Basta carceri


Basta carceri !

Un premier comprensivo con gli evasori fiscali e nemico dichiarato di alcuni giudici, ministri che minacciano la possibilità di mobilitare migliaia di fucili, altri loro colleghi condannati in via definitiva, ma regolarmente seduti in Parlamento; politici eccellenti per cui si fanno leggi ad hoc; detenuti “baciati” dai media, che grazie a televisione e stampa possono godere di enormi sconti di pena; gente che manda in rovina migliaia di famiglie e poi patteggia per non finire in galera dove autori di reati minori marciscono dimenticati; pluriomicidi lasciati a casa; indulti che mandano libere migliaia di pericolosi detenuti; interessi di Stato che prevalgono su quelli dei cittadini; altolocate sentenze che hanno sistematicamente assolto i mafiosi; stragi e strategie della tensione organizzate e gestite addirittura dallo Stato (dai Servizi “deviati”); pluriomicidi condannati all’ergastolo e scarcerati per buona condotta; scippi considerati “priorità sicurezza” nella regione che ha inventato la mafia; clandestini e Rom dipinti come nemico pubblico numero uno. E un governo che oggi vuole imporre il freno alle indagini per la stragrande maggioranza dei reati, omicidio incluso, punendo non gli autori dei reati, ma chi ne intercetta le telefonate e chi le pubblica! E’ una fotografia della giustizia d’Italia, dove ci sono categorie sociali pagate per fissare le regole dell’ordine e della civiltà, che si preoccupano di mettere i bastoni tra le ruote ad altre categorie sociali chiamate a far rispettare gli stessi princìpi; e dove leggi spesso schizofreniche vanificano gli sforzi di chi lavora per farle rispettare.

Se pensiamo che giustizia debba esserci, facciamola rispettare con equità e fermezza. Altrimenti, siccome è palese che qualcosa non funziona in questo meccanismo perverso e che il famoso “buon esempio” che deve venire dall’alto, se arriva arriva dal basso, mi chiedo perché non la smettiamo di perdere tanto tempo inutilmente: mesi e anni di indagini, pedinamenti, intercettazioni, blitz, arresti, processi eterni… Quando l’orientamento comune è quello di perdonare, scarcerare o addirittura non condannare per niente; quando si scopre che poteri forti dello Stato hanno pianificato o quantomeno protetto azioni terribili…

L’insostenibile leggerezza dell’impunibilità

Troviamo il coraggio di dire basta! Basta carcere, tutti a casa! Pensate che risparmio: niente più carceri, agenti di custodia, poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, forestali e vigili urbani, giudici, cancellieri, avvocati, carceri e tribunali. Niente punizione… niente reati. Chiudiamo gli occhi e il mondo cambierà. E tutti vivranno felici e contenti. Senza più regole. Tutti potranno fare quel che vogliono. Un mondo finalmente libero. Certo, con almeno 57 milioni di rivoltelle in circolazione (senza contare mitra, granate e fucili di precisione)… Ma con un grande senso di libertà e con una generale sensazione di onnipotenza che ci farà sentire meno frustrati. In fondo non seguiamo forse sempre il modello americano? Non abbiamo imparando niente dalla Florida dove la legittima difesa preventiva consente di sparare se ci si sente anche solo in pericolo, senza passare più dal giudice? E non viviamo tuttora gli effetti dell’occupazione dell’Iraq a seguito della “guerra preventiva”? Che le armi di distruzione di massa non siano state trovate è un dettaglio; l’ha ribadito Bush nell’intervista esclusiva al direttore del tg1 Riotta: “Tutti sospettavano che Saddam le avesse, quindi… “

Quando la giustizia (sia un tribunale, sia l’Onu) ha le mani legate, tutto è concesso.

Senza più punizioni saremmo più liberi. E poi l’impagabile piacere di sfrecciare ubriachi in centro a cento all’ora e l’indomani guardare in tv l’effetto delle proprie bravate sapendo che tanto non finirai mai dentro… Vuoi mettere?!

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Una risposta a “Basta carceri

  1. Caro Roberto, condivido appieno quanto descritto, con impagabile senso critico, e quanto suggerito, un’utopica ma necessaria via di fuga.

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