Teheran e l’Olocausto


pensieri Bambina polacca

Teheran e l’Olocausto. Pura follia o macabra pubblicità? 

1944. Questa è la 39845. Non è più una bambina, una persona, ma un numero. Quello che le marchieranno a fuoco sul braccio sinistro. E queste sono le sue ultime foto. Foto segnaletiche. Come quelle che la polizia scatta ai criminali. I nazisti la schedarono come “politica polacca”, ricevendola nel campo di concentramento di Auschwitz. Probabilmente questa bambina non è mai diventata una donna. 

Sessantadue anni più tardi. Discutere l’Olocausto. Le autorità iraniane hanno intitolato così la conferenza di oggi e domani a Teheran. Il presidente Almadinejad confonde volutamente gli ebrei sterminati dai nazisti con gli israeliani e quindi la sua passione politica (meglio sarebbe chiamarla odio) lo porta a negare che di Olocausto, nella Germania di Hitler, si sia trattato. Sarà curioso leggere le relazioni per capire quanto di propagandistico ci sia in questa conferenza internazionale e quanto invece gli organizzatori siano davvero convinti che nei campi di sterminio abbiano solo… scherzato. Di fatto l’attenzione del mondo è ora incentrata su questo incontro e quindi anche sulle tesi anti-sioniste espresse dal presidente iraniano. E la cassa di risonanza internazionale ha risuonato anche per una cinquantina di contestatori del regime, che oggi all’Università della capitale, hanno gridato “Morte al dittatore” interrompendo il comizio di Almadinejad. Un fatto nuovo che porterà delle conseguenze. Alla conferenza partecipa una sessantina di revisionisti (di destra ed estrema destra) di tutto il mondo. Presenti anche alcuni rabbini ortodossi, i quali credono nell’autenticità della Shoah, ma sono contrari a che essa venga usata come giustificazione per sopraffare il popolo palestinese. (foto www.liceoberchet.it)

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Una risposta a “Teheran e l’Olocausto

  1. io ho paura di questi moti di riscoperta dell’analisi della violenza di massa, sempre ad opera di un fanatico innalzato al ruolo di moderatore di un dibattito razzista, questa volta dalla parte inversa. Ho paura, siamo riusciti, dico siamo ma non so a chi riferirmi, che la storia ancora non sbaglia: vomita ogni tanto un mostro-geniale che vuole riordinare le cose.
    ciao
    Alex

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