra Procure. Quella di Salerno ha messo in luce gravissimi reati commessi dalla Procura di Catanzaro su cui ha giurisdizione. Luigi De Magistris, pubblico ministero da tre generazioni, per il suo impegno è stato costretto a cambiare lavoro: mi ha detto che la scelta di passare alla politica è stata difficile, ma la sola possibile.
Poi c’è Genchi, sospeso dal servizio in polizia. I suoi controlli avevano permesso di capire che 80 secondi dopo la strage di via D’Amelio qualcuno aveva comunicato l’attentato a Bruno Contrada capo in Sicilia dei servizi segreti, chiamandolo dal castello di Utveggio che sovrasta il quartiere. La telefonata partì dal cellulare clonato del giudice appena ammazzato. Nel castello c’erano la sede segreta del Sisde e la Compagnia delle Opere (associazione imprenditoriale di ispirazione ciellina, che raggruppa 34.000 imprese). E’ dalla sede del servizio segreto (camuffata nel centro regionale di formazione per manager Ce.Ris.Di.) che mesi prima dell’attentato ci fu uno scambio di telefonate con il sospetto mafioso Gaetano Scotto… La Compagnia delle Opere è presente in ogni processo su distrazione di fondi pubblici. Tutti gli appalti pubblici lombardi passano attraverso la Compagnia delle Opere… E Genchi dice che i suoi guai sono iniziati quando nelle inchieste si è imbattuto in personaggi legati ad essa. Temo per la vita di Genchi. Intanto gli hanno tolto distintivo, pistola, casella mail alla polizia di Stato.
Ecco i prossimi giudici nel mirino!
Borsellino invita a prevedere i prossimi eventi: Tenete d’occhio i bravi giudici Ingroia e Di Matteo: sono i prossimi che subiranno forti attacchi perché si stanno occupando dei vertici dei Ros a Palermo. A Milano gli stessi vertici Ros (che hanno perquisito senza averne giurisdizione gli archivi di Genchi e che hanno “curiosamente” omesso di perquisire il covo di Totò Riina, sono incriminati per traffico di droga. Ma non è solo il centrodestra ad attaccare i giudici, c’è anche il centrosinistra: come avvenuto con i giudici De Magistris e con Clementina Forleo. Perché destra e sinistra hanno stretto accordi come ha ammesso chiaramente alla Camera anche il senatore Violante…
Ma l’ingegnere elettronico che sulla sete di verità ha fatto una battaglia personale, ammette: La consorteria politica persegue i suoi interessi. Non ho speranze di vedere giustizia. Dovrebbe succedere ciò che Leonardo Sciascia vedeva come impossibile: che lo Stato processi se stesso.
Rai
La prima vittima di Annozero
Chi ha speculato sulla sicurezza della gente costruendo con materiali non idonei, chi non ha verificato la qualità degli stessi e approvato i lavori edili senza neanche controllarli, deve pagare. Il primo clamoroso provvedimento è stato adottato d’urgenza. Riguarda un costruttore, un progettista o un tecnico? Riguarda un vignettista. Vauro è la prima vittima di Annozero 2009. Anzi della trasmissione andata in onda giovedì 9 aprile. Dopo le contestazioni relative al tema terremoto, il direttore generale Rai Mauro Masi ha chiesto “la testa” di Vauro, reo di aver offeso la sensibilità dei terremotati con la vignetta “Aumento delle cubature… dei cimiteri”. E Vauro Senesi è stato sospeso. Il direttore generale Rai ha inoltre promesso che Dalla prossima puntata saranno attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente relativi ai servizi andati in onda dall’Abruzzo.
Gruppo Facebook: Terremoto. In galera chi specula sulla sicurezza della gente!
Genchi sospeso dalla polizia

Gioacchino Genchi sospeso dal servizio in polizia
Galeotto fu Facebook
Questa sera nella pagina del gruppo Facebook Sosteniamo Gioacchino Genchi che conta circa 4.000 iscritti, è apparsa questa lettera dell’interessato.
Cari amici, poco fa mi è stata notificata la sospensione dal servizio della Polizia di Stato.
Col provvedimento di sospensione dal servizio mi sono stati ritirati il tesserino, la pistola e le manette.
Il provvedimento è fondato sulla mia replica al giornalista Gianluigi Nuzzi di Panorama, che mi aveva dato del bugiardo su Facebook. Il mio amico Marco Bertelli ha ripreso la chat, pubblicandola sul mio blog “Legittima difesa”.
Il senso dello Stato ed il rispetto che ho per le Istituzioni mi impongono di tacere e subire in silenzio.
Sono vicino e solidale con chi in questo momento, probabilmente, è sottoposto a pressioni politiche assai maggiori delle violenze e delle mistificazioni che sto subendo io.
Confermo da cittadino e da poliziotto la mia assoluta stima e subordinazione al Capo della Polizia – Prefetto Antonio Manganelli – che ha adottato il provvedimento di sospensione.
Mi difenderò nelle sedi istituzionali senza mai perdere la mia fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni.
Vi ringrazio di tutto e spero che le mie sofferenze servano al trionfo della Verità ed alla vittoria dei giusti. Un forte abbraccio per tutti quanti mi siete stati e mi sarete vicini!
Gioacchino Genchi
Democrazia o oligarchia?

Il Premier e i 12 apostoli
…e mentre l’Italia è tutta occupata a interrogarsi sulla crisi economica (sminuita dal Palazzo) e su quella della sicurezza (che il Palazzo ingigantisce), c’è chi propone nuove regole parlamentari che di fatto riducono le funzioni di 630 deputati e 315 senatori, mettendole nelle mani di 12 persone. I beneficiari di tanto potere sono i 6 capigruppo del Senato: Maurizio Gasparri per il Popolo della Libertà, Anna Finocchiaro per il Partito Democratico, Federico Bricolo per Lega Nord Padania, Felice Belisario per Italia dei Valori, Gianpiero D’Alia per UDC, Sudtiroler Volks Parteit e Autonomie, Giovanni Pistorio per il Gruppo Misto; e i 6 della Camera: Fabrizio Cicchitto per il Popolo della Libertà, Antonello Soro per il Partito Democratico, Roberto Cota per la Lega Nord Padania, Massimo Donadi per l’Italia dei Valori, Pier Ferdinando Casini per l’Unione di Centro e Siegfried Brugger per il Gruppo Misto-Minoranze Linguistiche. La proposta che ha fatto parlare di pulsioni autoritarie (il centrosinistra), di proposta impossibile (il presidente della Camera Fini), di proposta oscena da dittatorello dell’Africa centrale (Maurizio Ronconi dell’Udc) non è nata al bar tra amici desiderosi di trovare una soluzione facile ai problemi del Paese, ma è stata avanzata davanti alle telecamere dal premier Berlusconi mentre teneva il braccio al collo ad un visibilmente imbarazzato ministro degli Esteri Frattini. L’obiettivo dichiarato dal primo ministro italiano è quello di snellire l’iter parlamentare, e certo dare potere decisionale a 13 persone, nella visione oligarchica della politica, significa per forza di cose più rapidità, ma anche tagliare fortemente le espressioni del dissenso (anche interno a ciascun partito) e uniformare il coro alla voce del solista. Si può fare. Basta decidere se l’Italia deve continuare ad essere una democrazia parlamentare o può trasformarsi in qualcosa di diverso.
Cina ad alta velocità

Cinese il treno più veloce del mondo. Tra 3 anni
Sarà il più veloce del mondo, con i suoi 350 km orari (30 più degli attuali che viaggiano a 320). La promessa, per l’anno 2012, riguarda il treno ad alta velocità che a partire dal 2012 sarà disponibile in Cina e che è attualmente in costruzione. Lo ha dichiarato il 6 marzo a Pechino il ricercatore dell’Accademia delle Scienze Ferroviarie Cinesi Li Heping. Il nuovo bolide collegherà la capitale a Shanghai compiendo i 1.318 km in meno di 5 ore, cioè meno di metà delle attuali 11. Il progetto rientra in un piano globale di miglioramento ferroviario su 13.000 km di linee, per un investimento di circa 138 miliardi di euro entro il 2012. Questo piano consentirà di viaggiare tra i 200 e i 350 km orari su 8.000 km di ferrovie e tra i 200 e i 250 km orari su altri 5.000 km. Entro il 2020 la Cina intende avere attivi 120.000 km di binari, 16.000 dei quali destinati ai soli passeggeri.
Veleni indoor
Le nostre case sono camere a gas
Benzene, polveri sottili, aromatici, sono tra gli agenti chimici più pericolosi comunemente presenti nelle case e negli ambienti chiusi di lavori: sono cancerogeni che, entrando nella parte variabile del DNA, ammalano anche le future generazioni a distanza di 10-20 anni. Lo hanno detto il 28 febbraio a Legno&Edilizia in Fiera a Verona, alcuni sanitari dell’associazione ISDE- Medici per l’ambiente al 1° convegno internazionale su Salubrità e costruzioni sostenibili: la qualità dei materiali per il benessere indoor, organizzato da Piemmetispa in collaborazione con la rivista TettoPareti e col coordinamento tecnico-scientifico dell’associazione internazionale C&PS Cultura e Progetto Sostenibili.
Maria Grazia Petronio direttore dell’Istituto di prevenzione dell’USL 11 Empoli, ha ricordato che ogni anno in Europa l’inquinamento atmosferico uccide da 4.000 a 13.000 bambini e che le sostanze chimiche provocano nei più giovani problemi di sviluppo cerebrale e autismo; e casi di Alzheimer negli anziani. Oltre ai tumori polmonari, lo sconvolgimento delle ghiandole endocrine causato da questi aeriformi può provocare anche obesità, infertilità maschile, aborti, endometriosi, parti prematuri, tumori a prostata, testicoli e seno.
Contrariamente a quanto si pensa, i rischi sono più forti dentro casa o in ufficio rispetto all’esterno. Giuliano Bressa docente di Tossicologia ambientale all’Università di Padova, ha spiegato che negli ambienti chiusi la concentrazione di inquinanti (formaldeide, benzene, cloruro di metilene, cloroformio, biossido di azoto e monossido di carbonio) presenti nei prodotti per igiene, pulizia, isolamento edile, nei pesticidi, in stampanti e fotocopiatrici, negli smacchiatori e nei mobili, è anche 10 volte superiore. Fondamentali piccoli accorgimenti in casa come negli ambienti di lavoro: usare piante, arieggiare, far entrare la luce solare; e naturalmente usare materiali e prodotti naturali.
Se poi le strutture edili sono vecchie (precedenti al 1992, anno di divieto per l’Italia dell’uso dell’amianto- il 2004 per il resto d’Europa) si incorre nel rischio amianto, di cui ha parlato Enzo Merler medico dell’AULSS 16 Padova. L’amianto si manifesta con tumori polmonari anche a 40 anni di distanza dall’esposizione: solo nel Veneto dal 1987 per questa causa sono morte 1.500 persone colpite da mesotelioma. Essendo un prodotto minerale naturale molto usato in edilizia, è ancora presente in rivestimenti di tubature, vani ascensori, tegole, vecchi linoleum, eternit. Per questo la categoria sociale più colpita da mesotelioma è quella degli edili che, ha ammonito l’esperto, va educata al rispetto assoluto delle severe norme in materia, soprattutto sapendo che nelle vecchie costruzioni e nei materiali di risulta, di amianto ce n’è ancora molto.
Riguardo all’altro cancerogeno, il radon, gas naturale derivato da elementi radioattivi e presente sia nel suolo e nelle acque sia nei materiali edili, le più alte concentrazioni nelle abitazioni si hanno in Lombardia, Friuli e Lazio (da 100 a 120 bequerel per metro cubo). Totalmente assente in Sicilia e Calabria, nel Veneto lo si riscontra soprattutto a Belluno, Treviso e Padova. Chi fuma ed è esposto a radon o amianto, moltiplica esponenzialmente il rischio di morte prematura.
Sapere che il 90% del tempo gli europei lo trascorrono dentro edifici, non fa presagire nulla di buono. Francesco Marinelli presidente dell’associazione C&PS Cultura e Progetto Sostenibili, ha sollecitato per questo a orientarsi verso un’edilizia sostenibile; sia perché i materiali edili non vengono quasi mai testati, sia perché perfino gli inerti e i prodotti riciclati usati per costruire, ormai rientrano nei rifiuti speciali in quanto contengono sostanze tossiche.
Fortunatamente la Commissione Europea metterà a regime entro il 2011 un regolamento che diventerà strumento di controllo e misurazione dei materiali da costruzione, come annunciato da Angelo Grasso consigliere del Comitato Economico e Sociale Europeo e presidente di Federabitazione Veneto. Un grave ritardo legislativo, considerando che l’edilizia in Europa produce il 10% del PIL complessivo e impegna il 7% della forza lavoro. Sempre dall’Unione Europea viene un altro importante risultato, presentato da Dimitrios Kotzias direttore del Centro Comune di Ricerca su protezione e salute della qualità dell’aria (Ispra, Varese). L’esperto ha presentato il progetto Airmex che in 8 paesi ha coinvolto 148 volontari che hanno portato su di sé un piccolo apparecchio di rilevazione portatile degli inquinanti. Il risultato dell’analisi in 182 ambienti di lavoro e 103 abitazioni, ha evidenziato che le persone presentano concentrazioni di inquinanti più alte rispetto agli ambienti (sia interni sia esterni): segno che noi tutti accumuliamo da più fonti le sostanze nocive. Così il benzene, ad esempio, è stato riscontrato anche negli uffici del Distretto Sanitario Catania 2. Nel sud Europa le concentrazioni degli inquinanti cancerogeni all’interno e all’aria aperta si equivalgono, mentre fortunatamente nelle scuole sono inferiori rispetto agli uffici pubblici.
Una multa, per carità

Quando i poveri fanno paura…
Cento euro di multa danno fastidio, figurarsi a chi i soldi non ce l’ha! E generalmente chi chiede la carità (lo dice la parola stessa) non è che proprio navighi nell’oro. Ebbene da qualche tempo e cioè già prima del decreto Maroni del 2009, alcuni sindaci di centrodestra e centrosinistra di questa Italia che professa forti radici cristiane, hanno firmato ordinanze di divieto dell’accattonaggio. Chi viene sorpreso a chiedere l’elemosina è multato con 100 euro, gli sequestrano le monetine raccolte e il materiale “utilizzato per l’attività di accattonaggio” (recita il decreto Maroni, e cioè si suppone, santini, piattini, cappellacci, sacchetti…). Che bello: finalmente qualcuno che per decreto ruba gli spiccioli ai poveri. Tutto ciò in nome del decoro urbano: ossia, visto che il mendicante in genere non è un signore elegante e la sua presenza infastidisce, va punito in modo esemplare così si toglierà dai piedi e gli passerà la voglia di ripresentarsi a turbare l’immagine della città perbene. La povertà è brutta, la ricchezza è bella. Ci vuole il coraggio di dirlo, e visto che l’Italia è diventata di destra, anche i sindaci che si dicono di sinistra si stanno adeguando. Quindi pulizia! Etnica, dove possibile.
Non potendo sconfiggere la prostituzione e men che meno le forme di criminalità, gli amministratori locali sanno che i risultati più eclatanti li ottengono facendo la guerra ai poveracci e così si sono sbizzarriti: a Vicenza (ultima arrivata) l’amministrazione (centrosinistra) da marzo 2009 vieta la questua sui sagrati delle chiese; a Voghera (centrodestra) nel febbraio 2009 sono stati scacciati i mendicanti dal sagrato (anche se il parroco del Duomo ha dichiarato: La Chiesa non manda via nessuno); a Firenze (centrosinistra) nell’aprile 2008 si è vietato di accattonare sdraiati, come dire che in piedi si può, quindi con dignità sì; a Verona (centrodestra) divieto di questua da luglio 2008 in molti luoghi (sagrati, centro storico, semafori, incroci, davanti a mercati, banche, ospedali, negozi, stazioni, uffici pubblici), ma evidentemente libertà di elemosina in periferia davanti alle abitazioni private; dal 2008 no-carità anche a Roma (centrodestra), Venezia (centrosinistra), Padova (centrodestra), Trieste (centrodestra), Modena (centrosinistra), Cortina (lista civica, centrodestra), Sanremo (commissariata), Alassio (centrodestra).
Dal sito www.chiesacattolica.it si è levato l’appello di un salesiano, don Federico Schiavon direttore a Udine dell’Ufficio per la pastorale dei Rom e dei Sinti: Spero non si voglia scacciare i mendicanti dai sagrati delle chiese: danno un volto alla povertà e alla carità, San Francesco non creò forse un ordine dei mendicanti?
Ma a quanto pare anche i frati di Assisi (Ansa del 28 agosto 2008) mostrano quasi più comprensione per i multatori che per i multati. E’ o non è una questione di decoro e di lotta a chi sfrutta i mendicanti? Chissà cos’avrebbe commentato quel poverello del loro illustre concittadino… Nel film di Zeffirelli Fratello sole sorella luna, trovando fuori della chiesa i mendicanti, il giovane Francesco in preda alle prime crisi di coscienza, dà l’elemosina a un ricco.
Oggi per trovare gesti di carità nelle nostre strade bisogna guardare ai musulmani: sono loro che fanno l’elemosina, perché seguono il precetto coranico che invita a dare a chi ha di meno. Ho visto poveri marocchini dare spiccioli ai mendicanti a cui io non l’avevo data. Alla faccia della carità cristiana: ma si sa, l’Italia è cambiata. E San Francesco era decisamente un uomo d’altri tempi.
Bombe & Cassazione

Le 90 atomiche italiane non si toccano
Se anche per assurdo tutti gli italiani fossero contrari alla presenza, nelle basi americane di Aviano (Pn) e Ghedi (Bs) delle attuali 90 bombe nucleari, il loro giudizio conterebbe meno di niente. Lo ha detto, in soldoni, la Corte di Cassazione il 26 febbraio 2009 con sentenza 4461 bocciando il ricorso dei pacifisti e di 5 cittadini di Aviano che chiedevano al tribunale di ordinare lo smantellamento degli ordigni. L’alta corte ha infatti dichiarato che l’autorità giudiziaria italiana non ha il potere di interferire sull’apparato difensivo italo-americano realizzato nell’interesse comune dei due paesi, a tutela della rispettiva sicurezza e nel rispetto di obblighi convenzionalmente assunti. Quindi l’Italia non ha il potere di decidere su cosa gli alleati della Nato le collocano sul proprio territorio, che quindi è a sovranità nazionale… apparente.
Umanità alla deriva

Il Vangelo secondo Gentilini
Dalle dichiarazioni di un sindaco
Distruggere
i campi nomadi
Io voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestini. Voglio la pulizia dalle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro paese. Voglio la rivoluzione nei confronti dei nomadi, dei zingari. Ho distrutto due campi di nomadi degli zingari. A Treviso non ci sono zingari. Voglio eliminare tutti i bambini dei zingari che vanno a rubare dagli anziani. Voglio tolleranza a doppio zero. Se Maroni dice a zero io voglio a doppio zero. (comizio della Lega Nord a Venezia, 14 settembre 2008)
Vietare le religioni altrui 
Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono aprire le moschee e i centri islamici. E qui ci sono anche le gerarchie ecclesiastiche che dicono “Lasciate anche loro pregare”. No! Vanno a pregare nei deserti! Aprirò una fabbrica di tappeti e regaleremo i tappeti, ma che vadano nei deserti… (comizio della Lega Nord a Venezia, 14 settembre 2008)
Nessuna solidarietà verso il Sud
Voglio la rivoluzione nei confronti di coloro che sostengono che dobbiamo mangiarci le spazzature di Napoli. Nooo. Faccio così, le macino e le do in pasto a loro. Sono loro che le hanno prodotte e loro le devono mangiare. Il nord non vuole… del sud, assolutamente. Quindi neanche un grammo di spazzatura napoletana nel nostro territorio. Noi abbiamo una civiltà che è ormai matura per cui sappiamo dove mettere le nostre spazzature.
(comizio della Lega Nord a Venezia, 14 settembre 2008)
Niente voto agli extracomunitari 
Non voglio vedere consiglieri neri gialli marron e grigi insegnare ai nostri giovani. Cosa insegnano? La civiltà del deserto, la civiltà di coloro che scappano di fronte ai leoni o che corrono dietro le gazzelle per mangiarle? Niente da fare. Il voto spetta soltanto ai cittadini italiani…
La parola d’ordine del Vangelo secondo Gentilini è rivoluzione. E ho bisogno di voi per portarla a termine. Statemi vicino, perché noi siamo quelli che faremo il cambiamento della nostra Italia e della nostra civiltà.
(comizio della Lega Nord a Venezia, 14 settembre 2008)
No agli stranieri
per le strade
Non voglio più vedere queste genìe che girano per le strade di giorno e di notte. Questo è un primo compito e sono convinto che il nostro governo, i nostri parlamentari, saranno in grado di dare una risposta al popolo padano, al popolo veneto e al popolo leghista.
(comizio della Lega Nord a Venezia, 14 settembre 2008)
Tappare la bocca
ai giornalisti
Io voglio la rivoluzione nei confronti della televisione, della radio, dei giornali, perché continuano ad infangare la Lega. E’ tempo di zittire. Dobbiamo mettere i turaccioli in bocca e su per il culo a quei giornalisti! (comizio della Lega Nord a Venezia, 14 settembre 2008)
Solidarietà zero
La rivoluzione nei confronti di coloro che vogliono dare i sussidi agli anziani degli extracomunitari. Quei sussidi li do alle mogli, a tutte le spose che hanno rinunciato a lavorare per allevare i figli. Quei sussidi non li voglio dare più agli anziani degli extracomunitari. Sono denari nostri e io me li tengo. Questo è il Vangelo secondo Gentilini: tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri. Ma non ne avanzerà niente. Quindi Maroni devi eliminare questa truffa nei confronti del nostro popolo!
(comizio della Lega Nord a Venezia, 14 settembre 2008)
Pulizia etnica contro
gli omosessuali
Darò immediatamente disposizione alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. I culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che so che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili.
(intervista rilasciata a Reteveneta, agosto 2007)
… e verso i cani diversi
Come amico dell’uomo, il cane e le razze che avevano i nostri progenitori, credo sia un salto di qualità. Non vogliamo le razze straniere, noi vogliamo quegli amici dell’uomo che accompagnavano i nostri agricoltori, i nostri personaggi che faticavano dalla mattina alla sera sulle montagne e rispettavano l’economia floreale, degli animali e di tutto. Vogliamo il rispetto della natura. (intervista rilasciata ad Antenna 3, maggio 2008)
Queste parole tratte da Youtube, sono esattamente quelle pronunciate dall’avvocato Giancarlo Gentilini, due volte sindaco di Treviso e attuale prosindaco della città veneta.

A rischio anche i cigni
Nel febbraio 2006, per via di una supposta emergenza ambientale dovuta a un loro ipotetico sovrannumero, Gentilini propose di sterminare i 29 cigni che vivevano lungo le rive del fiume Sile. Ma in difesa degli animali si mobilitarono associazioni, ambientalisti, trasmissioni televisive.
A sua discolpa va detto che il sindaco sceriffo non avrebbe fatto discriminazioni tra cigni bianchi e neri, e che effettivamente i suddetti animali: 1) erano privi di documenti, 2) gravavano sul territorio cibandosi illegalmente di tutto ciò che riuscivano a filtrare nelle acque pubbliche, 3) non avevano fissa dimora, 4) espletavano i bisogni corporali in pubblico con scarso rispetto della decenza, 5) andavano avanti e indietro fino al tramonto senza cercarsi un’occupazione regolare, 6) non pagavano le tasse.
Donna oggetto

Donna in bikini? Un oggetto da manipolare
Che l’uomo si senta eccitato, o perlomeno gli aumenti il battito cardiaco quando vede una donna nuda, è risaputo. Ma ora si sa che la donna poco vestita (anche solo in bikini) viene istintivamente percepita dal maschio alla stessa stregua di un oggetto da manipolare e non come una persona. E’ un dato scientifico misurato dalle risonanze magnetiche al cervello praticate a 21 giovani volontari a cui venivano mostrate immagini di donne discinte.
L’esperimento coordinato dalla psicologa Susan Fiske, ricercatrice dell’Università americana di Princeton, evidenzia che vedendo quelle foto, nei maschi si attivavano aree cerebrali di solito associate alla corteccia pre-motoria che generalmente si attiva in presenza di utensili da manipolare e non di persone; la visione di persone attiva invece altre aree preposte a mettere in moto reazioni di empatia e di capacità nel comprendere emozioni e desideri altrui.
La stessa reazione “disumanizzata” è stata verificata in presenza di foto di drogati e barboni. Si è visto poi che immagini di corpi femminili discinti e senza testa, presentate per soli 2 decimi di secondo in mezzo ad altre di donne con la testa, restano più fissate nella memoria del maschio: significando che sono gli attributi sessuali a sconvolgere di più il pensiero maschile.
Questi risultati invitano a prendere coscienza di un dato di fatto, sempre relegato a vecchi luoghi comuni che vedono il maschio come facile preda degli istinti e interessato ad una sola cosa. Certo non si sospettava che il corpo della donna, per lui, fosse tanto disumanizzato: considerato come preda secondo gli archetipi più primordiali della riproduzione e conservazione della specie.
La ricercatrice americana si dice contraria a campagne di moralizzazione dei costumi; ma indubbiamente i risultati dello studio invitano a riflettere per evitare, dove possibile e soprattutto al di fuori dei normali contesti in cui i corpi seminudi vengono esibiti, pericolose esposizioni a inutili rischi.



