Asini in volo su Harward


pensieri Asini

Asini in volo su Harward

Che i “figli di papà” abbiano sempre la strada spianata nella vita, è una regola quasi “aurea”: per lo meno da parte dei genitori che hanno poco a cuore il loro autentico successo come persone e non quello di protagonisti della classe sociale in cui vivono. Capita in tutto il mondo. Così anche negli States, come rivela il libro The Price of Admission di Daniel Golden, uno dei guru del Wall Street Journal vincitore di un Pulitzer per il giornalismo. Ecco allora stazionare nelle mitiche Università americane studenti non proprio esemplari (ma figli di cotanto padre) a scapito di più meritevoli colleghi che, non potendo vantare ascendenze prestigiose non hanno diritto ad accedere agli studi, pur essendosi diplomati a pieni voti.Lo scrittore snocciola dei bei nomi di figli di papà poco brillanti che portano via il posto a studenti modello: quei figli di papà che l’amministrazione americana si ritroverà tra pochi anni come classe dirigente. Ecco allora Lauren Bush, Jessica Spielberg, Vanessa Vadim, Albert Gore … Come hanno fatto ad accedere ai più importanti atenei Usa? Grazie al cognome (la nipote del presidente, le rampolle dei registi, il figlio dell’avversario del presidente…), ma anche per merito di cospicue elargizioni: che, si sa, male non fanno. (foto rb)

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