Le atomiche in casa


Via le 90 bombe nucleari dal Nordest

Cinque italiani intentano causa al governo Usa

Le 50 bombe atomiche americane custodite nella base Usa di Aviano (Pordenone) possono per ora dormire sonni tranquilli. Un po’ meno i friulani, che le hanno nel loro territorio e i lombardi che nella base aerea di Ghedi (Brescia) ne hanno 40. Ma forse dovrebbero essere ancora più preoccupati i veneti, circondati da 90 ordigni nucleari. Sonni tranquilli perché la causa intentata contro il governo degli Stati Uniti il 22 dicembre 2005 da cinque coraggiosi cittadini di Aviano, soli contro il governo più potente del mondo, ha subìto una battuta d’arresto dovuta a motivi procedurali: al momento è solo un rinvio tecnico deciso l’8 luglio 2008 dalla Corte di Cassazione, chiamata a valutare se il tribunale di Pordenone ha l’autorità per giudicare un caso di questa portata internazionale.

I difensori dei cittadini italiani che chiedono la rimozione degli ordigni nucleari nel rispetto del Trattato di non proliferazione nucleare sottoscritto dal nostro Paese, sottolineano come le agenzie di stampa italiane abbiano prontamente tradotto il rinvio in una sconfitta del fronte “No bombe”: Cassazione: Pg, Base Usa di Aviano non si tocca (Ansa), Atomiche Aviano: Pg Cassazione , su rimozione non decide l’Italia (AGI), Cassazione: Pg, l’Italia non può ordinare la rimozione delle atomiche da Aviano (Adnkronos).

Lisa Clark presidente del comitato Via le bombe, così commenta l’accaduto: Un tipico caso in cui la stampa italiana si affretta a dare le notizie che vuole, o che qualche potere forte vorrebbe far passare, senza premurarsi di riportare correttamente tutti i fatti. Una nota dei legali italiani spiega infatti che nell’udienza dell’8 luglio non è stato affrontato il merito del regolamento di giurisdizione, in quanto il Procuratore Generale ha chiesto un rinvio tecnico procedurale. Ci sarà quindi una nuova udienza in cui si discuterà questo aspetto. Per maggiori informazioni: www.vialebombe.org/causa

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