Acconti o prestiti?


Pensieri Monete

Le vere banche etiche siamo tutti noi. Prestiamo i nostri soldi e non pretendiamo interessi 

C’è chi vive dei nostri acconti… tanti acconti. Basta guardare le bollette del gas, per capire quanti soldi anticipiamo a chi gestisce la distribuzione dei servizi. Mi è stato presentato il caso di una signora che per due mesi è rimasta all’estero, quindi non ha consumato riscaldamento. Eppure ha ricevuto una bolletta da 200 euro. Sono gli effetti della “lettura presunta”, che si basa su una stima dei metri cubi di metano consumati nei periodi precedenti e aggiornati in rapporto all’andamento climatico dell’annata. In pratica anticipiamo i consumi previsti di ben quattro mesi.L’azienda confida sul fatto che la gente paga subito per evitare tagli di fornitura, quindi incamera milioni di euro, investe e mantiene i suoi manager. Per intuire la portata dei nostri prestiti basta pensare che le 814 società erogatrici o esercenti il gas in Italia servono oltre 15 milioni di utenze. E sono decisamente pochi quelli che bloccano la bolletta verificando il consumo effettivo e pagando quindi subito soltanto il dovuto. Ma perché se una banca ci presta del denaro pretende da noi un interesse, mentre se noi prestiamo i nostri soldi a chi ci fornisce un servizio nessuno ci riconosce una percentuale? In fondo oltre a garantire all’azienda un’eccezionale liquidità, la facciamo pure risparmiare nell’assunzione di personale necessario alla lettura dei contatori!

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2 risposte a “Acconti o prestiti?

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