Archivio per la categoria 'SOCIETA’'

24
mag
12

L’abbraccio a Brindisi

L’abbraccio di Padova a Brindisi

Un giro per la vita nell’aula di Melissa

 

A Brindisi la solidarietà e l’amicizia di Padova, dopo l’attentato che ha scosso la comunità pugliese, è giunta da un insolito ambasciatore: Un giro per la vita, primo tour ecologico costiero in barca a vela e Porsche ibrida partito il 30 aprile dal Friuli per la Liguria. Nella sua tappa brindisina, il tour ha infatti deciso di ritardare di un giorno la partenza alla volta di Santa Maria di Leuca, per far visita alla scuola Morvillo Falcone portando una testimonianza di amicizia anche a nome del Comune di Padova (tra i patrocinatori dell’iniziativa assieme al Ministero dell’Ambiente e alla Lega Navale Italiana). Così stamattina il velista e scrittore padovano Alfredo Giacon, comandante della Sly 42 Fun che sta partecipando al giro, ha consegnato nelle mani dell’assessore comunale all’Istruzione e allo Sport di Brindisi Antonio Giunta e di Cosimo Taddio preside della scuola frequentata da Melissa Bassi, il sigillo di Sant’Antonio. Sono entrato nella scuola presidiata da forze dell’ordine e televisioni- racconta Giacon- dentro solo qualche studente arrivato alla spicciolata. Mi accompagnava l’assessore e a ricevermi c’era il preside. Un incontro emozionante durato mezz’ora, nella grande confusione, passando davanti alle classi vuote. L’aula della povera Melissa Bassi era chiusa, tutti i banchi spostati tranne il suo, nell’ultima fila, lasciato dove abitualmente si trovava, ma pieno di oggetti depositati dai suoi compagni: pupazzetti, disegni, pensieri. Ora c’è anche il sigillo di Padova che ho lasciato come ambasciatore della città del Santo. Fuori un mare di fiori e di messaggi. Tutti ripetono: Bisogna andare avanti, senza paura del futuro.

Alfredo Giacon racconta di una scuola che sembra quasi sotto sequestro, dove non è ammesso scattare foto all’interno. Ho portato un tangibile segno di vicinanza di Padova a questa città prostrata; e a nome del nostro Comune, come mi ha chiesto espressamente l’assessore Ivo Rossi che segue la nostra iniziativa, ho porto le condoglianze a quello di Brindisi.

Alfredo Giacon non è nuovo a rappresentare Padova nelle sue veleggiate ecologiche in giro per il mondo. L’ultimo riconoscimento, il premio Un bosco per Kyoto conferitogli in gennaio al Campidoglio a Roma per l’impegno ambientalista, l’ha offerto qualche giorno fa alla città del Santo. Nella foto di Eleonor Marriott, a sinistra il preside Cosimo Taddio, al centro l’assessore Antonio Giunta con Alfredo Giacon.

Il giro prosegue con le tappe e i reportage visitabili sul sito www.ungiroperlavita.it, www.automoto.it, www.porsche.it

20
apr
12

Berlusconi Burlesque

Gare di Burlesque nella villa di Berlusconi

Di granlunga più divertente che piccante la giustificazione data da Silvio Berlusconi oggi ai giornalisti (e prima ai giudici del caso Ruby) circa i famosi festini a base di belle ragazze discinte nella sua villa San Martino ad Arcore. Qualcuna delle sue invitate aveva parlato di spettacoli erotici in cui le belle ragazze si presentavano al padrone di casa seminude indossando vestiti da infermiere, da suore, da poliziotte per attrarre grazie alle loro provocazioni, la stretta cerchia di attempati amici di Berlusconi. L’ex primo ministro italiano ha detto che non si trattava di spettacoli porno, ma di esibizioni di Burlesque: anzi di gare di Burlesque. Le donne sono esibizioniste per loro natura, ha detto il cavaliere. E in quanto a quegli abiti (mai da suora, si è affrettato a precisare), si è trattato secondo Berlusconi, di 60 vestiti che gli aveva regalato nientemeno che Gheddafi. Un testimone che, per ovvie ragioni, non potrà più dire la sua in merito.

01
apr
12

Lombardia svizzera?

Sò lumbard, diventi svisero

Mentre una ventina di italiani raccoglie firme per la riannessione della Corsica (ritenuta terra sottrattaci dall’imperialismo francese), e ancor meno propongono che il Veneto ritorni all’Austria come ai tempi di Cecco Beppe, nell’Italia del tuttoèpossibile è arrivata, sotto forma di petizione popolare, l’ennesima provocazione della Lega che vorrebbe nientemeno che far passare la Lombardia sotto la sovranità nazionale della Svizzera. Era andata già male alla provincia di Belluno quando cercò di lasciare il Veneto per trasferirsi nel Trentino Alto Adige (regione autonoma notoriamente ricca), ma ora nei primi 4 giorni di raccolta firme, quelle arrivate sono già 12.000 e basterebbe arrivare a mezzo milione per far scattare il referendum. Se, per ipotesi, si facesse il referendum e questo dovesse vincere, sarebbe assai plausibile che lo Stato nazionale, pur di non perdere la regione economicamente trainante, metterebbe in campo i carrarmati. Ma ovviamente siamo nella fantapolitica.  A dar manforte ai leghisti, appoggiati da Umberto Bossi e Roberto Maroni, è intervenuto anche il ministro della Difesa elvetico Ueli Maurer (in foto), dichiarando che l’idea sarebbe attuabile. I leghisti lombardi in sostanza si augurano di perdere l’odiata cittadinanza italiana per diventare cittadini del 27° cantone svizzero. In questo modo, dicono chiaramente, pagherebbero meno tasse e farebbero parte di uno Stato efficientissimo, lontano dall’influenza dell’Unione Europea e degli Usa,  con tanto di franchi svizzeri in tasca. Peccato che in Svizzera gli italiani (compresi i lumbard transfrontalieri) continuino ad essere considerati cittadini di serie B.

In risposta alla proposta di dire addio all’Italia, nel sito petizionionline, qualcuno ha proposto un’alternativa. Questa.

Siccome siamo sinceramente ROTTI di tutte queste forme di secessionismo che stanno prendendo piede da nord e da sud, CHIEDIAMO:
– Che venga istituito un referendum per consentire al secessionista la tanto sperata libertà di andarsene via … Il referendum deve essere fatto in tutta Italia e deve essere REGIONALE (non ha senso che per i lombardi votino i veneti o addirittura dal sud come sta succedendo con la petizione contro la costituzione che va d i moda or ora… se un povero EMILIANO non vuole la PadaniaNON LA VUOLE!!!

Come tra loro c’è chi dice che malauguratamente se capita se ne vanno verso regioni diverse… Se non raggiungono la maggioranza in quella regione che se ne vadano loro… portando con se lega e altri politici secessionisti vari. Se un lombardo vuole essere svizzero, che si levi dalle scatoline (forse è la volta buona che in Italia si cambi)

PURTROPPO E’ SOLO UNA PROVOCAZIONE… MA MI PIACEREBBE CHE SE FOSSIMO IN TANTI AD ESSERSI ROTTI E A VOLERE L’ITALIA UNITA E’ MEGLIO!!

Video erotico bergamasco

E ora un documento filmato girato in un borgo montano della Bergamasca. Il contenuto è erotico, ma solo i bergamaschi potranno apprezzarlo. Serve a dimostrare che, in effetti, certe popolazioni lombarde hanno radici (per lo meno linguistiche) decisamente poco italiane: a orecchio si direbbero arabe…

31
mar
12

Piercamillo Davigo

Il giudice Davigo e la Banda Bassotti

Ci sono alcune scemenze che in Italia si ripetono da vent’anni, tipo: “Violazione del segreto istruttorio” e “Perché prima di Mani Pulite voi magistrati non perseguivate la corruzione?”. Chi parla, davanti ai cittadini di Comune di Cadoneghe (Padova), intervistato il 30 marzo da Giovanni Viafora del Corriere del Veneto, è il consigliere di Cassazione Piercamillo Davigo, già magistrato del pool Mani Pulite. E subito appare la sua grande verve. Sono scemenze, perché il segreto istruttorio non c’è più da 22 anni e l’invito a comparire davanti al giudice è un atto pubblico; inoltre l’interesse a diffondere notizie riservate sui processi è sempre degli avvocati difensori che in questo modo cercano di deviare l’attenzione dei media dai loro assistiti ad altri soggetti che si incontrano nella causa. E poi scusate, ma non si deve sapere se uno è un ladro? Quanto al perseguire la corruzione, è con Mani Pulite che si è scoperchiato il vaso anche perché gli arrestati hanno tutti vuotato il sacco. Proprio così mi disse un giorno un inquisito: “Adesso vuoto il sacco”. Un’espressione che avrebbe potuto usare uno della Banda Bassotti, e invece era un segretario nazionale di partito.  

Un’altra cosa buffa che capita nei casi di corruzione e sentirsi chiedere dall’imputato: Perché proprio io? I ladri d’auto non lo dicono mai e se lo dicessero io gli risponderei: Intanto cominciamo da lei, poi se vuol fare i nomi dei suoi colleghi, andiamo a prendere anche loro.

(nella foto in bianco e nero il pool di Mani Pulite)

 

 

 

 

I partiti fanno quel che vogliono

Interrogato sui partiti, il magistrato ha ricordato che sono associazioni non riconosciute in cui accade di tutto. Abbiamo avuto Buttiglione e La Malfa che, sebbene fossero in minoranza, hanno espulso la maggioranza del loro partito. Sui partiti c’è da preoccuparsi seriamente, perché i loro meccanismi di selezione nominano anche farabutti. Le liste elettorali le fa chi vince il congresso e, ove non vi sia congresso, chi ha il controllo del partito: e per averlo bisogna essere in possesso del più alto numero di tessere di iscritti, che spesso sono inventati. La Margherita, ai suoi inizi, aveva più iscritti che voti… E se i farabutti fabbricano tessere per avere la maggioranza, non è nemmeno reato; anche se i partiti prendono i nostri soldi delle tasse come finanziamento pubblico. Noi cittadini potremmo pretendere che i partiti vengano regolati dalla legge e controllati dalla Corte dei Conti.  

Piercamillo Davigo ricorda un interrogatorio: Dopo avermi raccontato che comprava le tessere di partito, un indagato mi fece scandalizzato il nome di un suo collega che faceva altrettanto. Ma come? Gli chiesi. Lei fa la stessa cosa… Sì, rispose quello, ma l’altro mi ha rubato gli elenchi per tesserare gli stessi che ho già tesserato io.

Il guaio, prosegue il giudice, è che i politici una volta smascherati non smettono di rubare, smettono invece di vergognarsi. Destra e sinistra han fatto di tutto per stroncare i nostri processi. Oggi le condanne sono un decimo di quelle del 1995, grazie a ignobili leggi passate negli ultimi 16 anni. Un esempio di queste porcherie? La creazione di fondi neri da usare per pagare le mazzette, grazie al centro sinistra dal 2000 non è più reato; sempre il centro sinistra poi ha fatto in modo che per l’abuso d’ufficio non siano più possibili le intercettazioni e ci sia la rapida prescrizione. In queste materie di corruzione il centro destra legifera in modo spesso confuso e non riesce a farsi approvare le leggi, mentre il centro sinistra, con l’appoggio dei suoi stessi avversari, fa passare leggi analoghe

Nei momenti di crisi, rileva il magistrato, gli scandali di corruzione emergono di più, perché con meno soldi pubblici la torta da spartirsi si restringe; con la crisi però la gente si innervosisce di più quando sente questi scandali e i politici che gridano al complotto! Se il Consiglio regionale della Lombardia ha l’80% di indagati (4 su 5), il 10% dei nostri parlamentari è fatto da pregiudicati.

Chi indaga non deve esserne scalfito dal consenso popolare: Anche perché ci abituano a essere indifferenti alle reazioni provocate dai nostri atti. Anche per questo non possiamo diventare politici: un bravo magistrato è abituato a pensare al bene comune e non agli interessi dei suoi elettori. L’ho detto spesso a Di Pietro, che per me resta il miglior investigatore che ho conosciuto; uno che, nel gergo della malavita, era un “zanza” (truffatore), nel senso che quando interrogava faceva credere all’inquisito di sapere già tutto. Per il senso di rispetto delle istituzioni, era uno che quando stava davanti al procuratore della Repubblica Borrelli, scattava sull’attenti.

 

Le prescrizioni

Siamo gli unici in Europa, assieme alla Grecia, ad avere i processi che si vanificano perché i termini di prescrizione, invece di fermarsi, continuano a maturare anche dopo il giudizio di primo grado. Sarebbe ragionevole modificare questa regola che uccide i processi; ma in Italia le leggi ragionevoli sono spesso quelle che non si approvano.

La mafia al nord

Il giudice parla di mafia al nord. Diceva un vice questore tanti anni fa: “I mafiosi son come i pidocchi, vanno dove c’è lo sporco, per cui bisogna far pulizia”. In Sicilia c’era il tavolino dove politica e mafia discutevano di come spartirsi gli affari. Da un mio studio emerge che la corruzione si scopre dove ce n’è di meno. Pensate che a Reggio Calabria in 20 anni ci sono state solo due condanne per corruzione. Nelle nostre indagini ci siamo imbattuti in imprenditori del nord che al sud pagavano le tangenti alla mafia: c’era una multinazionale delle consegne che, per eliminare i furti dei suoi dipendenti, a Milano aveva ingaggiato la ‘ndrangheta e a Napoli la camorra. La mafia al nord ha la stessa struttura che ha al sud. L’anno scorso tra Milano e Reggio Calabria un’unica operazione ha portato a 300 arresti e 1.000 anni di carcere comminati, con tanto di reggente ‘ndranghetista filmato in Lombardia e sindaci leghisti coinvolti.

 

Il fenomeno corruzione

Non è la Procura di Milano ad aver scoperto più corruzione: in rapporto alla popolazione è quella di Lecce. La corruzione è un fenomeno seriale e diffusivo. Ricordo quand’ero giovane uno dei miei primi casi: a Pavia l’ufficio Iva fu chiuso per l’arresto di 27 dei 30 dipendenti, tutti rei confessi. Il mio primo imputato per corruzione era un mio coetaneo di 28 anni che aveva intascato 250.000 lire, l’equivalente del suo stipendio mensile. Quando gli chiesi perché si era sporcato per così poco, rispose che quando venne assunto capì subito come funzionavano le cose e che avrebbe perso il posto se si fosse comportato onestamente. “Lei non può capire- mi disse- perché a lei questo coraggio non è richiesto”. In effetti io non sono mai stato tentato. Col caso delle carceri d’oro ci siamo imbattuti in un sistema criminale che prevedeva il versamento di tangenti ai funzionari pubblici anche quando questi erano andati in pensione: perché se gli imprenditori non l’avessero fatto, i nuovi funzionari statali non si sarebbero fidati di loro e quindi non avrebbero concesso le autorizzazioni ai loro lavori. Ricordo che in altri interrogatori emerse che dall’ANAS partì la richiesta che le mazzette venissero messe in normali sacchetti: avevano infatti una stanza piena fino al soffitto di valigette e non sapevano più dove metterle…

 

Chi ruba tanto, si stupisce poi per la condanna

In Italia manca la cultura dei danni causati dalla classe dirigente corrotta e nei funzionari pubblici manca l’orgoglio del proprio ruolo. Così, quando viene condannato chi ha sottratto i risparmi di una vita di migliaia di persone che gli si sono affidate, quello addirittura si stupisce. Callisto Tanzi commentò la condanna per bancarotta fraudolenta con un “Non me l’aspettavo!” . Per forza, sono tutti abituati a farla franca.

Cosa può fare allora la gente di fronte a questo andazzo? Hanno chiesto in molti al magistrato: Facile. Arrabbiarsi.

22
mar
12

Bambini all’ergastolo

Cristian, a 13 anni verso l’ergastolo

Alla sua età colpii alla testa il mio fratellino col calcio di una pistola (ovviamente giocattolo). Lui, Cristian Fernandez, dodicenne americano di origini ispaniche, al fratellino di due anni, in testa ha dato solo un pugno: come si fa tra bambini, tra fratelli, per gioco o magari anche per rabbia. Solo che David Galarriago, fratello di Cristian di quel pugno è morto. Oggi quel ragazzino di 13 anni è comparso davanti al giudice di Jacksonville in Florida indossando la tuta arancione, le manette e le catene ai piedi come i terroristi senza diritti di Guantanamo. Davanti agli occhi smarriti di quel bambino si è materializzata la giustizia dei grandi. L’accusa lo ha freddamente descritto come un grave pericolo per la società per aver ucciso nel marzo 2011 il fratellino dopo avergli forse spezzato una gamba due mesi prima: ne ha chiesto la condanna a vita, quella che non ammette riabilitazione né perdono. Forse per fare di lui un caso esemplare, il più giovane ergastolano d’America. Un terribile precedente che si può evitare se l’opinione pubblica mondiale si solleverà perché sia data una chance a un bambino, reo (questo sì) di non aver saputo dosare la sua rabbia. Con Cristian è accusata di omicidio anche la mamma Susana Biannela (25 anni, nella foto), per aver atteso sei ore prima di portare il piccolo ferito in ospedale, limitandosi a “curarlo” con del ghiaccio e senza l’accorgimento di tenerlo sveglio. Il procuratore dello Stato, Angela Corey (nella foto, chissà se anche mamma) ha così commentato la sua richiesta di condanna: Il fatto che abbiamo accusato un dodicenne è di per sè un evento mozzafiato ed è triste per la nostra procura; ma è l’unico meccanismo giuridico che possiamo usare per proteggere la comunità da questo particolare crimine. La Corey, 57 anni, repubblicana e protestante, è stata la prima donna procuratore.

La famiglia di Cristian

Guai a non considerare il contesto in cui Cristian è vissuto. Sua madre l’aveva concepito nei sobborghi di Miami, da uno sconosciuto, quand’era ancora una bambina di 12 anni, e il nuovo compagno di lei finì in carcere per averla violentata dopo il parto. A due anni Cristian, trovato a vagabondare nudo e sporco fuori da un motel, venne tolto alla custodia di sua nonna, tossicomane di 34 anni che l’avrebbe allattato anche con l’aggiunta di droga; così lo riaffidarono ai genitori. Ma successivamente il patrigno, operaio edile, nell’ottobre 2010 si tolse la vita sparandosi un colpo di pistola davanti a lui e alla mamma per evitare nuovamente il carcere con l’accusa di aver violentato questa volta anche il piccolo Cristian. Nonostante questi difficili precedenti, nonostante il gesto sconsiderato di Cristian, due psicologi chiamati a esaminarlo, l’hanno definito emotivamente sottosviluppato, ma comunque in grado di riabilitarsi rispetto alla società. Ma è davvero di Cristian che la società deve aver paura, al punto da segregarlo a vita? Su Facebook esiste la pagina Support Cristian Fernandez in cui è anche possibile firmare una petizione in cui si chiede che i minori vengano trattati come tali nel sistema di giustizia penale: www.facebook.com/pages/Support-Cristian-Fernandez/155817627820236

Chi ha paura dei bambini

Cosa ne pensano gli americani

Ma davvero il nostro mondo di adulti deve proteggersi da questo e da altri bambini come lui? Dobbiamo ammanettarlo e rinchiuderlo per tutta la sua esistenza? Fa così paura? Su Jacksonville.com, sito del quotidiano The Florida Times Union, ecco alcuni commenti raccolti.

Contro Cristian

Steven45: Uccidere il piccolo demone ora.

Ralph in Orange Park: La prima priorità dovrebbe essere quella di impedirgli di uccidere ancora.

Gorilla 0878@yahoo.com: Penso che a 13 anni devono essere processati per omicidio di primo grado come gli adulti. Quando si ha questa età si conosce la differenza tra giusto e sbagliato.

P Eunny: Oh, lasciatemi piangere… per il bambino morto.

A favore di Cristian

Vcobbs: Questa è una triste, triste storia. Non riesco a immaginare ciò che questo ragazzo ha vissuto nella sua breve vita. Un bambino con una madre di 12 anni, un padre pervertito sessuale, una nonna tossicodipendente. Mi stupisce che sia sopravvissuto all’infanzia. Sono d’accordo, avrebbe dovuto sapere di non picchiare un bambino di 2 anni, ma il mio cuore va a tutti e due. I bambini sono il prodotto del loro ambiente. Mi auguro che ottenga l’aiuto di cui ha bisogno, ma ho il sospetto che il danno per la sua vita è già stato fatto.

icsea: Nessuno su questa terra può giudicare questo bambino né la sua famiglia, ed è disumano ciò che il SAO sta facendo a questo bambino. Devi essere cieco come un pipistrello per non sapere che la legge degli adulti non può essere applicata a questo bambino: un bambino di 12 anni. Può essere riabilitato. Se questo paese utilizza i nostri figli e noi per un guadagno politico invece di fare ciò che è giusto, abbiamo un problema serio. Se questo Stato avesse aiutato questa famiglia fin dal primo giorno, non si sarebbe arrivati a questo punto. La società non cambierà a meno che le persone non si mettano insieme per non tollerare più di essere trattati così.

Corey_Skank: Il genitore e/o tutore deve affrontare le accuse di negligenza per aver lasciato un ragazzo responsabile di un bambino. Non uccidete questo ragazzo!

Takeres: Ha bisogno di una seria riabilitazione a lungo termine, di un supporto psicologico prima di essere lasciato fuori nella società. Trattarlo come un adulto è assurdo.

Hollywood Heights: Chi ha fallito? Un innocente di due anni è morto. Tutti quelli che hanno avuto contatti con questa famiglia e hanno guardato dall’altra parte… Compresa la madre.

pumpkinmedic: Il fatto che a una madre di 12 anni sia stato permesso di tenere il suo bambino è assolutamente atroce. Il fatto stesso di restare incinta a 12 anni dovrebbe comportare l’automatica esclusione dei nonni dalla custodia di figlio e nipote.

smokeymt1: Questa è una situazione molto triste… E’ un caso orribile di abuso che dura da generazioni in questa famiglia… Dio solo sa quello che il 12enne ha vissuto nella sua breve vita… Questa famiglia ha avuto bisogno di aiuto per anni… Quanti sono i bambini abusati in questo momento intorno a noi?

Shawna1010: E’ il triste caso di una mamma che non ha protetto i suoi figli. Allevarli non significa dargli il cibo che gli piace, una stanza o tenerli puliti, ma la sicurezza, un bene non negoziabile. Questo 12enne dovrebbe crescere per migliorare, anche se saprà sempre di aver ucciso il fratellino, ma non sta andando a rieducarsi

Darwingroupie00: A 12 anni non avrebbero dovuto permetterle di avere un figlio che sarebbe dovuto finire in adozione da chi era disposto ad amarlo e curarlo adeguatamente.

Military Retiree: E’ una delle cose più tristi che ho sentito in questi anni.

L’”insegnamento” degli adulti

Questo è il video girato dalla polizia di Jacksonville con telecamera nascosta nelle due stanze di detenzione dell’ufficio dello sceriffo. Si vedono Cristian e sua mamma. All’inizio Cristian ripete tra sè e sè l’episodio che ha provocato la morte del fratellino sbattuto contro la libreria della camera e dice: David… libreria… pow pow! http://jacksonville.com/news/crime/2011-09-16/story/whos-blame-complicated-cristian-fernandezs-mom-says-younger-sons-death

E in quest’altro video si vede invece una lezione impartita da una poliziotta a Kevin, un bambino di 7 anni che viene ammanettato per essersi accompagnato a dei ragazzi che rubavano biciclette. Era stato un parente di Kevin a chiamare la polizia per farlo arrestare a scopo precauzionale. A sette anni.

05
mar
12

Il caso dei marò

 Marinai italiani imprigionati da indiani disponibili

Gli americani non acconsentirono alle autorità italiane (loro alleate) di partecipare all’esame della Toyota Corolla, traforata da buchi di mitragliatrice, su cui Nicola Calipari venne ucciso da un marine Usa in Iraq mentre portava in salvo la giornalista Giuliana Sgrena. Anzi, consegnarono l’auto molti giorni dopo l’omicidio in cui erano rimasti anche feriti la Sgrena e il maggiore del Sismi Andrea Carpani. Quindi perché stracciarsi le vesti se la magistratura indiana, di fronte all’omicidio di due suoi cittadini per cui sono sospettati altrettanti soldati italiani, dovrebbe fare favoritismi? E perché richiedere questi favoritismi? Per il sospetto di omicidio in Italia si viene arrestati; perché dovrebbe essere diverso in India? E perché trattare l’India (Paese tra l’altro uscito dal terzo mondo e prossimo a diventare una potenza mondiale) come uno Stato di serie B sospettando che sia pronto a falsificare gli esami balistici per incastrare due innocenti? A due ufficiali dei Carabinieri giunti apposta da Roma gli indiani hanno concesso di essere presenti come osservatori durante la perizia balistica sulle armi italiane sospettate di aver ucciso due pescatori indiani in acque internazionali: un gesto di cortesia, non dovuto, che il nostro ministro degli Esteri ha apprezzato.

Ai due militari italiani aspettano tre mesi di carcere preventivo, durante i quali, in via del tutto eccezionale, potranno mangiare cibo italiano e ricevere la visita del console, senza limitazioni: anche questo, come il fermo di alcuni giorni in una casa per ospiti è un trattamento di favore. La posizione difensiva italiana dice che i due hanno sparato in aria e che un’altra nave straniera aveva precedentemente ingaggiato un conflitto a fuoco con un’imbarcazione di pirati del mare. Sarà quindi il tribunale indiano, sulla scorta dell’esame balistico, a escludere o meno il coinvolgimento degli italiani nel duplice omicidio. La posizione di quanti, in Italia, ne chiedono il reimpatrio prima del giudizio, somiglia a quella degli americani che fecero di tutto perché l’Italia non giudicasse Mario Lozano (lo sparatore di Nicola Calipari) e non giudicasse i piloti che col loro volo a bassa quota causarono nel 1998 a Cavalese la caduta di una funivia e la conseguente strage del Cermis in cui persero la vita 20 turisti. E’ lo stesso atteggiamento dell’opinione pubblica statunitense che ha sempre considerato Amanda Knox innocente nel delitto della studentessa inglese Meredith Kercher per il solo fatto di essere americana. Naturalmente tutti si augurano che i marinai siano innocenti, ma in ogni caso sarebbe bello se si riuscisse a riconquistare il senso di imparzialità e di giustizia, al di là delle bandiere: perchè quei due pescatori morti non sono meno importanti di Nicola Calipari o di ciascuno dei 20 turisti precipitati al Cermis.

01
mar
12

Bar manganellato

Aprite polizia!

Basta poco, poi la porta a vetri di un bar- pizzeria a Bussoleno in Val di Susa viene disintegrata a manganellate e la polizia in assetto antisommossa fa irruzione nel locale pubblico dove si erano rifugiati alcuni manifestanti No Tav che, dall’età e dalle espressioni, non sembrano proprio dei pericolosi black block. La proprietaria, in lacrime, mostra agli agenti le chiavi; una attivista No Tav viene colta da malore: pare sia incinta. Ecco il filmato di Youreporter che era al seguito degli agenti per testimoniare gli scontri. Seguono le immagini di un video sui blocchi dell’autostrada a Bussoleno.

15
feb
12

Italia corrotta

Italia, pizza e mazzetta

Una domanda al volo: pensate che il Ghana o la Macedonia siano Paesi con più corruzione che da noi? Se la risposta è sì, proseguite la lettura. Nella classifica di Transparency International 2011, su 183 Stati considerati, l’Italia risulta al 69° posto ex aequo con Ghana, Macedonia e Samoa. Essere in questa posizione, dove il numero zero corrisponde ad assenza totale di corruzione e il 183 al massimo possibile, non è un risultato invidiabile.

L’Italia è un Paese corrotto. E’ sotto gli occhi di tutti. A dirlo però non siamo solo noi che amiamo piangerci addosso e sparlare di noi stessi: sono anche gli organismi internazionali. Come Transparency International, agenzia non governativa, no profit, che si batte contro la corruzione.

Naturalmente i dati non sono scientifici, ma disegnano la mappa di come nel mondo viene percepita la corruzione e per questo si basano su interviste fatte a operatori del mondo degli affari e a prestigiose istituzioni.

Vediamo come sono messi gli altri in Europa. Si vede a occhio nudo che i più virtuosi del mondo sono i neozelandesi, seguiti a parimerito da Danimarca e Finlandia, Svezia, Singapore, Norvegia, Olanda, Australia, Svizzera e Canada. Dove la corruzione è massima è in Venezuela, ad Haiti, in Iraq, Sudan , Turkmenistan, Uzbekistan, Afghanistan, Myanmar, Corea del Nord e soprattutto Somalia.

E ora alcuni Paesi più virtuosi di noi, con il rispettivo posto in classifica, ricordando che l’Italia è al 69. Partiamo con i nostri punti di riferimento economici: Stati Uniti (24), Germania (14), Francia (25), Gran Bretagna (16), Giappone (14), Russia (143), Cina (75).

Per finire con Stati meno corrotti di noi: Cuba, Lettonia e Turchia (61), Namibia (57), Ruanda (49), Macau (46), Brunei (44), Capo Verde (41), Porto Rico (39), Bhutan (38), Botswana (32), Estonia (29), Cile (22), Hong Kong (12). Alla faccia dei luoghi comuni.

I riflessi della corruzione sull’economia

Gli economisti dicono che al diminuire degli indici di corruzione aumentano gli investimenti esteri, e questo non è un elemento trascurabile: non solo in questo periodo di vacche magre. Hanno elaborato un calcolo preciso: migliorando di 2,38 punti gli indici di corruzione, si manifesta un aumento del 4% negli investimenti e una crescita del Pil di mezzo punto percentuale. La corruzione, dice la Corte dei Conti che fa le pulci alle spese pubbliche, costa agli italiani 60 miliardi di euro all’anno. Se i nostri amministratori pubblici fossero caldamente invitati a diventare più virtuosi, saremmo meno in crisi.

15
feb
12

Festa dei mezzi musei

La festa dei mezzi musei

Dopo la giornata di apertura dei musei statali e La notte europea dei musei (aperture serali straordinarie) ecco La festa dei mezzi musei del Lazio. L’iniziativa di Guido Accascina direttore del Modern Automata Museum di Montopoli di Sabina (Ri) (vedi qui pagina Musei curiosi) è stata subito sposata da una trentina di musei del Lazio. Perché mezzi musei? Guido Accascina lo spiega subito già quando si definisce mezzo direttore di un mezzo museo: Nella giornata di questa festa, il 3 e 4 marzo 2012 dalle 10,30 alle 18,30, vedrete le nostre esposizioni solo per metà, vi offriremo una mezza comunicazione, potrete leggere finalmente solo la metà destra dei libri, vi accenderemo le luci solo per metà tempo. Altre chicche? Verranno letti brani del Visconte Dimezzato e del Sapiente Giudizio di Salomone. Ma perché tanto sforzo che al visitatore potrebbe apparire masochistico? La spiegazione sta nel dimezzamento dei fondi regionali del Lazio per le strutture museali. Metà fondi… metà musei. Elementare Watson! Sul sito http://www.mezzimusei.it/ si può consultare l’elenco dei mezzi musei e delle iniziative che realizzeranno il 3 e 4 marzo per la loro festa. Tra l’altro sono previsti lo spegnimento dei computer, la descrizione di metà delle strutture archeologiche proposte, la presentazione del Trono delle pantere e di un sarcofago etruschi completamente velati e visite guidate a lume di candela. E in omaggio a questa iniziat………….

10
feb
12

Azzannato dai cani affamati

Tempo da lupi

Sembra una storia dell’Ottocento: uomo aggredito dai lupi. Invece sono stati i cani selvatici, ma poco cambia. Nella valle che sta tra il monte Varna e il Fumaiolo, nell’Emilia Romagna in Valmarecchia a 36 km dalle spiagge di Rimini, sono caduti due metri di neve. Qui nel paesino di Maiano di Sant’Agata Feltria, circa 600 metri d’altitudine, un uomo è stato azzannato da cani che si aggiravano in cerca di cibo: né lupi né bastardi randagi come si potrebbe pensare, ma un collie e un pastore maremmano. Hanno attaccato l’uomo che era uscito di casa col suo cagnolino per sistemare un capanno danneggiato dalla neve.

Di lupi invece si tratta in Abruzzo. Lupi e cervi. Un lupo fotografato mentre con i cani si aggira per le vie di Trasacco (AQ) in cerca di cibo; e un branco di cervi è stato ripreso da Rosanna Ciarletta dal terrazzo di casa a Villetta Barrea (AQ).

09
feb
12

Body scanner al via

“Denudati” in aeroporto

Quattro a Roma, quattro a Milano e due a Venezia. I Body scanner stanno per essere installati anche negli aeroporti italiani di Fiumicino, Malpensa e Marco Polo. Al termine della sperimentazione svolta in 4 scali l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) e il Cisa (Comitato interministeriale per la sicurezza  del trasporto aereo e degli aeroporti) hanno dato parere favorevole per piazzarli nei tre aeroporti che hanno collegamenti regolari con Stati Uniti e Israele.

L’ultima parola spetta al ministro dell’Interno ed è attesa per marzo. La spesa per queste macchine che fotografano come ai raggi X il corpo umano e tutto quel che ha addosso, è di 2 milioni di euro. Per quanto si sa, i Body scanner non sarebbero dannosi per la salute di chi vi si sottopone né per quella degli operatori; questi ultimi non si troveranno più (come si era detto nei mesi scorsi e come appare nella foto iniziale) a guardare dettagliatamente il corpo del passeggero, perché per  privacy le immagini appariranno stilizzate, come mostra il video seguente.

Con questo nuovo strumento però si allungano i tempi di partenza: se oggi bastano pochi secondi per attraversare il varco in corrispondenza del controllo di sicurezza, col Body scanner servono 37 secondi: 34 per la preparazione della macchina e 3 per lo screening. Detto per inciso, questi apparecchi non sostituiranno gli altri controlli, ma vi si aggiungeranno; inoltre chi non vorrà sottoporvisi, dovrà passare al controllo manuale col metal detector e, in casi dubbi, alla perquisizione corporale.

E visto che la tutela della privacy verrà garantita in Italia, ma non si sa se lo sarà in tutto il mondo, una ditta di Las Vegas ha deciso di lanciare sul mercato per 20 dollari una serie di adesivi che il passeggero potrà mettersi su capezzoli e ventre per coprire le parti intime prima dell’imbarco. Applicazioni riutilizzabili, costituite dal simbolo di divieto o da messaggi spiritosi, del tipo: Può vedermi nuda solo mio marito!

08
feb
12

L’albergo con il cuore

Un albergo per i senzatetto 

Si chiama Hotel Britannia, si trova a Rimini in via Parisano 90, vicino al mare. E’ un 3 stelle. Fa piacere parlarne perché rappresenta Italia che non ha dimenticato di avere un cuore. In questi giorni di emergenza freddo la sua titolare Antonietta Curcio Cimino, sessantenne, ospita a sue spese 85 senzatetto, ragazze madri e famiglie indigenti in tutte le 33 camere disponibili. Vitto e alloggio gratuito per tutti: pernottamento e prima colazione servita ai tavoli. Non è, ovviamente, una trovata pubblicitaria, ma un impegno che l’albergatrice di origine salernitana si è data fin dal 2006 e che rispetta ogni inverno, nei giorni più freddi. A muoverla è stato un sogno in cui suo figlio Osman, morto nel 2003 a 31 anni in un incidente stradale, le disse che lei avrebbe potuto aiutare tanta gente. Sconvolta dalla forza di quelle parole che la svegliarono, uscì nella notte incontrando dei disperati che dormivano fuori al freddo…

Raccontando le prima esperienze, Antonietta ricorda di aver dovuto insistere molto perché gli ospiti, disabituati a tanta attenzione per loro, al mattino facessero colazione a tavola: non credevano ai loro occhi. Un’anziana, quando lasciò l’albergo- racconta- camminava all’indietro continuando a inchinarsi verso di me. 

26
gen
12

Il giorno della memoria

Dachau BARACCA 8 NUMERO 123343

Un ragazzo nei forni crematori

Abbiamo realizzato un docu-film per le scuole che possono richiederlo gratuitamente al sito http://www.marcatrevigiana.it/dachau. Enrico Vanzini, oggi 89 anni, racconta i suoi 7 mesi vissuti nel lager di Dachau, fino alla liberazione da parte degli americani. Aveva 21 anni. Entrò che pesava 86 kg, uscì che non si reggeva in piedi: ne pesava solo 30. Con quei 50 chili perse anche la sua giovinezza perché vide cose che non avrebbe mai dovuto vedere e provò sensazioni terribili che non l’hanno più abbandonato. La sua testimonianza fa luce su tanti aspetti bui. Come tutti patì la fame; come tutti venne bastonato; come alcuni fu costretto a staccare i morti carbonizzati dal filo spinato dove passava la corrente da 1000 Volt; come pochi entrò nel bunker dove i medici nazisti facevano esperimenti umani; come pochi fu chiamato a caricare di cadaveri i forni crematori; e come nessuno, forse, fu costretto a metterci anche un moribondo ancora vivo.

E a chi afferma che a Dachau la camera a gas non entrò mai in funzione, risponde: Hanno mandato me, una notte, a portare quei morti nella stanza attigua dove c’erano i forni: erano poveri ebrei appena arrivati, non avevano nessuna colpa, gli avevano fatto credere che quelle erano docce e invece… Ho fatto fatica a staccare gli uni dagli altri perché quando hanno sentito il gas si sono abbracciati

Nella mente, incisi con la lama, ci sono i  ricordi del genovese falciato da una raffica di mitra per aver raccolto due patate; c’è il compagno di branda che gli dormì tutta la notte abbracciato e morto; e c’è la vecchina tedesca che pagò con la vita un gesto di umanità, quando gli diede un pezzo di pane. Quel pezzo di pane Enrico non osò mai mangiarlo e lo portò a casa a sua mamma. Come una reliquia.

Questo lavoro è stato possibile grazie all’idea dell’Associazione culturale Marca Trevigiana, a Francesca Ambroso e Manuel Pegoraro, al contributo della banca FriulAdria, alle riprese video e al montaggio di Mauro Tacchinardi, alla produzione della Concept Video&Communication di Maser (Tv), alle traduzioni di  Giulia Ortis, all’aiuto per le riprese a Dachau di Maddalena Brumat, al KZ-Gedenkstatte di Dachau, alla Provincia di Treviso e a quanti hanno dato il loro sostegno morale a questa iniziativa. Un grazie speciale, ovviamente, a Enrico Vanzini che si prodiga con i giovani per far sapere. Perché è conoscendo il pericolo che lo si può evitare in futuro. (foto di Manuel Pegoraro).

Valzer antisemita nel Giorno della Memoria

E proprio mentre nel mondo si celebrava il Giorno della Memoria con cui si ricordano gli orrori del nazismo, in Austria, paese che diede i natali ad Adolf Hitler, si consumava una cerimonia di pessimo gusto: il ballo della Burschenschaft Olympia (le corporazioni studentesche tedesche e austriache che fin dall’Ottocento odiavano i francesi e gli ebrei da essi protetti). Questa serata di valzer a Vienna è da tanti anni l’occasione per i nostalgici di  rinverdire in pubblico i  sogni di grandezza del popolo tedesco. Ospite d’onore del ballo, risposta ultra conservatrice alla sacralità del Giorno della Memoria, è stata Marine Le Pen, 43enne candidata del Front National (l’estrema destra francese) alle prossime elezioni presidenziali di Parigi. Nel video della tv tedesca ZDF, le proteste contro questo tradizionale incontro e l’ingresso al ballo di questi nostalgici che, se non sarebbe tecnicamente corretto chiamare neonazisti, certo non lasciano molti dubbi sul loro pensiero: si autodefiniscono konservativ e si schierano dalla parte dei negazionisti dell’Olocausto. David Irving, storico inglese negazionista, venne arrestato nel 2005 in Austria proprio mentre si recava a un’assemblea della Burschenschaft Olympia. Sarebbe bene ricordare che i simboli hanno una grande forza e per questo non vanno trascurati: sono qualcosa che passa nelle nostre coscienze, anche se apparentemente sottotraccia.


19
gen
12

L’eroe della Concordia

Omaggio all’eroe della Costa Concordia

Giuseppe Girolamo

La tragedia della Costa Concordia sta evidenziando, giorno dopo giorno, alcuni atti eroici compiuti a bordo. Giuseppe Girolamo, uno dei dispersi, è un ragazzo pugliese di Alberobello, 30 anni. Come raccontano alcuni testimoni, quella notte del 13 gennaio stava per salire sulla scialuppa di salvataggio numero 1, pronta per essere calata in acqua. Non era un turista, su quella nave ci lavorava dal 4 dicembre come batterista della band rock Dee Dee Smith che si esibiva sul ponte 4 (quello dove si trovavano le scialuppe): era al suo primo ingaggio sulla Costa Concordia e quando ci fu lo speronamento della roccia aveva da 15 minuti finito di suonare col suo gruppo, e con i colleghi si trovava sul ponte 3. Racconta Antonello Tonna, pianista catanese di 61 anni: Quando c’è stato il boato eravamo sopra il ristorante di poppa e subito abbiamo visto tanta gente fuggire dalla sala…. Ci siamo seduti al bar spaventati e solo dopo un quarto d’ora è andata via la luce e si è sentito l’avviso di mantenere la calma, che stavano riparando il guasto elettrico. Intanto però la nave si cominciava ad inclinare. Siamo andati sul ponte 3 aspettando che calassero le scialuppe. Lì hanno fatto l’appello e con me c’era anche Giuseppe Girolamo. Abbiamo atteso 50 minuti, poi un addetto è venuto a dirci di andare dall’altra parte della nave, quella inclinata. Ci siamo arrivati tenendoci tutti per mano per non scivolare e siamo arrivati a 3 metri d’altezza dall’acqua. Chiamavamo le scialuppe in mare, ma non potevano avvicinarsi. A quel punto il pianista si è gettato in mare raggiungendo a nuoto dopo un centinaio di metri gli scogli dove ha trovato il direttore di crociera in lacrime e l’infermiera di bordo con altri. Era l’una di notte.

Le testimonianze dicono che davanti a una scialuppa Giuseppe Girolamo, visto un bambino che voleva salire a bordo, gli ha ceduto il suo posto rimanendo quindi sulla nave. Da quel momento se ne sono perse le tracce, anche se qualcuno ha detto di averlo poi visto sul ponte 4 con addosso il salvagente.

Nei video seguenti, girati anni fa, lo si vede imbracciare una chitarra e suonare come bassista nel gruppo Percorsi alternativi di Putignano (Ba) da lui fondato nel 2006 assieme a Giacinto Decataldo (voce e chitarra) e a Vincenzo (chitarra solista). Negli ambienti musicali pugliesi, per via dei capelli ricci e folti Giuseppe è soprannominato Satomi come il personaggio del cartone animato Kiss me Licia.

E poi…

I genitori e la fidanzata che lo cercano, hanno tappezzato l’isola del Giglio di foto e volantini chiedendo che chi lo incontrasse telefoni a loro al 3476063915 o alla Guardia Costiera al 1530. Sperano possa essere arrivato a riva da qualche parte, ma qualcuno dice che Giuseppe non sapeva nuotare.

Intanto aumentano le parole di solidarietà nei suoi confronti. Il 18 gennaio su twitter Gigi D’Alessio scrive: Giuseppe Girolamo musicista 30 anni, non sapeva nuotare, era salvo, ha lasciato il suo posto a un bimbo. Dio non può prendersi persone così. E sulla pagina di Facebook a lui dedicata in questi giorni (Giuseppe Girolamo, il batterista che lasciò il posto a un bambino) in molti, dall’Europa all’America, chiamandolo eroe, lasciano pensieri commoventi… E’ la voglia di testimoniare che l’anima del mondo c’è ancora, come Giuseppe col suo gesto ha fatto capire.

Francy Trip: Sei una persona con il cuore d’oro. Ovunque tu sia ora, hai salvato la vita di un bambino, torna tra noi.  Maria Zurzolo: Mi auguro tanto che sia vivo sei un vero eroe. Alessandro Carmazzi: Un ragazzo e un esempio che ti rimettono in pace con l’Umanità. Barbara Laudisa: Non ho una grandissima fede, ma quel briciolo che ho la uso per pregare che tu torni al più presto tra la gente che ti vuole bene. Da eroe quale sei!! Sono orgogliosa di essere pugliese se ci sono persone come te!!! Luciana Ligas: Io sento che sei vivo, lo sento e spero con tutto il cuore. Letizia Bufalini: Sei l’emblema di un’Italia che tutti noi vorremmo! Che Dio ti aiuti e ti faccia tornare tra i tuoi cari!!!! Prego per te. Giuseppina Mannillo: Giuseppe, ho un figlio come te, musicista. tvb, una mamma. Carlos Martinengo (Argentina, in spagnolo): Racconta una storia che un famoso pittore espose le sue opere. Quadri che rappresentavano porte e cuori. Sì, porte bellissime e cuori. Colori magnifici e trame bellissime. Un visitatore gli commentò: “Maestro le sue porte non hanno serrature…” E l’artista rispose: “Il cuore non ha serrature”. E quando quello gli chiese di chiarire, l’artista disse: “Il cuore si apre da dentro”. Così sei stato Giuseppe. Hai aperto il tuo cuore all’indifeso. Elmo Emilio D’Ascanio: Il comandante doveva essere lui. Paolo Grasso: Persone come te rendono questo mondo un posto migliore dove vivere. Torna presto! Lucia Ventaloro: Il vero capitano sei stato tu!!! Ago Alderete (Argentina, in spagnolo): Spero che ti trovino in vita!!! Lo meriti. Buona fortuna! Cristina Ciorba: Hai fatto un gesto bellissimo… e ovunque sei… rimarrai nei nostri cuori. Belen Gomez (Argentina, in spagnolo): Dio è con te aiutandoti sempre. Poche persone di questo mondo mettono a rischio la loro vita per uno sconosciuto! Valerio Lo Coco: Spero tu possa tornare a casa, ti aspettiamo, tutti gli italiani vorrebbero abbracciarti. Mario Rodriguez (in spagnolo): Giuseppe c’è pochissima gente come te, se in tutto il mondo ce ne fosse anche solo il 10% il mondo sarebbe perfetto.  Naatii LK Lujan (Stati Uniti, in spagnolo): Sei un eroe, una persona come te non si trova in nessun posto e sei un buon esempio per tutti. Spero che ti trovino.  Renée Edy Singh (Argentina, in spagnolo): Enorme, gigante, UN UOMO!!! Dio ti benedica!!! Laura Rotela (in spagnolo): Sei un esempio delle persone che non esistono. Dio ricompenserà tanta grandezza!!! Therese Abdul Hay (Canada, in francese): Buona fortuna nella tua vita! Daniela D’Alessandro: Spero che la tua batteria possa scandire ancora i battiti del tuo cuore!!! Spero ti trovino presto! Ulysses Borgia (in inglese): Sei la coscienza pura, la vera anima del guerriero. Ciao grande. Marta Gonzales (Argentina, in spagnolo): Come essere umano, per i commenti qui in Argentina, dev’essere orgoglioso di lei. L’Arzdoura Peppelisi: …Quello che hai fatto ci onora di essere tuoi compaesani, ci onora di averti conosciuto, ci onora di aver lavorato con te. Luisa Ottomano: Non ho mai sperato come sto sperando in questo momento, di sentire al telegiornale il tuo nome e il nome di quella bimba ke siete sani e salvi. Lo spero con il cuore x voi e x le vostre famiglie. Ti siamo tutti vicini e preghiamo x voi. Ciao Giuseppe. Marcella Maragna Guerra: Hai suonato la canzone più bella, la vita di un bambino, Grande cuore. Marianna Gagliardi: Ritorna presto Giuseppe, questo mondo ha bisogno di persone come te!! Antonio Macrì: Il tuo gesto è un assolo, che vale più di mille esistenze messe insieme! Adele Vicidomini: Torna! Ezequiel Roman Gil (Argentina, in spagnolo): Caro collega, dall’Argentina faccio arrivare la mia speranza perché tu possa riunirti presto alla tua famiglia. Prego per te, fratello batterista.

21
dic
11

Corruzione e tasse

La corruzione la paghiamo noi

Come mai quando un Comune (o altro ente pubblico) progetta una data costruzione (edificio o infrastruttura che sia), ci si può scommettere la testa che se il costo di partenza è 100 quello finale sarà 140 o 160 o 180? Semplice. Perché qualcuno, strada facendo, ci fa la cresta? Se così fosse scatterebbero le penali. Più semplicemente c’è un accordo iniziale tra committente e incaricato, il quale per lavorare elargisce la famosa mazzetta. Quello della mazzetta è uno sport nazionale che piace a molti, anche perché assicura soldi facili e in genere chi in questo modo si accaparra il lavoro non ha alcun interesse a smascherare la truffa. Piace a tal punto che gli onesti che lo smascherano vengono additati come mosche bianche (dai cittadini) e come pericolose spie (dai corrotti e dal sistema) al punto che perdono il lavoro. Il paradosso è proprio questo: l’onesto viene espulso e tacciato di immoralità. Essendo un sistema decisamente mafioso, si può ragionevolmente dar ragione a quegli stranieri che, quando all’estero sanno che sei italiano, ridendo ti chiamano mafioso. E’ il favore fatto in cambio di un altro favore. Non ci sarebbe nulla di sbagliato se non fosse per due particolari: 1) così facendo l’azienda aiutata si assicura una commessa a scapito di altre più oneste, 2) i cittadini (cioè noi tutti) pagano molto più del dovuto per avere un determinato bene. E questo fa ancora più male in un momento di crisi generale in cui a tutti viene chiesto di stringere la cinghia.

Per dire basta a questa corruzione che non è mai venuta meno neanche dopo Tangentopoli (anzi pare che in seguito a quell’inchiesta il volume delle mazzette sia aumentato in ragione del maggior pericolo che corrono i disonesti) è nato un movimento di italiani che, in modo del tutto volontario, invitano a segnalare i comportamenti scorretti presenti nelle amministrazioni pubbliche. Le iniziative di questi illustri sconosciuti che invitano all’onestà, si trovano sul sito www.signorirossi.it ideato da Raphael Rossi, italo-francese che dal 2003 progetta per le città italiane sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti. La sua storia passa attraverso un suo no ad una spesa inutile e molto costosa per la collettività. Quando nel 2006 era vice presidente dell’Amiat (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino), Rossi si oppose all’acquisto di un pressoestrusore (macchinario che spreme i rifiuti organici separando la frazione umida da quella solida) da 2 milioni e 400.000 euro. Lo ritenne inutile, troppo costoso e scorretto da acquistare senza gara d’appalto. Due mesi più tardi i vertici aziendali tornarono all’attacco, ma questa volta il prezzo della macchina più i costi d’esercizio raddoppiarono: 4 milioni e 200.000 euro. Il suo parere di esperto fu di nuovo contrario e ciò bastò ad archiviare l’operazione. Poi cambiò il consiglio d’amministrazione e al giovane Raphael Rossi (28 anni) fu offerto il posto di vice presidente. Un giorno, raccontò poi ai giudici, fu avvicinato dall’ex presidente Amiat e invitato ad approvare quel famoso acquisto: in cambio ci sarebbe stato qualcosa per entrambe (50.000 euro a testa) e per il partito di riferimento (PD). Il vicepresidente finse di abboccare, ma  avvisò il magistrato della Procura di Torino che lo invitò a preparare la trappola. Era una questione di soldi pubblici, di immoralità, spiega. Così si fece mettere addosso una ricetrasmittente e andò al nuovo appuntamento con l’ex vicepresidente Amiat, che gli spiegò come funzionava: per un impianto da 500.000 € la mazzetta era di 50.000 che sarebbero potuti diventare a 125.000. Gli fu detto che la sua parte sarebbe stata pagata con fondi neri che l’azienda produttrice del macchinario aveva accantonato in Svizzera tramite operazioni estero su estero. Gli istigatori della corruzione rischiano la condanna a 4 anni, ma nel frattempo al signor Rossi, come premio per la sua onestà, è stato l’unico del consiglio d’amministrazione dell’Amiat a cui non hanno rinnovato l’incarico. Inoltre al processo dovrà anticipare le spese legali di tasca propria. Nonostante l’arresto dei quattro che gli proposero la tangente, l’azienda pubblica per cui lavorava rifiutò di costituirsi parte civile nei confronti dei corruttori. Lo farà, costretta dal Comune di Torino dopo che il caso è stato sollevato dalla trasmissione Report di Raitre.

Il movimento dei signorirossi nasce proprio con l’avvio del processo e dopo che 50.000 cittadini hanno aderito all’appello di Marco Travaglio che ha convinto il Comune del capoluogo piemontese ad anticipare le spese processuali e a costituirsi esso stesso parte civile. Tra le iniziative del movimento vi è l’assistenza tecnica, psicologica e legale per le vittime di questo tipo di malversazioni. Del team di consulenti fanno parte 9 avvocati di Milano, Torino, Napoli, Bologna e Viareggio; due esperti amministrativi e due psicologhe torinesi. E nella bacheca di SOS corruzione hanno cominciato ad arrivare le segnalazioni dei cittadini. C’è quella di Emilio che denuncia un dirigente pubblico che si è fatto casa con i mattoni delle case popolari; c’è Barbara che assieme ad altri 60 giovani architetti da 11 anni segnala che i tecnici statali impongono alle imprese edili l’acquisto di prodotti di un’unica marca; c’è Roberto che ha perso il posto di guardia giurata dopo aver denunciato i suoi colleghi che truffavano un’azienda.

17
nov
11

Poveri bambini italiani

Poveri bambini italiani! Che brutto Paese

Tempi duri per chi aveva in animo di comprare per il bebè questa carrozzina con scocca in legno, manico in pelle, pizzo, perle e boccioli di rosa in raso al modico prezzo di 2.500 euro. La crisi non guarda in faccia nessuno, soprattutto i figli di tantissime famiglie che hanno perso il lavoro. 20 novembre Giornata mondiale dell’infanzia. Per la prima volta dal dopoguerra, pensando all’infanzia derelitta, non guardiamo all’Africa o al terzo mondo in genere, ma all’Italia. Il secondo Atlante dell’Infanzia a rischio diffuso dall’associazione Save the Children spiega infatti quanto siano peggiorate le condizioni di vita dei bambini in Italia.

Dei 10 milioni 229 mila minorenni in Italia, quelli che vivono in povertà sono 1.876.000 e il Sud diventa sempre più povero del Centro Nord.

Come evidenzia l’associazione, crisi e assenza di specifiche politiche giovanili, mettono a rischio la sopravvivenza di tanti bambini e adolescenti. Chi sta maggiormente pagando il prezzo della recessione, sono le famiglie con minori: negli ultimi anni la percentuale delle famiglie a basso reddito con 1 minore è aumentata dell’1,8%, e tre volte tanto (5,7%) quella di chi ha 2 o più figli.

Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia dice: Oggi i nostri minori fanno i conti con la povertà, la scarsità di servizi per l’infanzia, le città inquinate, stili di vita insani che conducono all’obesità. Problemi che l’attuale crisi economica rischia di amplificare se non si invertirà immediatamente la rotta mettendo l’infanzia e adolescenza tra le priorità delle scelte politiche-economiche di un paese che finora ha sempre investito molto nelle pensioni e molto poco per aiutare i minori, i giovani e le famiglie con figli.

L’Italia è il primo paese al mondo in cui gli anziani sono maggioranza e le città sono affollate di over 65, con le sole eccezioni delle province di Napoli, Caserta, Barletta-Andria-Trani.
I minori di origine straniera sono quasi 1 milione di cui 572.000 sono bambini e ragazzi nati in Italia. La regione in cui nascono più stranieri è l’Emilia Romagna (23%). A questi italiani di genitori stranieri la legge riconosce la cittadinanza e i diritti civili solo al compimento dei 18 anni. Un minore su 2 figlio di stranieri vive oggi in famiglie a basso reddito; inoltre nelle superiori i bocciati stranieri sono il doppio degli italiani.

Il 24,4% dei minori in Italia è a rischio povertà (uno su 4). Sono 653.000 i bambini e i ragazzi in povertà assoluta. 2 minori su 3 vivono in povertà relativa. Più di 1 minore su 2 in povertà assoluta, vive nel Mezzogiorno. La regione che ospita il maggior numero di minori poveri è la Sicilia con il 44,2% dei minori, seguita da Campania (31,9%) e Basilicata (31,1%) mentre Lombardia (7,3%), Emilia Romagna (7,5%) e Veneto (8,6%) sono le regioni con la percentuale inferiore di minori in povertà relativa. Per quanto riguarda i bambini in povertà assoluta anch’essi si concentrano nel Sud Italia dove rappresentano il 9,3% di tutta la popolazione minorile. Nel Nord Est ben il 7% delle famiglie con minori dichiara di aver difficoltà a fare un pasto adeguato almeno ogni 2 giorni e al Sud il 14,7% delle famiglie con minori non ha avuto soldi per cure mediche almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

Save the Children inoltre rileva che le città italiane sono sempre meno a misura di bambino, per via del tasso di motorizzazione altissimo, con una media di 3/4 macchine ogni minorenne. Poi c’è la cementificazione: si stima che ogni giorno in Italia sparisca una superficie di circa 130 ettari. In testa alla classifica per cementificazione i comuni di Roma e Venezia, seguite da Napoli e Milano (dove la superficie edificata ha già inglobato i due terzi del territorio comunale). Ciò fa sì che i bambini giochino sempre meno all’aperto: nel Nord e al Centro 2 bambini su 3 giocano nei giardini pubblici, ma al Sud i giardini pubblici sono praticabili dal 16% dei minori che giocano molto in strada (il 12,2%). In Campania solo 1 bambino su 100 gioca nei prati (20 su 100 nel Veneto). Poi le città sono sempre più inquinate: per 140 giorni all’anno Ancona supera i livelli limite di particolato; Torino per 131 giorni e Siracusa per 116, mentre Matera e Nuoro sono le più virtuose con 1 solo giorno di sforamento del limite all’anno.

Lo studio evidenzia anche l’aumento dell’obesità infantile: i bambini italiani sovrappeso sono 1 milione e 100.000, 400.000 dei quali risultano obesi: la regione con più bambini obesi è la Campania (20,6% nella fascia di età della terza elementare), seguita da Calabria (15,4%) e Puglia (13,6%) a fronte del 9,2% della media nazionale.
I giovani tra i 16 e i 24 anni che hanno conseguito soltanto la licenza media sono 1 milione. L’abbandono degli studi è più frequente in Sicilia (26%), Sardegna (23,9%), Puglia (23,4%), Campania (23%), ma anche a Bolzano (22,5%) e in Valle D’Aosta (21,2%).

Rispetto alla disponibilità di asili nido: se le cose vanno bene in Emilia Romagna dove possono usufruirne il 29,5% dei bimbi tra 0 e 2 anni, in Umbria (27,7%), Valle D’Aosta (25,4%), la situazione peggiora in Campania dove solo il 2,7% dei bambini è preso in carico dai nidi pubblici.

Basterebbe il 7% dei 29 miliardi di euro ancora non impegnati per creare 100.000 nuovi posti in asilo nido o strutture educative per l’infanzia nel Sud dice Valerio Neri.

10
nov
11

Crisi e cavie umane

Dopo i topi le cavie umane italiane

Il video tratto dalla trasmissione Agorà di Rai 3, racconta il pellegrinaggio di una cavia umana (in questo caso il giornalista Federico Ruffo che ha portato con sè delle microcamere) in una delle tre cliniche svizzere (Canton Ticino) che pagano lautamente per testare nuovi farmaci su individui consenzienti. E’ un lavoro che gli svizzeri non vogliono fare, si vergognano, e quindi lo fanno gli italiani che hanno più bisogno di soldi. La paga è buona: mediamente 1.200 euro per 6 giorni di ricovero. Sono i segni del nostro tempo, che devono far riflettere.  Questi nostri emigranti temporanei, tanti a quanto vede l’inviato, scelgono un lavoro facile e ben pagato, ma mettono a repentaglio la loro salute. Per sopravvivere. Quando i topi non bastano più, arrivano gli esseri umani.

09
nov
11

L’Aquila dimenticata

Terremotati e pure tassati

In questa bella Italia dove tutto, ma proprio tutto crolla, nessuno si è più chiesto come stanno i campeggiatori del fine settimana de l’Aquila, a due anni dal terremoto. Video intervista del presidente del Consiglio Berlusconi a una tv tedesca N-TV e video della mobilitazione sulle tasse retroattive chieste ai terremotati e sul comitato per la ricostruzione, guidata dal sindaco de L’Aquila.

28
ott
11

Sigarette radioattive

Sigarette radioattive

Chi, sano di mente, ogni giorno correggerebbe il caffè un po’ di cianuro o di arsenico? Chi respirerebbe a pieni polmoni in un’autorimessa con le automobili in movimento? Chi per abbronzarsi si spalmerebbe catrame sulla pelle? Senza pensarci i fumatori lo fanno continuamente. Fumare una sigaretta significa immettere nell’organismo una cinquantina di sostanze tossiche, cancerogene e perfino radioattive. I fumatori non possono più dire di non saperlo e di non sapere che stanno avvelenando anche chi, vicino a loro, assume a sua insaputa queste sostanze col fumo passivo. Finora però non si sapeva che tra le porcherie aspirate c’è anche il Polonio 210, radioattivo e sempre presente sulle foglie del tabacco; sostanza che impiega 4 mesi a dimezzarsi. La denuncia viene dai ricercatori dell’Università di Los Angeles. E fumare 30 sigarette al giorno, per il contenuto radioattivo che contengono, equivale a sottoporsi in un anno a 300 radiografie al torace.

La presenza del Polonio sulle foglie di tabacco è conosciuta fin dal 1980 quando venne predisposta una tecnica di trattamento del tabacco per rendere non più radioattive le sigarette; tecnica che però non è mai stata applicata su scala industriale perché avrebbe prodotto la modificazione chimica della nicotina riducendo in particolare l’effetto di gratificazione che provoca dipendenza. Come avrebbe potuto, la potente lobby delle sigarette perdere la caratteristica peculiare del suo prodotto? Una sigaretta che non è più droga e che non crea più dipendenza, significa crollo a picco delle vendite. Quindi meglio tacere su questa ennesima sostanza nociva e lasciare che la statistica continui a parlare di 120 morti in più all’anno per cancro al polmone ogni 1.000 fumatori abituali. Tanto ci si lava le mani col detto: Uomo avvisato mezzo salvato (i pacchetti di sigarette ne indicano la pericolosità). E poi queste statistiche non hanno mai spaventato nessuno. In Italia i fumatori sono almeno 11 milioni e 100.000 e nel 2010 hanno fumato 891.000 tonnellate di sigarette, una media di 8 kg a testa.

Ed ecco i danni provocati dalle più pericolose tra le 4.000 sostanze che compongono la nicotina: il monossido di carbonio ostacola l’azione dei muscoli e del cervello, l’arsenico e i derivati del cianuro sono veleni, l’acetone, è il prodotto tossico (se respirato) che le donne usano per togliere lo smalto dalle unghie, la formaldeide è un gas irritante impiegato dalle industrie nella lavorazione di stoffe, carta, legno, mobili e coloranti, il catrame che si deposita nei bronchi e nei polmoni è cancerogeno, l’ammoniaca è un gas tossico. La sigaretta contiene anche additivi chimici come l’acido silicico, carbonico, acetico, formico, benzoico, il diossido di titanio e altri elementi chimici dannosi alla salute, irritanti, tossici, cancerogeni. Chi fuma avvelena anche te, digli di smettere.

26
ago
11

Calderoli & disabili

Assegno di accompagnamento? Tagliare!

Dal blog FRANCAMENTE sul sito http://www.vita.it/ dell’amico Franco Bomprezzi, giornalista di gran cuore, col suo consenso rubo queste sue amare considerazioni.

 

Vedove e disabili salveranno il Paese? Roberto Calderoli, Ministro per la “semplificazione”: bisogna andare ad interessarsi delle pensioni di chi non ha mai lavorato. Penso, ad esempio, a chi ha pensioni di reversibilità eccessivamente alte e a chi prende accompagnamenti, che oggi vengono dati indistintamente a tutti, senza che vi siano limiti legati al proprio reddito.” (Rimini, 25 agosto 2011).

Chiedo le dimissioni di questo ministro, chiedo che se ne vada, che tolga il disturbo, che smetta di parlare e di ridere sguaiatamente in televisione, di inondarci di idiozie spacciate per pensiero politico, di intervenire su materie che non conosce, di occupare inutilmente un posto di grande responsabilità pubblica, ben remunerato. Chiedo che il Presidente della Repubblica abbia un nuovo sobbalzo di dignità e intervenga subito, lui che vuole il massimo di coesione sociale e politica, invitando il suddetto individuo a lasciare il Governo senza passare dal via. Non sono indignato, sono allibito, offeso, allarmato, deriso, insultato da un esponente di spicco della Lega, e temo che il suo potere oggi sia tale da condurre a nefaste conseguenze per tutti noi.

Per non toccare pensioni, partite Iva, redditi elevati, ecco la trovata geniale, degna di questo cervello strappato alla Padania e trasportato inutilmente in Parlamento: “interessarsi di chi non ha mai lavorato”. Avremmo qualche suggerimento al riguardo, ma non pensiamo quello che pensa Lui, degno compare del capogruppo Reguzzoni, quello che è stato capace di confondere l’intera spesa per le provvidenze destinate agli invalidi civili con il monte di denaro che andrebbe ai “falsi invalidi”. Non possiamo accettare di essere in mano a questi personaggi, totalmente “inabili”, loro sì, a governare il Paese.

La misura è davvero colma e ancora troppo educata è la risposta – ferma e civile – che ha elaborato la Fish, la Federazione Italiana per il Superamento dell’handicap. Ne leggiamo e ne condividiamo un passaggio: “Pur di non cedere sulle pensioni, sulla lotta all’evasione fiscale, sulla tassazione sui grandi patrimoni, la Lega se la prende con le vedove e con le persone con grave disabilità. La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale, riconosciuta ai superstiti dei lavoratori a determinate situazioni, già restrittive. Fra i beneficiari ci sono anche i figli inabili non in grado di lavorare e mantenersi da soli dopo la morte dei genitori. “Quanto meno singolare – commenta Pietro Barbieri, presidente della FISH – che i ‘diritti acquisiti’ vengano tirati in ballo solo per i vitalizi degli ex parlamentari e non valgano per gli altri Cittadini.” La FISH giudica pesantemente anche lo stigma – l’ennesimo – verso chi “non ha mai lavorato. Si dimentica che il lavoro è anche un diritto, troppo spesso precluso alle donne madri e mogli o alle persone con disabilità. Ma il bersaglio grosso è sicuramente l’indennità di accompagnamento: per l’ennesima volta si propone di legarne l’erogazione al reddito, dimenticando che si tratta dell’unica prestazione (450 euro al mese) riconosciuta alle persone con gravissima disabilità. Limitarla significa colpire direttamente le persone e le loro famiglie a cui lo Stato non riconosce altri supporti economici e materiali”.

Il guaio è che con ogni probabilità una proposta imbecille e vigliacca come quella di Calderoli rischia di entrare nel maxiemendamento del Governo. Io, giornalista a rotelle, pacifico e non violento, sento che gli argini della pazienza si stanno sgretolando, e sono convinto che di fronte a una vergogna colossale e irresponsabile non potremo limitarci alle parole. Nessuno può chiamarsi fuori, o far finta di non capire.




Biografia

LAVORO
Giornalista
Collaboro col Corriere
e con riviste nazionali
Uffici stampa
Testi per aziende
Documentari
Web
Biografie
Pubblicità
Ricerche storiche
e genealogiche

HOBBY
Scrivere e fotografare

Categorie

Archivi

VISITATORI

  • 238,811 da settembre 2006

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.