Quante armi ho comprato!


pensieri Armi

 Ognuno di noi spende 133 euro l’anno per le armi

Ogni abitante del pianeta, compreso il neonato del Biafra che sta morendo tra le braccia della madre, a sua insaputa nel 2005 ha speso 133 euro per comperare armi. E’ il preoccupante dato statistico che emerge dal rapporto 2006 dello Stockholm International Peace Research Institute, organismo internazionale che da 40 anni svolge ricerche a favore della pace (www.sipri.org). Nel 2005 nel mondo si sono spesi 860 miliardi di euro in armamenti: il 2,5% del PIL mondiale. Il 3,4% in più dell’anno precedente. Agli Stati Uniti è attribuito l’80% di questo incremento. Gli Usa spendono in armi il 48% del totale mondiale; seguono Gran Bretagna, Francia, Giappone e Cina con il 5% ciascuna. E gli ultimi due paesi stanno aumentando le proprie forniture in ragione di un accresciuto benessere economico.Il 63,3% del ricavo della vendita di armi nel 2005 è andato alle 40 principali industrie americane del settore e il 29,4% alle 36 europee; briciole agli altri. Il 37% del mercato mondiale di armi “lasciato libero” dagli Usa, è così ripartito: Gran Bretagna 12%, Francia 7%, Europa dell’Est 4%, Italia 3%, altri 3%, Giappone e Germania 2%, Russia, India e Israele 1%.Tra il 2001 e il 2005 Russia e Stati Uniti hanno rifornito il 30% delle armi convenzionali presenti sul mercato mondiale. Il 43% delle vendite russe andarono in Cina e il 25% in India. Ufficialmente Europa e Stati Uniti non hanno venduto armi all’Iraq, ma transazioni parallele sono indubbiamente avvenute facendo transitare gli armamenti attraverso paesi terzi, com’è sempre avvenuto durante i conflitti con armi vendute sottobanco al nemico.Nella graduatoria internazionale della vendita di armi convenzionali tra il 2001 e il 2005 l’Italia è al 7° posto ex aequo. Prima la Russia col 31%, secondi gli Usa col 30%, 3^ la Francia col 9%, 4^ la Germania col 6%, 5^ la Gran Bretagna col 4%, 6^ l’Ucraina col 2%, settimi col 2% Canada, Paesi Bassi, Italia e Svezia.Le forniture di armi convenzionali a paesi extra Unione da parte dell’Unione Europea è stata pari al 27% delle forniture mondiali. (foto rb)  

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