Storia di ordinaria giustizia


storiaGhigliottina

Maneggiare con cura dopo l’uso

Alla fine la testa va esibita al pubblico tenendola per i capelli o, in presenza di un calvo, va impugnata per le orecchie. E’ una delle indicazioni pratiche che il boia francese doveva rispettare al termine della decapitazione, quando la testa del ghigliottinato cadeva nel cesto. In molti si sono chiesti (da fine Settecento al 1981 quando la Francia abolì la pena capitale) che pensasse il cervello del decapitato. Nel senso che prima del taglio l’emozione per l’evento finale il cervello richiamava molto sangue e quindi, a testa tagliata, probabilmente restava attivo per alcuni minuti (qualche medico sosteneva 2, altri addirittura 11). Prova è che gli occhi di qualcuno degli sventurati continuavano a roteare dopo la decapitazione. Allora qualcuno, filosoficamente si chiese: il ghigliottinato si rende conto di essere morto? Questione di lana caprina… Di fatto la decapitazione più eccellente fu un fiasco. Quando il 21 gennaio 1793 fu il turno di Luigi XVI, il boia numero uno di Parigi Charles Henry Sanson, forse per l’emozione, posizionò male nel traversino il collo del condannato e quando la lama vi si abbattè non riuscì a tranciarlo di netto. Il re lanciò urla strazianti e morì così con il collo a penzoloni sulla cesta. Andò meglio per la regina Maria Antonietta, la cui ultima parola salendo sul patibolo, a quanto si raccontò, fu “pardon” per aver inavvertitamente pestato il piede del boia. Sanson era però abituato a scene molto più raccapriccianti. Da ragazzo era stato aiutante del boia ufficiale e collaborò quindi per conto di Luigi XV e secondo il barbaro uso regale, a squartare da vivo Damiens l’attentatore del sovrano. Lo squartamento era riservato proprio a chi aveva osato troppo, come minare alla vita del re o dei suoi figli. Consisteva nel legare la vittima per braccia e gambe a quattro cavalli spronati a galoppare in direzioni opposte. Si dice erroneamente che la ghigliottina l’abbia inventata il dottor Joseph Ignace Guillotin che fu tra i primi a praticare le vaccinazioni preventive. Di certo fu il Re Sole a chiedergli di far modificare la lama della già esistente ghigliottina rendendola più obliqua. Il vero costruttore del marchingegno fu il falegname tedesco Schmidt. Sanson, il primo ad usare la ghigliottina, era di lontana origine fiorentina (emigranti di metà Cinquecento). Solo lui e i suoi figli giustiziarono 2.800 persone. Il giorno in cui per sua mano morirono Robespierre e seguaci, pare che Sanson e figli toccarono il poco felice record di 12 esecuzioni in 13 minuti. A quanto pare la sola volta che Charles Henry Sanson si commosse sul patibolo fu quando un suo figlio, inciampandosi mentre mostrava al pubblico l’ennesima testa mozzata, cadde dalla alta forca e morì.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...