By roro34


gianernesto-zaninAppello del presidente di Federturismo Veneto

”Fate passare la legge regionale quadro”

“Aiutateci ad aiutare l’economia locale!” E’ l’appello che l’imprenditore padovano Gianernesto Zanin, da un anno presidente di Federturismo Veneto (organo di Confindustria che riunisce hotel, villaggi, tour operator, agenzie viaggi e altri), lancia a tutti gli enti locali che promuovono all’estero il turismo in questo momento critico segnato da una brusca frenata del turismo in regione. E aggiunge: “Non sprecare soldi pubblici in inutili iniziative promozionali com’è avvenuto in passato, è un dovere nei confronti dei cittadini, ma anche delle imprese che da tante missioni e fiere in paesi lontani hanno avuto scarsi o nulli ritorni in termini di prenotazioni”.

Nell’agosto scorso nella sola città di Padova, a titolo di esempio, si è avuto un calo di presenze pari al 12,18%), anche se è andata meno peggio nella zona termale (-1,08%); in ogni caso in tutta la provincia i giorni di permanenza media in hotel sono passati dai 4,04 del 2006 ai 3,86 del 2007, ai 3,81 di quest’anno.

“Dobbiamo impedire che il milione di presenze in più registrato nel 2007 nelle nostre città d’arte venete (13.838.483 presenze tra hotel, camping e villaggi) venga vanificato dalla crisi che negli alberghi delle stesse città si è manifestata lo scorso agosto, quando le presenze sono scese dal milione 348.027 del 2007 al milione 218.051. Hanno invece retto bene camping e villaggi turistici, passati da 113.393 a 113.686 presenze”.

Dal suo osservatorio privilegiato (è titolare dell’hotel Plaza, ha presieduto l’APT patavina ed è stato consigliere in Camera di Commercio) Zanin dice di aver assistito a tante belle iniziative, rivelatesi troppo spesso fini a se stesse. E spiega: “Che senso avrebbe organizzare una mostra su Giotto in Australia? Un australiano che si sobbarca un volo da 3200 euro per venire in Italia, prima di vedere la Cappella degli Scrovegni vorrà andare a Roma, Firenze, Venezia… Per Padova non gli resterà tempo. E poi quanti cinesi sono stati colpiti dalla nostra pubblicità al punto da venire a farci visita? Nessuno. Molto meglio allora orientare la promozione verso l’Europa e far sì che, prima di vendere ai Lapponi l’Aida all’Arena di Verona, il Salone di Padova o il teatro Olimpico di Vicenza, esistano dei collegamenti aerei diretti tra Helsinki e Venezia. Altrimenti buttiamo i soldi perché, in presenza di uno scalo a Francoforte, il tour operator sarà tentato di proporre qualche tappa tedesca, rosicchiandoci una fetta di possibili soggiorni”.

Invece di allestire stand portando delegazioni di cuochi- artigiani- amministratori locali e assistenti nelle fiere straniere, Zanin pensa piuttosto al web: “Poche migliaia di euro investite su Internet danno molti più risultati di costose promozioni di nicchia. Mi piacerebbe che la Regione, che tanto fa per il turismo, si impegnasse economicamente solo in 4-5 grandi manifestazioni, contribuendo molto marginalmente ad eventuali altre”.

Come concretizzare queste esigenze? “Il sistema c’è ed è la legge quadro presentata dall’assessore regionale Franco Manzato e ferma in commissione. Una buona legge predisposta da Zaia e condivisa dalla nostra categoria perché risponde alle nuove esigenze di un turismo molto cambiato negli ultimi dieci anni- dice Zanin -Obbedisce alla logica secondo cui la Regione non darà più contributi per compiacere questo o quell’ente, ma piuttosto fornirà le linee guida sulla base del mercato di destinazione e non più del prodotto, creando un gruppo di lavoro che progetta e coordina iniziative ed eventi promozionali su cui investire. Che senso ha, mi chiedo, continuare a organizzare promozioni turistiche legittime, ma prive di un minimo di coordinamento? Enti locali veneti finiscono per visitare gli stessi luoghi e le stesse persone. Con questa legge poi le nostre offerte saranno rivolte direttamente ai tour operator”.

Questo sempre che la legge passi. Zanin teme infatti che le logiche di partito ne impediscano l’approvazione. “Essa ha due grandi vantaggi: fa emergere l’offerta turistica sommersa e avoca alla Regione le direttive in materia. Avremo quindi meno amministratori pubblici in gita per il mondo coi soldi del contribuente”. Con buona pace anche di Brunetta.

Vacanza alternativa a Santo Domingo con tutti i comfort

Una villa lussuosa, con vista sull’oceano Atlantico, per un’indimenticabile vacanza a Puerto Plata, sulla costa nord della Repubblica Dominicana: città poco frequentata dal turismo italiano, ma adatta a chi alle comodità ama associare lo spirito di avventura del vero viaggiatore. Vicini interessanti tour, a partire dal semi sconosciuto (un’ora di auto) a La Isabela, la prima città europea fondata nel continente americano da Cristoforo Colombo, che subito dopo si spostò a Puerto Plata.

Dotata di piscina e cascata, la villa di Costambar ha un ampio giardino con alberi di mango, papaya e banane e si estende su tre piani per un totale di 335 mq. Ha tre camere (9 posti letto) e 5 bagni e viene affittata per 999 Є la settimana, ma per 14 giorni il prezzo scende a 849 la settimana e per 21 giorni si abbassa a 733. Per esigenze diverse o per gruppi più numerosi, c’è anche la possibilità di usufruire dell’appartamento sottostante (85 mq) con due camere, due bagni, sala e cucina da cui si accede alla piscina. L’appartamento (4 posti letto) vale 399 Є la settimana, 720 euro 15 giorni e 999 per 21 giorni; mentre la soluzione complessiva (villa + appartamento) costa per 7 giorni 1.300 Є, 2.340 per 15 e 2.999 euro per 21 giorni.

La spiaggia dista 300 metri, il golf 400, il tennis 250, i negozi 150 e la città 4 km. Realizzata nel 2008, è completamente arredata e rifinita con gusto italiano: pavimenti in marmo, rivestimenti in legno (rovere, ipe, iatoba), travertino, coralina, pizarra. Ampie finestre, due terrazze panoramiche sull’oceano. Ogni camera (con zanzariera) ha il proprio bagno e la cabina armadio.

Altri servizi inclusi nel prezzo sono: tv via cavo, dvd player, internet wi-fi, telefono, due mountain bike, doccia- sauna-bagno turco e vasca idromassaggio, home-fitness, barbecue, lavatrice e pulizia piscina e giardino. L’eventuale impiego della cuoca e domestica per 7 ore di lavoro quotidiano, comporta invece un extra di 100 Є la settimana, ma in questo modo sarà come essere in un hotel a 5 stelle.

Puerto Plata è una città riparata dagli uragani, gode di una temperatura media di 25 gradi da gennaio a febbraio, di 27° da marzo a maggio e da novembre a dicembre, di 28° da aprile a ottobre.

La villa, proprietà di una famiglia italo-domenicana, si trova nel complesso residenziale di Costambar (Costa di ambra) e dista 2 km dal delfinario più grande dei Caraibi (e uno dei maggiori del mondo) e un’ora di auto da Santiago, la seconda città dell’isola.

Il mare cristallino offre molte opportunità: dallo snorkeling alla vela. Da qui si può veleggiare in lungo e in largo lungo la costa e raggiungere l’isolotto di Cayo Paraiso, l’unico atollo della Repubblica Dominicana. Ma vicine sono anche delle sorgenti d’acqua dolce ed è possibile risalire i ruscelli e rinfrescarsi sotto le loro cascate o gettarsi nei bacini naturali (Los 21 charcos). Per gli amanti del surf, a 40 minuti si estende la lunga e ventosa spiaggia di Cabarete, una delle mete mondiali dei surfisti.

Nella città coloniale di Puerto Plata, oltre ai negozietti colorati e ai rumorosi locali, si visitano la fortezza spagnola, il museo dell’ambra e la teleferica che porta sul monte Isabela de Torres, che deve il suo nome a Cristobal Colon, il nostro Cristoforo Colombo. (sisepuede@alice.it)


Nato il Centro prenotazioni Terme di Abano e Montegrotto

abanomontegrottoSì, nuovo concept del booking su misura

In abbinata con veneziaSì, collaudato portale del turismo lagunare con un fatturato di oltre 5 milioni di euro nel secondo anno di attività, nasce abanomontegrottoSì: il Centro di prenotazione ufficiale delle Terme di Abano e Montegrotto. Wecome-desk, portale web e call center: il nuovo, onnicomprensivo concept del servizio di hotel reservation fiorisce nella primavera-estate 2008.

Oltre alla prenotazione alberghiera online, già possibile a partire dalla scorsa primavera sul sito internet www.abanomontegrottosi.it, abanomontegrottoSì è ora anche call center e welcome-desk: lo scorso 20 giugno, ad Abano Terme (Padova), è stato inaugurato il nuovo ufficio di via Pietro d’Abano 18. A tagliare il nastro, sono stati: il presidente di abanomontegrottoSì e del Consorzio Terme Euganee Giuseppe Albertin (in centro nella foto, ndr), il sindaco di Abano Terme Andrea Bronzato, il vicesindaco di Montegrotto Terme Massimo Bordin, il direttore di Turismo Padova Terme Euganee Stefan Marchioro e il presidente di veneziaSì Franco Maschietto. Testimonial dell’evento sono stati gli azzurri del centro sportivo Guardia di Finanza e campioni mondiali di sci Manuela e Manfred Moelgg.

La strategia promozionale e commerciale programmata in stretta collaborazione con veneziaSì prevede una rete di otto desk congiunti (sei a Venezia e due alle Terme, a breve sarà inaugurato un secondo ufficio anche a Montegrotto) dov’è possibile effettuare prenotazioni alberghiere sia nel capoluogo lagunare che nel Bacino Termale Euganeo e sfruttare così i vari pacchetti che propongono offerte combinate tra Venezia e le Terme, due in particolare: “Terme e Arte&Cultura” con soggiorno da lunedì a giovedì nella città lagunare e fine settimana alle Terme, e “Terme ed Eventi”, in occasione di importanti avvenimenti lagunari come Biennale e Mostra del Cinema.

Il piano comprende inoltre investimenti nel web marketing, creazione di nuovi pacchetti turistici congiunti, nuovi materiali pubblicitari e multimediali in co-marketing, newsletter informativa mensile, collaborazione nel campo di formazione, analisi e ricerca nonché partecipazione a fiere ed eventi.

Oltre a veneziaSì e Turismo Padova Terme Euganee, partner di abanomontegrottoSì sono: Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Casinò di Venezia, Telecom Italia.

Soddisfatto del risultato raggiunto finora, Albertin guarda già alla prossima sfida: l’accordo triennale siglato il 30 aprile 2008 da Consorzio Terme Euganee, Associazione Albergatori Termali Abano Montegrotto e Comuni di Abano e Montegrotto Terme con il centro sportivo Guardia di Finanza per promuovere sport e turismo termale.

«Per il Bacino Termale Euganeo – commenta il presidente – è una grande opportunità poter unire il concetto di benessere termale a quello sportivo, che sarà uno dei leitmotiv del riposizionamento del brand delle Terme di Abano e Montegrotto sul mercato turistico». E precisa: «Avere nostri ospiti atleti del calibro degli sciatori Manfred e Manuela Moelgg e Denise Karbon, oppure del canoista plurimedagliato Antonio Rossi o della saltatrice in alto Antonietta Di Martino (Karbon, Rossi e Di Martino faranno visita alle Terme a breve, ndr) è un onore per le nostre Terme, nonché un’occasione per augurare un “in bocca al lupo” a chi sta per andare a Pechino 2008».

abanomontegrottoSì Hotel Reservations

è il Centro prenotazioni ufficiale dell’Associazione Albergatori Termali Abano Montegrotto e del Consorzio Terme Euganee;

è welcome-desk, portale web, call center: una soluzione per la prenotazione alberghiera affidabile, trasparente e radicata nel territorio;

è un servizio di booking su misura adeguato ad ogni tipo di esigenza, un servizio dotato di un’ampia scelta di offerte sempre nuove e vantaggiose, costantemente al passo con l’evoluzione della domanda del mercato turistico, con una gamma completa di soluzioni ricettive da due a cinque Stelle lusso;

dispone di 64 diverse strutture selezionate, ciascuna con all’interno un proprio centro termale di fangoterapia, massaggi, balneoterapia, SPA e piscine di acqua termale, arricchite dalla professionalità degli operatori che caratterizza le Terme Euganee: un luogo di vacanza e cura, benessere e pace, natura e cultura; un paradiso dove l’incanto dei Colli Euganei si sposa alla bellezza dell’arte di Padova, Venezia, Verona e Vicenza.

Call center: +39.049.8666262 Sede welcome-desk: Abano via Pietro D’Abano 18

Orari: Centro prenotazioni di Abano Terme aperto da lunedì a venerdì, ore 9-19; sabato ore 10-17.30.

e-mail: info@abanomontegrottosi.it Portale: www.abanomontegrottosi.it


I sei desk congiunti di veneziaSì si trovano: Sede legale e operativa – Giudecca 211/a, Venezia; Aeroporto Marco Polo Tessera; Rotonda autostradale Romea Marghera; Stazione ferroviaria Venezia Santa Lucia; garage San Marco e garage comunale, piazzale Roma, Venezia.

Le Terme di Abano e Montegrotto vantano: oltre 3 milioni di presenze alberghiere l’anno; oltre 100 hotel, ciascuno dotato di uno stabilimento termale al proprio interno; 20 mila posti letto; 240 piscine termali dove rilassarsi avvolti dal tepore costante di 37°; circa 6 mila addetti altamente qualificati.

In foto da sinistra: Gianni Potti direttore Consorzio Terme Euganee, Manfred Moelgg, Andrea Bronzato sindaco Abano Terme, Giuseppe Albertin presidente abanomontegrottoSì, Manuela Moelgg, Davide Faggion assessore Turismo Comune Abano Terme, Stefan Marchioro direttore Turismo Padova Terme Euganee, Massimo Bordin vicesindaco Montegrotto Terme.

Ufficio Stampa AbanoMontegrotto Morena Trolese press@abanomontegrotto.it 340 3538037

Valencia, tierra del turista

Vi bastano 1.604 ristoranti, il più grande parco marino d’Europa (45.000 pesci), 35 musei, 66 gallerie d’arte, 19 teatri, la fiera più grande di Spagna, il Museo delle Scienze che occupa 4 ettari, uno dei più vasti centri storici europei, le vestigia romane, visigote e musulmane, un aeroporto con collegamenti per Milano, Roma, Venezia, Pisa (da settembre 2007 anche Bologna), un porto che serve 200.000 croceristi all’anno, 20 campi da golf, ottimi collegamenti, 68 km di piste ciclabili (le più lunghe di Spagna), 20 parchi naturali? Questo e molto altri fanno di Valencia, terza città spagnola con 807.000 abitanti, la terra ideale per il turista. Non per niente la città è stata sede nel 2007 della 32^ America’s Cup di vela.

Città cosmopolita, nel 2006 ha ricevuto 1.641.000 turisti, ovvero il 100% in più di quanti ne aveva nel 2000: e tra questi gli italiani sono al primo posto con 92.000 presenze davanti a inglesi, francesi, tedeschi.

Capitale economica e culturale del Mediterraneo tra il 14° e 15° secolo, oggi Valencia presenta il frutto di una modernizzazione recentissima e continua, che ne fa un centro di arte, scienza e svago. Valencia conta quattro monumenti patrimoni dell’Umanità (Unesco): la Lonja de la seda de Valencia, le pitture rupestri, il palmeto Palmeral de Elx che con 200.000 piante è il più grande palmeto europeo e i Misteri d’Elx (dramma sacro-lirico medievale). Tra le curiosità, non mancate di assistere, ogni giovedì alle 12, davanti alla Porta degli Apostoli della Cattedrale, al Tribunal de las Aguas, riunione dei responsabili dei 7 canali che irrigano la Piana Valenciana e che da mille anni continuano a incontrarsi lì ogni giovedì. Ma non mancate soprattutto di vedere in Cattedrale quello che è definito il Santo Graal, il calice dell’ultima cena conservato dal 1437.

Le feste

La Fiera di luglio col grande concorso di bande musicali (seconda metà del mese); la festa del 9 ottobre quando i fidanzati regalano un fazzoletto pieno di confetti e dolci di marzapane chiuso con un anello; Las Fallas (1-19 marzo) festa dei falegnami quando per la città girano giganteschi burattini bruciati la notte del 19 marzo; la Semana Santa Marinara, la festa della Madonna degli abbandonati che la seconda domenica di maggio termina con una pioggia di petali di rosa; il Corpus (Corpus Domini), processione in costume del Trecento con carri allegorici unici in tutta la Spagna. Ma molte altre sono le feste che hanno per ingredienti fuochi e costumi antichi.

Tra le più particolari del mondo, El Misteri d’Elx detta La festa, unica rappresentazione medievale consentita in una chiesa cattolica (il 14 e 15 agosto nella Basilica de la Asuncion de S.Maria d’Elx. Negli anni pari, anche il 29-30 ottobre e il 1° novembre).

E chi alle tradizioni preferisce il divertimento, ha l’imbarazzo della scelta: musica dal vivo, casinò, discoteche, teatri, centri sportivi.

Turismo culturale

Molti gli itinerari proposti: quello medievale, la Valencia marittima, i tour notturni, il Monastero di S.Miguel de los Reyes, la Città delle arti e delle scienze, la città antica. Valencia è tutta da visitar:e a piedi, in bus, in bici, in carrozza o con il più moderno segway (la biga elettrica). E c’è anche un turismo naturalistico, rurale e di montagna oltre che sportivo.

Le grandi attrazioni

Città delle arti e della scienza. Disegnata dall’architetto spagnolo Calatrava, è iper moderna e comprende l’Hemisfèric (cinema Imax di ultima generazione per dare vertiginose sensazioni), Museo delle Scienze Principe Felipe (qui il motto è “Proibito non toccare”), l’Oceanogràfic (parco con flora e fauna dei principali ecosistemi marini del pianeta), Palau de les Arts Reina Sofia (uno dei maggiori spazi artistici del mondo, dedicato a concerti, mostre, danza, teatro) e Terra Mitica (uno dei pochi veri parchi tematici d’Europa, dove si entra nella storia dell’antico Egitto, Grecia, Roma, Spagna e delle isole).

Il mare

Città di mare, Valencia e il suo comprensorio (Comunidad Valenciana, che comprende i centri di Castellon de la Plana, Benidorm e Alicante) conta 632 km di costa: lunghi rettilinei sabbiosi, callette nascoste, rocce che si affacciano su acque limpide.

La cucina

Valenciana è la paella, il piatto che per noi italiani sintetizza la cucina spagnola. Ma ci sono anche All i pebre, la fresca horchata y fartons, i buñuelos al cioccolato e molto altro.

E allora salute! Con un brindisi all’Aqua de Valencia, (succo d’arancia e spumante).

Info: www.turisvalencia.es www.vivevalencia.org turisvalencia@turisvalencia.es

Ufficio turistico spagnolo in Italia: www.turismospagnolo.it tel 02 72004617 – 06 6783106

Ciociaria, Medioevo a portata di mano

Ciociaria fa venire in mente Sophia Loren “La ciociara”, le cioce (calzari in cuoio a punta ricurva), paesini laziali, pecore, il dialetto di Vittorio De Sica, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni. Tutto vero, ma c’è naturalmente molto di più: per esempio una terra che trasuda Medioevo, anzi antichità preromana spalmata qua e là nei paesini arroccati su colli e monti dominanti ampie vallate. “Ciociaria è il grande e solenne Paese che circonda, con solitaria irradiazione di memorie, la divina Roma” scrisse Carducci. Essere vicini alla capitale, dal punto di vista turistico, è un forte handicap che penalizza tutta l’area, dice Carlo Pascucci dell’Apt di Frosinone. Tuttavia chi ha visitato l’Alta Ciociaria non può non restarne affascinato per le bellezze dei luoghi e per il fatto che il tempo sembra essersi fermato sui muri in pietra delle case, nelle chiese, nei palazzi, nei castelli. E la storia passata da queste parti, per le città murate, è storia di papi e imperatori, ma si spinge fino a Cicerone, Giovenale e Caio Mario che nacquero da queste parti… e più indietro fino alle tribù degli Ernici e dei Volsci che lasciarono tracce ben visibili nelle città dei Ciclopi fondate, secondo il mito, dal dio Saturno. Ad Alatri, Anagni, Arce, Arpino, Atina, Ferentino, Veroli, si ammirano le gigantesche mura megalitiche di massi irregolari innalzate nell’800 a.C.. Ad Alatri vi stupirà sapere che la cinta ricalca fedelmente la forma della costellazione dei Gemelli e che le sue misure non sono per nulla casuali, ma riproducono quelle perfette del segmento aureo. E tutto ciò cent’anni prima della nascita di Roma.

Magia, mistero avvolgono soprattutto alcuni luoghi. Il castello di Fumone, da dove da millenni si accendeva un fuoco di paglia bagnata (da cui il nome del luogo) per annunciare ai 40 paesi sottostanti l’arrivo di cavallerie nemiche. Dentro il maniero dei marchesi Longhi de Paolis (acquistato dalla Chiesa nell’anno 962 e visitato annualmente da 30.000 turisti) in cima al bellissimo borgo medievale in cui auto e moto sono bandite, tra busti romani, un dipinto del Tiziano e un bozzetto irriverente canoviano di Paolina Bonaparte, c’è il pezzo forte: l’angusta prigione (3 metri per uno e mezzo) in cui nel 1296 dopo 10 mesi di stenti morì a 86 anni papa Celestino V, lì rinchiuso assieme a due frati dal suo successore Bonifacio VIII. Celestino, già eremita, è l’unico papa ad aver abdicato ed è stato fatto santo due volte. Nel maniero c’è anche il fantasma: un armadio cela un bimbo imbalsamato, forse avvelenato dalle sorelle.

Altro luogo particolare è il palazzo dei papi ad Anagni, residenza di quattro pontefici, ove Bonifacio VIII (nativo del luogo e ideatore nel 1300 del Giubileo) ricevette il cosiddetto “schiaffo di Anagni”, ossia fu fatto prigioniero per tre giorni da nobili filo- francesi e forse per quello choc, una volta tornato libero a Roma, morì 26 giorni dopo. Altra tappa obbligata ad Anagni è la cripta della Cattedrale, a ragione definita “La Cappella Sistina del Medioevo”, dove si raccontano Bibbia e Giudizio universale in modo quasi fumettistico, con affreschi dipinti tra il 1104 e il 1250 e didascalie.

Il borgo medievale di Ferentino cela vari tesori: il carcere ove sotto Diocleziano fu tenuto il centurione romano Ambrogio (poi santo martire), prima della decapitazione fuori della Porta Sanguinaria (che si visita); il terrazzamento dell’Acropoli; il mercato romano coperto ritrovato negli anni ’60 da un celebre abitué del posto, re Gustavo di Svezia; il duomo del 1100 con la pesante “macchina” lignea che ogni 1°maggio sorregge la statua d’argento del santo a cavallo, portata a spalla per il paese da 16 incollatori.

A Veroli, paese che diede a Roma molti legionari della prima fila (quelli che si sacrificavano per primi) c’è un’importante testimonianza romana unica nel suo genere: i Fasti Verulani, calendario marmoreo del I secolo che ricorda come l’Urbe concesse alla città di festeggiare le sue stesse feste. Particolare il fatto che quello appeso nel cortile di casa Reali, riporta tre date assenti negli altri calendari: accanto al giorno fausto del 17 gennaio (matrimonio tra Livia e Augusto) riporta come infausti il 14 gennaio (nascita di Antonio) e il 22 febbraio (morte di Cesare figlio di Agrippa). Nella basilica di Santa Maria Salome un’altra unicità: la Scala Santa, quasi una succursale di quella vaticana: 100 giorni di indulgenza a chi sale in ginocchio i 12 scalini. Veroli ha anche la più antica biblioteca del Lazio meridionale (1773) e un museo di piante officinali. A proposito di piante curative è d’obbligo far tappa alla Certosa di Trisulti e farsi portare da fra’ Domenico a spasso per il chiostro sotto il monte, completamente cosparso di piante medicinali. L’immensa Certosa del 1204, monumento nazionale, racchiude tra l’altro nei locali rinascimentali una preziosa farmacia del 1770 con vasi di Murano dipinti a mano contenenti antiche medicine. Nell’Abbazia di Casamari invece incontriamo l’unica immagine esistente dell’imperatore Federico II, una faccina scolpita su una piccola colonna del chiostro. Lungo le colonne della chiesa in stile gotico-cistercense, ancora visibili le macchie del sudore che i frati- lavoratori lasciarono, appoggiandosi in preghiera, negli anni. Poco più in là la grande Sala del capitolo, classificata come la più bella d’Italia. Il detto “avere voce in capitolo” viene da qui, perché i monaci laici del ‘200 non potevano votare nelle riunioni in queste sale ove si riunivano per leggere un capitolo dei salmi per volta.

L’acqua della salute

Ma il viaggio riserva anche altre sorprese, come le Terme S.Bonifacio di Fiuggi, dove sgorga l’acqua migliore al mondo per depurare i reni e ottima per sciogliere i calcoli. Lo sapevano già Bonifacio VIII che fin dal 1299 faceva portare in botti a Roma “l’acqua della salute”; e Michelangelo che la chiamava “L’acqua che spacca la pietra”. Microbiologicamente pura, essa facilita l’eliminazione dell’acido urico e delle scorie metaboliche e fa fare tanta pipì, come si evince dai 424 bagni disseminati nel parco popolato di fontanelle, scoiattoli e picchi.

Mangiare e dormire

Qualche idea su dove farsi coccolare il palato con maltagliate e fagioli, pollo e agnello alla ciociara, crespelle fritte, sorseggiando ottimi vini locali? Molto scenografica a Fumone la Taverna del barone, che ogni ultimo venerdì sera del mese nelle due antiche locande del borgo organizza cene con coinvolgenti attori in costume e menù rustico. Di opposto tenore Le Colline Ciociare di Acuto, nouvelle cousine e una stella Michelin. Nell’Antico Palazzo Filonardi di Veroli raffinati piatti tipici del posto, come pure ad Anagni al ristorante Lo schiaffo e a Fiuggi a La Torre. Atmosfera di nuovo rustica in Casa Massimi Berucci a Piglio (paese i cui nomi delle vie sono ancora quelli medievali): dove prima della visita all’antica dimora si cena su prenotazione in cantina, attorno alla grande macina. Non essendo un ristorante bisogna chiedere alla gente del posto.

Per regalarsi il massimo “basta” scendere al Grand Hotel Palazzo della Fonte che sovrasta Fiuggi. Un 5 stelle lusso, uno dei primi grand hotel d’Europa, nato nel 1912 a un’ora dal centro di Roma e per questo sede congressuale internazionale. Tra i suoi ospiti di riguardo: Vittorio Emanuele III e regina Elena, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, Re Faruk e la sua corte.

Fitness

Chi ama il relax può anche ricorrere ai massaggi delle Terme di Pompeo a Ferentino, dove ci si rigenera con l’acqua termale; oppure, a Fiuggi, alla nuovissima SPA dell’Hotel Ambasciatori dall’elegante area benessere.

Grande ospitalità

Proverbiale il senso di ospitalità ciociaro. Vi può anche capitare di essere fermati per strada da un’anziana che vi regala due bottiglie del suo vino. A noi è successo a Ferentino.

Info

www.aptfrosinone.com. Foto: Anagni, cattedrale

Atene, Micene, Epidauro in cinque giorni

Da Roma si raggiunge Atene in due ore con un volo low cost della nuova compagnia greca Aegean Airlines. Ma c’è anche un altro modo, più lento e suggestivo, che sa di crociera: in 20 ore, circa metà di quanto impiegano i traghetti per coprire la rotta Ancona- Patrasso, si sbarca nel Peloponneso. E’ quanto abbiamo fatto con l’ammiraglia della flotta Superfast Ferries, che dal ‘95 con i suoi traghetti collega Italia e Grecia. Che l’armatore Panagopulos abbia trasferito qui le sue competenze maturate con i transatlantici balza subito agli occhi: comfort nelle cabine ed estrema pulizia a bordo, eleganza, ricercata ristorazione, ottima stabilità anche con mare agitato, discoteca e molti punti ritrovo per gli 830 passeggeri.

Il tour

Se si hanno 5 giorni a disposizione si può scegliere il tour classico: Atene, Corinto, Epidauro, Micene. La capitale, dove le quotidiane targhe alterne nascondono il fatto che vi trovate in mezzo a 8 milioni di persone, richiama subito il turista sul Partenone, in cima ad uno dei sette colli dominato dal tempio di Atena del 400 a.C. che conservava la statua della dea scolpita di Fidia: tempio in costante restauro da oltre 30 anni come tutta l’ampia Acropoli.

Bellissimi le celebri Cariatidi della loggia dell’Eretteo (le originali si ammirano nell’attiguo museo, danneggiate fin dagli anni Venti dalle prime piogge acide) e il panorama dall’alto dell’immensa città. La si può immaginare nell’età classica, ma poi Jorgos, la guida, ti riporta al tempo della Serenissima quando, per stanare i Turchi, dal porto i cannoni delle galere veneziane distrussero parte del Partenone.

Il turismo “mordi e fuggi” porta al teatro Odeion di Erode Attico e all’Agorà alle pendici dell’Acropoli, cuore pulsante dell’antica capitale, dove nell’anno 50 parlò S.Paolo. Poi di nuovo nei viali di musei e ambasciate, al cambio della guardia davanti al Parlamento dove i soldati vestono il tradizionale gonnellino (una piega per ogni anno di dominazione turca) e scarpe dal pompon nero. E via verso l’Arco di Adriano e lo Stadio delle prime Olimpiade moderne.

Per raggiungere l’Argolide passiamo davanti all’isola di Salamina nel cui specchio d’acqua si svolse nel 480 a.C. la più grande battaglia navale dell’antichità che vide vittoriosa la flotta ateniese su quella persiana di Serse. Siamo di nuovo sopra l’istmo di Corinto proprio mentre si verifica un evento raro: il passaggio di una nave. 6.300 metri per 20 di larghezza e un’acqua profonda 10 permettono dal 1893 di risparmiare 400 km di navigazione a chi dallo Ionio vuol raggiungere il Mar Egeo: opera iniziata, e abbandonata per la morte dell’imperatore, da 6.000 schiavi inviati da Nerone nel 67.

Ed eccoci, dopo stadio, santuario di Esculapio e resti dell’arcaico hotel per pellegrini, al teatro di Epidauro (360 a.C.), gioiello di architettura e acustica: 14.000 posti a sedere, chiuso tra le colline, senza altre opere umane all’orizzonte. In questo che è il teatro antico meglio conservato al mondo, dopo la Callas tutti i grandi della lirica tuttora si cimentano. Oltre al fascino della storia e del luogo si capisce perché salendo al punto più alto, dove si sente perfino il respiro dell’attore.

E poi Micene con la celebre Porta dei leoni, le mura e le tombe megalitiche. Città e paesaggio che ispirarono le grandi tragedie greche e da dove fiorì la civiltà che si rispecchia nelle grandi aree archeologiche di Creta.

Le navi Superfast

Velocità di crociera 28,5 nodi, 209 cabine e 179 cuccette, 90 automezzi, 110 persone di equipaggio, 34 zattere autogonfiabili e 4 grandi barche di salvataggio a autopropulsione. Eleganti cabine climatizzate a 2 o 4 letti con servizi privati, spazio bambini sul ponte più alto (10° piano) con piscina e idromassaggio. Nella zona relax, video, bar, casinò. Sono le uniche navi a disporre di un compattatore ecologico dei rifiuti. Le Superfast hanno la certificazione di qualità ISO 9002 e il codice sicurezza internazionale ISM.

Una pecca? A bordo l’equipaggio parla greco e inglese: nessuno l’italiano.

Un’ospitalità di riguardo

Per trattarsi davvero bene ad Atene è possibile scendere al Divani Caravel Hotel, il raffinato 5 stelle nel centro storico a due passi dal Parco, dalla Galleria Nazionale dal Museo dell’Arte cicladica. Dotato di ogni comfort, con piscina panoramica all’ultimo piano su vista del Partenone, il Divani Caravel è sede di importanti meeting internazionali. Conta 471 camere, 42 suites (2 presidenziali), centro benessere, palestra e molte sale da pranzo e da incontro.

Strada facendo…

Ad Atene per il lunch siamo stati nel centrale e curioso Hard Rock Café dove gli oggetti appartenuti ai grandi musicisti si sprecano.

Per l’immancabile Sirtaki, sosta alla taverna Neos Rigas, mentre per una serata speciale, da Dionissos ai piedi dell’Acropoli.

Sulla via di Micene, da non perdere la cucina tipica alla taverna Omeros, dove in pieno gennaio si pranza all’aperto in maniche di camicia.

Di sera? Tra le tante opzioni, il Can Can, una bouzoukia, locale dove si fa musica greca dal vivo: un mix di tradizione e modernità. Ma la particolarità è il pubblico che balla sui tavoli e lancia garofani agli artisti.

Foto: Teatro di Epidauro


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