Il tramonto del dollaro


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Il tramonto del dollaro

Da sempre il petrolio viene venduto in dollari e dal 1971 (quando Nixon tolse la valuta Usa dal sistema monetario aureo, consentendo al paese di stampare liberamente i biglietti verdi) per comprare energia o per estinguere i propri debiti con il Fondo Monetario Internazionale, tutti i paesi del mondo devono avere in cassa notevoli riserve di dollari. Le transazioni in dollari ovviamente agevolano un solo paese che può controllare il commercio mondiale e sopportare negli acquisti, costi molto bassi. Ma da quando sulla scena mondiale è comparso l’Euro le cose hanno cominciato poco a poco a cambiare. Se n’è accorto, a sue spese, l’Iraq. Dopo la prima guerra del Golfo (probabilmente proprio a causa di questa) Saddam Hussein nel novembre 2000 per primo cominciò a vendere petrolio non più in dollari ma in euro, facendo alzare del 17% il valore della moneta europea, già presente per alcuni scambi russi, asiatici e dell’Africa sub sahariana. Osservatori attenti, e tra questi il giornalista americano William Clark, sostengono che gli Stati Uniti vivono l’euro come una minaccia e che questo sarebbe stato il vero motivo dell’invasione irachena. Non per niente, appena sono riprese le esportazioni petrolifere di Baghdad, si è ripristinato il dollaro come moneta unica di scambio.Ma chi altro rischia di far arrabbiare il governo Bush per colpa dell’euro? L’Iran (secondo produttore Opec) che sta valutando di vendere petrolio in euro, poi l’Indonesia e la Malesia. Curiosamente tutti paesi islamici, quindi ipotetici nemici giurati degli Stati Uniti… quindi possibili obiettivi delle campagne anti-terrorismo.  A seguito di queste manovre il Commissario per l’Energia dell’Unione Europea Lojola de Palacio ha dichiarato che già immagina il prezzo del barile fissato in euro anziché in dollari. L’Iran sta facendo anche di più: ha emesso Eurobond, ha convertito (da dollari) in euro le sue riserve estere e ha iniziato a vendere petrolio all’Europa in euro, incoraggiando i partner asiatici a pagare il greggio iraniano in moneta europea.  Il rafforzamento dell’euro e l’indebolimento del dollaro sono destinati a mutare lo scenario internazionale, aprendo però pericolosi spiragli di guerra (preventiva?) nel momento in cui l’egemonia economica americana risultasse davvero in pericolo. Dice William Clark che il vero tallone d’Achille degli States è proprio il tramonto del dollaro. Però è anche vero che l’imperialismo Usa, oggi tanto fortemente palese e tale da aver fatto nascere un diffuso anti-americanismo nel mondo, può diventare un boomerang per Washington: nel senso che potrebbe convincere molti paesi a preferire davvero l’euro per i loro scambi internazionali. Molto dirà in proposito la Cina, che sta per assumere il ruolo guida nell’ordinamento mondiale e che potrebbe legarsi con una sorta di “patto” con Europa e Russia. (foto rb)

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2 risposte a “Il tramonto del dollaro

  1. Non sarei così pessimista. Sarebbe la fine di tutto. Non credo che qualcuno lo voglia davvero. Non siamo ancora alla guerra per la sopravvivenza. Almeno mi auguro.

  2. Facciamo una ipotesi di fantapolitica.
    la Cina per espandere il suo mercato interno ha bisogno di energia a buon mercato :petrolio.
    Con l’attacco all’Iraq gli USA hanno chiuso il rubinetto che perdeva (vedi vendite a basso costo se non dire regalato ai paesi limitrofi snobbando tutto il sistema OPEC).
    La Cina si sente strangolata e l’unica cosa che può fare è dichiarare guerra al Pakistan alleato degli Americani e invadere l’Iraq.
    L’America risponde in modo blando e la russia dichiara guerra alla Cina.
    Terza guerra mondiale con lancio di missili nucleari fra Cina e Russia.
    Mosca e Pechino vengono distrutte.
    la russia ha un tracollo economico ed esce di scena.
    La Cina con un accordo sottobanco con gli USA
    hanno la strada aperta per invadere l’Europa.
    L’Europa è spazzata via dai cinesi meno che la Gran Bretagna.
    I cinesi si ritirano portandosi via la tecnologia e le fabbriche Europee migliori ( spaziali, Telecomunicazioni ecc…)
    L’Europa non c’è più economicamente (EURO fuorigioco)
    Mercato diviso fra Americani egemoni e Cinesi.
    Ma è proprio fantapolitica?

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