Tg2 contro Beppe Grillo


Pensierigrillo

Una Mazzata sul Grillo

Commento al video

http://www.beppegrillo.it/2007/09/informazione_di.html

Preoccupante! Non il “Vaffa” di Grillo (preoccupanti semmai i retroscena che svela), ma questo grido di allarme di un alto responsabile della stampa di Stato italiana (il direttore del tg2), che con accento censor- moralizzatore mette in guardia i telespettatori del suo tg dal rischio di farsi fuorviare dalle male parole di un comico che non ama starsene zitto, oggi più che mai simbolo di chi non ha voce.

Agitare lo spauracchio della possibile violenza “dietro l’angolo”, del nemico da combattere prima che possa nuocere, è uno sport ormai di moda che tutto il mondo ha imparato a vedere a quali drastici effetti può condurre. Ma da sempre attaccare chi osa cantare fuori dal coro è un modo per segnalare che lo si teme. Nella fattispecie mette in evidenza quanto il sistema politico si senta messo alle corde. Durante Tangentopoli, i partiti che si sentivano indifendibili e con le spalle al muro, dopo essersi giustificati con il “tanto lo fanno tutti” si scagliavano contro i magistrati rei di aver scoperto gli altarini della loro dilagante corruzione. Ora si lanciano contro i comici (Grillo è forse il primo, non certo l’unico, assieme ai vari Luttazzi, Guzzanti, Cornacchione ecc ecc.) che si fanno paladini dei diritti dei cittadini. Il paradosso che balza agli occhi e che più spiazza l’italiano onesto è proprio questo: prima accusano di malafede chi mette in galera quanti rubano alla collettività per dare a sé e al proprio partito, cercando di convincerci che i veri delinquenti non sono i ladri dei nostri soldi, ma i giudici che osano processarli. Poi fanno passare per pericoloso sovversivo chi osa mettere in piazza errori e malefatte del Palazzo esprimendo il diffuso parere della gente.

Per carità, va bene così. Guai se non potessimo più scegliere se preferire i timori di Mauro Mazza o le accuse al sistema lanciate nel libro “La casta” dai suoi colleghi Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo! Sotto Stalin, Beppe Grillo sarebbe stato “dimenticato” in un gulag siberiano e sotto Pinochet o Videla sarebbe semplicemente “scivolato” nell’oceano da un aereo militare. Ma certo dà da pensare accorgersi che qualcuno della stampa di Stato si agita così tanto. Significa che il Palazzo dà segnali di irrequietezza, si sente assediato: e quando il potere teme di perdere… potere, allora sì che c’è da preoccuparsi per come reagirà. Ma in fondo il potere è come un virus: per sopravvivere si modifica. Le nuove generazioni politiche (ossia, gli stessi vecchi uomini di sempre) ci fanno credere di essere cambiati, ma hanno solo cambiato sigle e impugnano nuove bandiere. Qualcuno crede che Tangentopoli abbia ucciso le “mazzette”? O che il blocco dell’aumento automatico degli stipendi parlamentari non verrà ri-abolito appena le acque si calmeranno (con un decreto di cui nessuno si accorge, come si usa da noi, approvato la vigilia di Ferragosto?).

Il potere è un cattivo maestro presuntuoso, che non impara mai nulla dai suoi alunni. Ma che brutto clima si respira nella classe in cui gli studenti non osano mai fare domande!

5 risposte a “Tg2 contro Beppe Grillo

  1. Ciao a tutti, sono nuovo del blog… in questo caso ho giusto un commento: “si cambiano le cose per farle restare come stanno”, nella logica gattopardiana più ferrea…

  2. Pienamente d’accordo con Mauro, sottolineo che l’alzata di scudi di questi giorni contro di lui è dettata unicamente dal fatto che Grillo ha mostrato di voler passare dalla provocazione e dall’accusa a qualcosa che ha a che fare con la proposta: alla politica. Quindi per molti diventa un problema in più, un nemico in più.

  3. A Carlo rispondo che, tecnicamente, un telegiornale è un organo di stampa e che la Rai è la televisione pubblica italiana, la sola per cui ci viene richiesto il pagamento di un canone da parte dello Stato. Quindi non ci vedo niente di sbagliato a chiamare i suoi tg “stampa di Stato” (peraltro da sempre lottizzati dai partiti) e i suoi direttori “alti responsabili” di essa, in quanto sopra il direttore di un organo d’informazione c’è solo l’editore. In quanto al dar voce…direri che il fatto che il blog di Grillo sia uno dei più seguiti nel mondo (non solo in Italia) indica qualcosa, come pure che molti si riconoscano nelle sue accuse-provocazioni o battaglie o farneticazioni, come le si vuol definire (in positivo o in negativo). Ricordo che in Parlamento siedono molte persone che di omicidi ne hanno compiuti parecchi e prendendo pure bene la mira, quindi non per imprudenza o fatalità: mi riferisco alle lotte di liberazione, che hanno causato vittime dall’una e dall’altra parte.

  4. Ma come, ci sono Parlamentari che evocano lo spettro di una rivolta armata, che parlano di indipendentismo, che minacciano i magistrati (perchè una pallottola costa poche lire), che trattano gli stessi da dementi e gli italiani da coglioni e ora, inmprovvisamente il TG2 si allarma per le parole di Grillo? Di un comico? Oltretutto Grillo certe cose le ha sempre dette, ma nessuno lo calcolava, ora che ha avuto l’attenzione dei media è diventato pericoloso? Ma fatemi la cortesia, siate seri e fate i giornalisti, non i servi del potere.

  5. non sapevo che mazza fosse un “alto responsabile della stampa di stato”, dacché: la rai non è “di stato” e il tg2 non è “stampa.” grillo poi, nemmeno sapevo desse voce a chi non ce l’ha, dacché: sul suo blog sono centinaia i commenti affatto imparaticci censurati dal guitto. che lui poi faccia il moralizzatore… essendo stato condannato per omicidio colposo (sì, beppe grillo)… se mai antimoralizzatore. pare il duce.

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