morti da dopoguerra


pensieri Libano

 

Morti da dopoguerra

Succede ogni volta, all’indomani di una battaglia. I cronisti si affannano a documentare il rispetto della tregua, ma piccoli episodi turbano sempre l’irreale silenzio seguito a tanti giorni di guerra. Si spara qualche colpo… da una parte e dall’altra. E qualcuno cade. Poi si susseguono le versioni ufficiali: immancabilmente opposte. Mi chiedo se qualcuno mai verificherà l’attendibilità delle versioni ufficiali. Non perché le vittime sono di questa o di quella parte, ma perché la realtà della guerra non è mai più reale dei cadaveri lasciati a terra. Stavano per sparare? Stavano sfottendo il nemico in ritirata e sono stati puniti? Non lo sapremo mai. A nessuno importa. Servono solo ad aumentare il numero dei caduti: a far fare bella figura all’una e brutta figura all’altra parte. I bollettini di guerra sono sempre freddi, ma diventano ancor più glaciali quando parlano dei militari, regolari o miliziani che siano: quasi non fossero persone come le altre. E’ una logica anche questa. Disumana, come la guerra. (foto www.italy.indymedia.org).

 

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