Archivio per la categoria 'TECNOLOGIA'

28
Apr
09

Influenza

tosseUn colpo di tosse “spara” distante 2 metri

In questi giorni si parla molto dell’influenza suina del Messico (ora chiamata Nuova influenza), il cui contagio avviene come per le comuni influenze attraverso l’emissione di bacilli che passano da persona a persona. Ma abbiamo presente a che velocità viaggiano i germi che emettiamo (se non li freniamo con la mano davanti alla bocca) con un solo sternuto? Come ben si vede nella foto sopra, un colpo di tosse (che esercita meno pressione di uno sternuto) muove vorticosamente l’aria per due metri oltre la nostra bocca. Quindi se siamo influenzati, i bacilli entrano rapidamente nelle vie aeree di chi ci sta vicino. Ecco perché è importante riparare sempre la bocca prima di tossire o sternutire e perché in presenza di epidemie è bene usare la mascherina che protegge naso e bocca. Queste foto e il video sono stati realizzati col sistema Schlieren o della Strioscopia. Attraverso questa tecnica fotografica (oggi anche video), è possibile vedere l’invisibile, secondo lo stesso principio dei miraggi. Il metodo inventato nel 1864 da August Toepler, consente di visualizzare le turbolenze determinate nell’aria (ma anche nei fluidi) quando essa viene compressa dal passaggio di un solido. fonQuesto passaggio determina una modifica della densità dell’aria (o dei fluidi) e anche il modo in cui essa si fa attraversare dalla luce. Così possiamo vedere quanta aria assorbe il naso di un cane che annusa, avere la percezione di quanto gas sprigiona l’apertura di una bottiglia di aranciata e quante turbolenze nell’aria crei un fon in azione.

L’effetto visivo funziona in questo modo: usando un opportuno filtro ottico si minimizza in un’immagine la luce non deviata dal fluido in movimento, ossia i raggi luminosi che arrivano all’osservatore con una componente continua (sempre allo stesso modo). Vengono invece catturati e messi in evidenza i raggi deviati dal fluido che arrivano alla videocamera con una variazione di fase. Nella foto le strisce luminose o scure che appaiono corrispondono a zone di turbolenza del fluido in cui la densità è minore o maggiore. In pratica questo procedimento elimina continuamente l’immagine di sfondo generata dalla luce che, attraversando il fluido immobile, arriva all’osservatore sempre con le stesse caratteristiche; si evidenziano invece solo i raggi luminosi continuamente deviati dalla turbolenza e dall’oggetto in movimento, che appaiono quindi differenti nell’immagine.


03
Dic
08

Clonazione

230px-neanderthal_childIntanto il mammuth, poi rinascerà anche

l’uomo primitivo

Ci siamo. Il giorno in cui un tg ci mostrerà un neonato dicendo “Questo è il figlio di una coppia vissuta 30.000 anni fa” è vicino. Magari non proprio in questi termini, ma più precisamente la notizia potrebbe essere: “Questo bimbo è nato da una femmina di scimpanzé e porta in sé il Dna di un uomo primitivo vissuto 30.000 anni fa”.

La quasi certezza di questa ipotesi viene dagli Stati Uniti e precisamente dall’Università della Pennsylvania, dove Stephan Shuster e Webb Miller hanno usato i peli di due mammuth lanosi vissuti uno 20.000 e l’altro 60.000 anni or sono, per decifrare la sequenza di 3 miliardi e 300 milioni di basi del Dna del progenitore dell’elefante, il cui genoma era probabilmente composto da 4 miliardi di basi. Ad aver consentito la ricostruzione del 70% del patrimonio genetico del mammuth è stato l’impiego di due nuove macchine codificatrici. Il secondo passo potrebbe essere quello di intervenire su una moderna elefantessa a cui impiantare il patrimonio genetico dell’antico animale, facendola partorire un cucciolotto di mammuth lanoso, al costo di 10 milioni di dollari.

Per arrivare a clonare l’uomo preistorico, al di là di inevitabili freni di carattere morale, forse basterà la stessa cifra. In fondo i geni dello scimpanzé e i nostri sono per il 98% simili.

15
Nov
08

Un pianeta extrasolare

fomalhaut_hst_lab800

Foto del primo pianeta extrasolare

Caldo, gassoso e con un anno di 318.280 giorni

Fomalhaut b. Un nome orrendo per la scoperta astronomica che apre il millennio. E’ il primo pianeta fotografato al di fuori del nostro sistema solare. Per arrivarci, viaggiando alla velocità della luce (circa 300.000 km al secondo) ci vogliono 25 anni; ma il telescopio Hubble della Nasa che orbita attorno alla Terra a 600 km di altezza, ci ha messo 7 anni a scovarlo quando si è orientato verso la costellazione del Pesce australe, vicino a Fomalhaut, un Sole giovane che ha soltanto 200 milioni di anni e brilla 16 volte più del nostro. Il risultato della ricerca è del prof. Paul Kalas dell’Università californiana di Berkeley. Anche se appare solo un puntino giallo che si perde di fronte alla massa della sua stella di riferimento, si tratta di un pianeta grande forse tre volte Giove; è gassoso e caldo e pare dotato di anelli come Saturno. Un anno su Fomalhaut b. è lungo da passare: dura infatti 872 dei nostri. E’ il primo pianeta extra sistema solare in assoluto ad essere stato fotografato, mentre di altri 300 gli astronomi hanno solo la percezione dell’esistenza per via di anomalie registrate da parte delle rispettive stelle madri. A questo punto gli scienziati ipotizzano che, più distanziato dal Sole Fomalhaut, vi possa essere anche un pianeta ospitale come la Terra. Per scoprirlo bisognerà attendere l’invio di James Webb Space Telescope, il “figlio” di Hubble che sarà lanciato in orbita nel 2013, 23 anni dopo il suo grande papà. (foto NASA)

11
Gen
08

L’auto economica è possibile

tatanano.jpg

 

La nana del Bengala

E dopo il computer portatile a manovella di Nicholas Negroponte che costa quanto un paio di scarpe o un viaggio in taxi da Milano all’aeroporto di Malpensa (70 euro), ecco l’automobile più economica del mondo: solo 1.700 euro, quanto 17 ricariche del cellulare! La lezione sul risparmio possibile arriva dall’India, non da una piccola carrozzeria del Punjab, ma dal colosso industriale dell’automobile Tata, che fa parte del gruppo dell’omonimo imprenditore, comprendente 93 società e 220.000 dipendenti (16 miliardi di euro il fatturato). La stessa casa automobilistica che ha annunciato la produzione nel 2008 della sua prima auto che non andrà a combustibile, ma ad aria compressa.

Il paragone con casa nostra è d’obbligo, anche se da noi non vi sono modelli di mini-auto omologabili alla nuova Tata Nano: 30 cv e 624 cc. E anche se il gruppo Fiat è ben più potente del gruppo Tata, dato che prevede di raggiungere nel 2010 i 67 miliardi di euro di fatturato.

Dunque costruire una citycar che costa così poco si può. Certo, diranno molti, in India un operaio specializzato porta a casa 141 euro al mese contro i 1.000 del suo omologo italiano di 5° livello e laggiù i costi contributivi sono enormemente più bassi… E poi questa Nano che viene prodotta nello stato del Bengala, non è dotata di tanti servizi a cui l’automobilista italiano difficilmente rinuncerebbe: aria condizionata, finestrini elettrici, air bag.

Però è, a tutti gli effetti, una 5 posti, 4 porte, dalla linea morbida e moderna e viaggia a un massimo di 80 km/h, anche se non risponde ai requisiti di sicurezza e antinquinamento europei. Ma soprattutto costa e consuma pochissimo, fa 20 km con un litro: tant’è.

Dunque se sarebbe scorretto paragonare la Nano alla nuova Cinquecento (che costa minimo 10.500 euro), meglio sarebbe confrontarla con l’ultima Smart Fortwo (61 cv) lunga 269 cm (contro i 350 della Nano). Ma la Smart costa 16.900 euro circa, ossia dieci volte più della Tata. Solo per il costo della mano d’opera e per i suoi optional?

La Nano sarà inizialmente venduta nei paesi poveri, così come la laptop di Negroponte: dall’India all’Africa, dall’America Latina al Sud Est Asiatico. Un modo per dare un’auto a chi non può permettersi i nostri lussi, un invito ai ricchi a scendere sul terreno di una concorrenza possibile. Immaginiamo quando sbarcherà in Italia… Ne saremo invasi. Una macchinetta che costa metà di uno scooter 125! C’è da aspettarsi che questo farebbe un gran bene ai prezzi di casa nostra.

09
Giu
07

Luce senza fili

tecnologiaLampadina

Luce senza fili

In presenza di campi magnetici il neon si accende da solo, basta tenerlo in mano. Non si sapeva ancora che anche una normale lampadina si accende così… senza fili. A scoprirlo sono stati alcuni ricercatori del Mit (Massachuetts Institute of Technology) che hanno collegato alla presa elettrica una spirale di rame (diametro di 60 cm), piazzando un’analoga spirale a due metri di distanza (stesso diametro), collegata ad una lampadina da 60 watt. E la lampadina magicamente si è accesa. Grazie al campo magnetico. Il fenomeno è stato riscontrato anche in presenza di ostacoli.

Il segreto sta nella frequenza magnetica che si crea (fra 1 e 10 Megahertz) e che è uguale tra trasmettitore e ricevente. A quanto pare il principio è simile a quello usato per i telepass autostradali. Un’applicazione pratica? Difficile a dirsi, anche perché tali spirali risultano molto grandi e difficilmente miniaturizzabili. E poi la dispersione energetica è pari al 45%. Eventuali problemi per la salute in presenza di campi elettromagnetici?

15
Mag
07

Proteine in musica

tecnologiaproteina

Proteine in musica

Probabilmente Mozart si è già rivoltato nella tomba per la “licenza musicale” che si sono presi alcuni biologi dell’Università della California che hanno messo in musica niente meno che le proteine. Come hanno fatto? Trasformando in note le sequenze degli aminoacidi che formano le proteine. Usando 13 note di due ottave i ricercatori Rie Takahashi e Jeffrey H.Miller con la collaborazione di Frank Pettit hanno dato voce ai 20 aminoacidi che compongono le proteine, con tanto di pause e ritmi. Uno dei 17 brani che si possono ascoltare al pianoforte sul sito www.mimg.ucla.edu/faculty/miller_jh/gene2music/examples.html riguarda l’emoglobina. Bisogna dire che l’effetto è piuttosto monotono e ripetitivo, però indubbiamente curioso e originale. (spartito dell’Emoglobina)

20
Dic
06

Telefonino quanto mi costi!

pensieri Cellulari

Telefonino, ma quanto mi costi?!

50.000 euro. Tanto chiede a un ignaro trentenne artigiano bergamasco una compagnia telefonica per avergli concesso di scaricare sul cellulare tre film da Internet. 50.000 euro equivalgono ai 100 milioni delle vecchie lire! E pensare che con 6 euro avrebbe potuto noleggiarli!Fatto sta che il giovane era convinto di poter navigare 24 ore su 24 ad un canone fisso mensile di 35 euro e non sapeva che la sua connessione prevedeva invece che, raggiunto un determinato tetto, avrebbe cominciato a pagare 0,2 centesimi per ogni kbyte scaricato. Così è rimasto connesso per ore ed ore… Ora si è rivolto all’Unione Consumatori. (foto Eduardo Nicolau, Ag. Estado)

07
Nov
06

L’Uomo Mucca

pensieri Mucca

Arriva l’Uomo Mucca 

Ci siamo. Dopo l’uomo lupo, l’Uomo ragno e Elephant Man, arriva l’Uomo mucca. Solo che i primi tre sono frutto della fantasia di scrittori e disegnatori. Per il quarto la cosa è più seria. E’ notizia di oggi la richiesta di autorizzazione di ricercatori britannici, per la creazione (è il caso di dirlo) di un embrione misto: in parte umano in parte bovino.L’obiettivo è usarlo nella ricerca sulle cellule staminali per curale il morbo di Parkinson, quello di Alzheimer e l’ictus. Chi intende realizzare l’ibrido sono alcuni scienziati del King’s College di Londra e del North East England Stem Cell Institute, che pensano di usare le seguenti percentuali di “prodotto”: per il 99,9% materiale genetico umano e per lo 0,1% animale.La palla ora passa all’Autorità per la fertilizzazione umana e l’embriologia (Hfea) che si pronuncerà tra qualche mese. Il progetto prevede di svuotare il nucleo dell’ovulo del bovino (come nei processi di clonazione) sostituendolo con quello di una cellula umana. L‘ovulo verrà quindi fatto sviluppare fino a raggiungere lo stadio di blastocisti. Dopo sei giorni dall’embrione  verranno estratte le staminali, cellule capaci di evolversi in qualsiasi tipo di tessuto umano. Quindi l’embrione verrà distrutto entro 14 giorni.Josephine Quintavalle, direttrice del gruppo Comment on Reproductive Ethics, ha dichiarato: “E’ una cosa ripugnante. E’ il tipo di scienza più folle che si possa immaginare”.




Biografia

LAVORO Giornalista pubblicista, collaboro con quotidiani e riviste nazionali- Uffici stampa- Testi per aziende, documentari, web, biografie, pubblicità- Speaker HOBBY Scrivere e fotografare

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