By roro34

libri Zanolli 

Paura a parte

di Stefano Zanolli

ed. Franco Angeli

euro 14

(Corriere del Veneto 15 ottobre 2006)

“Non passa giorno che qualche collega non mi telefoni per chiedermi se ho qualche aggancio che gli permetta di trovare un lavoro che ha appena perso… Mi chiedo quando toccherà a me telefonare”. Chi parla non è un precario della prima ora, è Sebastiano Zanolli, manager di Diesel Italia, che nel suo terzo libro “Paura a parte” (ama i manuali sul “come fare per cavarsela meglio”) propone le sue ricette per destreggiarsi tra i macro timori (guerre, terrorismo…) e le paure più prossime (famiglia che potrebbe andare a rotoli, lavoro incerto, risparmi a rischio…). Svanite le certezze degli anni ’70, i quarantenni di oggi, affermati dirigenti o professionisti, vivono paure a cui non sono abituati; e i più giovani devono crescerci fianco a fianco.Mostrando propensione per l’ottimismo, salvagente contro la sopraffazione di un destino sempre più incerto, fin dalle prime pagine l’autore trova l’antidoto: “La sicurezza è un’invenzione occidentale e poggia su pilastri poco saldi da sempre”. Vale a dire: niente di nuovo sotto il sole, quindi niente paure irrazionali! E poi “La madre di tutte le paure è l’incertezza”. Zanolli chiede al lettore di capire perché chi ha potere è condannato a mostrarsi sempre sicuro. “Chi pagherebbe un milione di euro l’anno un manager che ammette che a volte nemmeno lui sa uscire dall’impasse?” Eppure il coraggio di dire “non lo so”, non ha solo un potere liberatorio: “Dite ai vostri collaboratori, dipendenti, che non sapete come fare e chiedete come farebbero loro… anche se finora avete sempre avuto ragione voi”. E se perdete il lavoro, suggerisce il manager bassanese, non ostinatevi a volerne uno uguale quasi fosse un diritto divino: anche se siete laureati a pieni voti, mettete in conto di ricominciare puntando su settori alternativi, magari aprendo un bar ai Caraibi.Quindi bando alle sicurezze e apertura alle novità, fuori e dentro di noi. “Quando si è sicuri si smette di studiare”. Il sistema prevedeva la laurea e il posto fisso a vita, ma oggi quel sistema è saltato: come pure le sicurezze della famiglia, degli amici, del partner, del lavoro. Se la paura è una molla che fa andare avanti, può anche far commettere gravi errori. Nel posto di lavoro fa perdere la creatività e crea sfiducia reciproca. Per questo è meglio scovarla in tempo osservando dove si nasconde: nella mancanza di collaborazione e di humor, nel non sapere premiare i successi, nell’assenza di conflitti e di incontri chiarificatori, ad esempio. La paura fa tacere o mentire e questo, riassume Zanolli, fa male all’azienda e a chi sta al suo interno. Se il capo non cerca collaborazione, ma sottomissione, ingenera paura e chiusura. Le buone idee resteranno nel cassetto perché nessuno vorrà rischiare figuracce o anche solo una critica. (www.sebastianozanolli.com) Roberto Brumat  


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