Il potere del denaro


dollari2La madre di tutte le guerre

jefferson1Credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose di eserciti schierati. Se il popolo americano consentirà alle banche private di controllare l’emissione della moneta, le banche e le corporations che cresceranno attorno ad esse, priveranno la gente delle loro proprietà fino a quando i loro figli si sveglieranno senza una casa nel continente che i loro padri hanno conquistato. (Thomas Jefferson, 1743 – 1826 padre fondatore degli Stati Uniti)

josiah_stamp3Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, consentite loro di continuare a creare moneta e di controllare il credito di una nazione. (Sir Josiah Stamp, 1880 – 1941 direttore della Banca d’Inghilterra negli anni Venti)

Federal Reserve, la più grande banca privata

La Banca Centrale americana non è un ente statale, ma un organismo privato. Che stampa i dollari e li presta con interessi. In spregio a quanto affermava la Costituzione americana, e cioè che solo il Congresso può emettere denaro. Poi, regolando l’offerta della moneta, la FED regola anche il valore di quanto emette: producendo così debito. Ogni dollaro che la Banca Centrale emette, viene da essa prestato applicando un interesse. Quindi ogni dollaro emesso vale un dollaro più una % di debito. Finché la Banca Centrale avrà il monopolio dell’emissione di banconote, prestando ogni dollaro che vale 1 dollaro più una quota di debito, dovrà poi essere in grado di emettere altri dollari per pagare quel debito. Come un cane che si morde la coda: produce continuamente ciò che serve a ripagare ciò che ha appena prodotto. E dato che il nuovo denaro genera nuovo debito, il debito si ingigantisce. Oggi il debito americano è di 3 volte e mezzo il Prodotto interno lordo degli Usa (quello italiano è di una volta e mezzo il PIL italiano).

L’antefatto

A inizio Novecento, a seguito di gravi corruzioni, gli Stati Uniti eliminarono il sistema bancario centrale. All’epoca le banche private americane erano nelle mani delle famiglie Rockefeller, Morgan, Warburg e Rothschild, che cercarono di far approvare una legge per istituire nuovamente la Banca Centrale. Ma per vincere l’opposizione della gente e del governo, serviva un evento forte e convincente. jp_morganCosì J.P. Morgan, guru della finanza, sparse ad arte la voce che una delle principali banche di New York era vicina al fallimento. Si diffuse un’ondata di isteria che contagiò anche altri istituti di credito: nel 1907 i risparmiatori si precipitarono a ritirare i loro soldi e, per far fronte alla domanda di liquidità, le banche cominciarono ad esigere il rimborso dei mutui concessi. Cosa che costrinse molti a vendere le loro proprietà. Iniziarono bancarotte, sequestri di beni e disordine sociale.

Dopo la paura collettiva del 1907 il governo, per far luce su questi fatti, istituì una Commissione d’inchiesta parlamentare, ma a dirigerla fu incaricato il senatore Nelson Aldrich, strettamente legato al sistema bancario. nelson-aldrichIl politico suggerì l’istituzione della Banca Centrale come mezzo per uscire dalla crisi. Nel 1910 sulle isole Jekyll (nome altamente evocativo) in una proprietà dei Morgan si svolse una riunione segreta ai massimi livelli bancari: nacque lì l’atto costitutivo della Federal Reserve, una legge scritta interamente dai banchieri. Per far approvare quella legge contraria al popolo americano e avversata dallo stesso governo, serviva un presidente amico; così nel 1913 furono proprio questi banchieri i maggiori sostenitori di wilsonWoodrow Wilson alle presidenziali. Wilson vinse e, in cambio dell’aiuto ricevuto, due giorni prima di Natale in un clima politico distratto e dopo che era stato assicurato al Congresso che il disegno di legge sarebbe stato discusso solo a gennaio, il neo presidente lo promulgò.

Il deputato Charles A. Lindbergh senior (padre del celebre aviatore) lindberg-con-figlioaveva ammonito: Questa legge istituisce il più gigantesco Cartello del mondo. Quando un presidente firmerà questo disegno di legge, il governo invisibile del Potere del Denaro sarà legittimato. La gente potrà non scoprirlo subito, ma la resa dei conti è rimandata solo di qualche anno. Il peggior crimine legislativo di quest’epoca è stato perpetrato grazie a questo disegno di legge sul sistema bancario.  

mc-fadenE il collega Louis McFadden, a cose fatte, disse: Si è fondato un sistema bancario mondiale, un superStato controllato da banchieri internazionali che agiscono congiuntamente per rendere schiavo il mondo a proprio piacimento. La Fed ha usurpato il governo.

Alcuni anni più tardi fu lo stesso Woodrow Wilson a capire l’errore commesso: La nostra grande nazione è controllata dal suo sistema bancario concentrato in mani private. La crescita della nostra nazione e di tutte le nostre attività è nelle mani di pochi uomini che inevitabilmente cercano di stemperare, ostacolare e distruggere le autentiche libertà economiche. Siamo arrivati a uno dei governi peggio regolamentati e più controllati e dominati del mondo civilizzato. Nessun governo della libera opinione, non più il governo degli ideali e del voto della maggioranza, ma il governo dell’opinione e della coercizione di piccoli gruppi di personaggi dominanti.

Una volta nata la Federal Reserve, si raccontò agli americani che grazie ad essa si sarebbero evitati i pericoli del 1907, l’inflazione e qualsiasi crisi. Ma la Federal Reserve, per quanto sia la Banca Centrale statunitense, di fatto è un istituto privato che non dipende in alcun modo dal governo né è soggetta a sue regolamentazioni: quindi non fa gli interessi della nazione, ma, come ogni società capitalistica che si rispetti, quello dei suoi soci.

Nel 1914 il sempre lucido membro del Congresso Charles Lindbergh spiegò il meccanismo attuato dai banchieri attraverso la “loro” Fed: Per determinare il rialzo dei prezzi, tutto ciò che il Consiglio della Federal Reserve farà, sarà abbassare il tasso di riscontro producendo un’espansione del credito e la salita del prezzo azionario; poi quando i soggetti economici si saranno adattati a queste condizioni, potrà frenare il benessere proveniente dalle loro carriere alzando arbitrariamente il tasso di interesse. Può far sì che il mercato oscilli in maniera morbida tra un’espansione e una contrazione attraverso lievi cambiamenti del tasso di interesse, o causare violenti fluttuazioni attraverso una variazione più marcata. In entrambi i casi avrà informazioni interne sulle condizioni finanziarie e saprà in anticipo del cambiamento imminente, in un verso o nell’altro. questo è il più strano e pericoloso vantaggio mai posto nelle mani di una classe speciale di privilegiati di un qualunque governo mai esistito. Il sistema è privato, condotto col solo scopo di ottenere i più grandi profitti possibili dall’utilizzo di denaro altrui. Essi sanno in anticipo quando creare ondate di panico a proprio vantaggio. Sanno anche quando fermare questo panico. Inflazione e deflazione funzionano entrambe bene per costoro quando vogliono controllare la finanza. 


200px-federal_reserveCome eliminare slealmente la concorrenza

Tra il 1914 e il 1919 la Fed emise il 100% di dollari in più, agevolando molto il credito alle banche più piccole e ai privati. Poi nel 1920 richiamò una gran parte dell’offerta di denaro circolante: così facendo le piccole banche furono costrette a pretendere il rientro dei prestiti da parte dei piccoli risparmiatori indebitati. Furono di nuovo prelievi di massa, crack e panico generale, con la conseguenza che 5.400 piccole banche fallirono facendo consolidare ancora di più il peso delle poche grandi banche che detenevano il potere all’interno della Federal Reserve.

Nel 1921 Charles Lindbergh membro del Congresso degli Stati Uniti, dichiarò: Attraverso il Federal Reserve Act (la costituzione della Fed) il panico viene creato scientificamente; è il primo panico creato così, come un’equazione matematica.

Borsa! Si vince sempre. O quasi

Tra il 1921 e il 1929 la Fed aumentò nuovamente l’offerta di denaro (del 62%) e così piccole banche e famiglie ricorsero di nuovo con vigore ai prestiti. Ma, non contenti, quelli della Fed inventarono il prestito del margine, che permetteva all’investitore di pagare un’azione non al 100% del suo valore, ma solo al 10%: il che, ovviamente, risultava molto conveniente e invitava alla speculazione anche i comuni piccoli risparmiatori. Il restante 90% del valore azionario era il broker a prestarlo all’investitore. Così bastavano 100 $ e si era proprietari (sulla carta) di azioni da 1.000 $. Vi fu un boom di investimenti facili. Ma il trucco c’era e si vide di lì a poco: il restante 90% infatti poteva essere richiesto in qualsiasi momento e andava pagato entro 24 ore! Era questo il significato del termine del margine. Pochi ci fecero caso, sia per eccesso di fiducia, sia perché allettati dal facile guadagno, sia perché convinti di poter far fronte a un futuro rientro.

Il grande affare delle 16.000 banche fallite

Pochi mesi prima del crollo della Borsa dell’ottobre 1929 i boss della finanza Usa, tra cui Rockefeller e Barack uscirono in sordina dal mercato azionario mettendo al sicuro i loro soldi. Quindi i finanziatori di New York che avevano emesso i prestiti del margine, il 24 ottobre 1929 a un preciso ordine di scuderia richiamarono in massa i loro prestiti che andavano pagati entro il giorno seguente. La richiesta contemporanea di enorme liquidità (18.000 milioni di dollari di allora) mandò in fallimento questa volta non 5.400 ma 16.000 piccole banche, che vennero comprate a prezzi stracciati da chi le aveva fatte fallire, oltre a tutte le corporation costrette dalla crisi a svendersi. Qualcuno definì questa operazione la più grande rapina di tutti i tempi. E come se non bastasse, la Federal Reserve che avrebbe a quel punto dovuto immettere nel mercato più dollari per fronteggiare il tracollo, fece l’esatto contrario generando così la più grande crisi di tutti i tempi che ebbe ripercussioni in tutto il mondo e soprattutto nelle aree più povere.

Al deputato McFadden che aveva osato tuonare Questi sono stati eventi provocati scientificamente, fu definitivamente chiusa la bocca prima che potesse avviare il procedimento di impeachment contro i vertici della Fed: lo avvelenarono ad un banchetto.Della crisi del ’29 gli Stati Uniti si ripresero solo nel 1950, ma questo per chi aveva smania di potere, contava ben poco.

Non contento delle immani ricchezze acquisite, nel 1933 il cartello dei banchieri statunitensi decise di impossessarsi di tutto l’oro degli americani. Con la scusa di vincere la depressione, la Fed convinse il presidente Franklin Delano Roosevelt roosevelta procedere alla confisca dell’oro, operazione copiata due anni dopo dal Fascismo, ma con altro obiettivo. Minacciati con 10 anni di galera, i cittadini furono obbligati a consegnare alle casse della Federal Reserve tutti i loro gioielli in oro. Ciò servì ad abolire il controvalore aureo che regola ogni emissione di banconote del mondo. Oggi il valore del dollaro dipende solo da quanti dollari sono in circolazione. Non per niente il fondatore della dinastia bancaria Rothschild, amschel_mayer_rothschildMayer Amschel Rothschild (nato e morto a Francoforte sul Meno 1744-1812) un giorno disse: Datemi il controllo della moneta in circolazione di un Paese e non mi interesserà chi scrive le sue leggi.

Banchieri internazionali

Nei testi dell’epoca, per indicare la potente lobby dei loro connazionali, i politici anti Federal Reserve parlavano di banchieri internazionali. Non avevano tutti i torti, perché, a parte la stirpe di John Davison Rockefeller nato nel 1839 a Richford nel Vermont e J.Piepoint Morgan di Philadelphia, gli altri titolati padri della Fed erano i Rothshild di Francoforte e Paul Warburg di Amburgo, entrambe famiglie ebree. Ma in verità la Banca Centrale americana è nelle mani di 12 banche. Oltre alle Banche Rothschild di Londra e di Berlino, alle Banche Warburg di Amburgo e Amsterdam, vi sono: Lehman Brothers di New York, Lazard Brothers di Parigi, Banca Kuhln Loeb di New York, Banche Israel Moses Seif presenti in Italia, Goldman e Sachs di New York, Chase Manhattan Bank di New York. Di queste si può dire che a parte la Chase Manhattan Bank (risultato di fusioni dall’originaria JpMorgan Chase dell’americano Aaron Burr) e la Kuhl Loeb (fusasi poi nella Lehman Brothers), le altre sono tutte di origine straniera: la Lehman Brothers è nata da una famiglia bavarese, la Lazard Brothers è di origine francese, Israel Moses Seif è di origine altrettanto evidente, la Goldman e Sachs è tedesca, come la Kuhl Loeb dei soci ebrei Abraham Kuhn e Salomon Loeb. Quindi non aveva tutti i torti chi diceva che la finanza americana è in mani straniere.

200px-henry_fordMeno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, altrimenti prima di domani scoppierebbe la rivoluzione. (Henry Ford, 1863 – 1947 fondatore della General Motor Company)

9 risposte a “Il potere del denaro

  1. Pingback: Due chiacchiere immaginarie con J.P. Morgan « Geni in Compresse·

  2. Il fatto che questo sia tutto vero non solo sconvolge…ma fa venire una rabbia impressionante! Permettiamo tutto questo, attappandoci gli occhi o facendo finta di niente!
    Ma che fine hanno fatto i principi e i valori reali dell’uomo? Di questo passo dove arriveremo?
    Pagheremo anche l’aria che respiriamo!!! Noi dobbiamo ribellarci!!!

  3. Direi di sì. C’è anche la “versione italiana” che avevo scritto precedentemente sulla Banca d’Italia. Ciao grazie

  4. Lo farò senz’altro, sto già visitando il tuo blog e noto con piacere che anche a te sta a cuore il discorso; mi sono permesso inoltre di aggiungere un link al tuo sito sul mio modestissimo blog che aggiorno quando gli impegni me lo permettono. A risentirci, Mirko.

  5. In proposito della situazione italiana puoi trovare su questo sito qualcosa di analogo che ho scritto sulla Banca d’Italia

  6. Tutto terribilmente ed incredibilmente vero: le banche centrali sono davvero quelle che governano interi continenti! A volte si dice, fra il serio e il faceto: “ma come fanno? se li stampano i soldi?”
    La risposta e’ si, purtroppo…

    In pratica e’ come se i soldi che noi abbiamo nelle nostre tasche fossero in affitto, non sono davvero i nostri. E in passato, coloro che tentarono di contrastare lo strapotere delle banche centrali (vedesi Kennedy) creando denaro stampato dal Governo, fece una gran brutta fine!

    Sto leggendo dei libri che fanno letteralmente drizzare i capelli sulla testa (tipo Bankenstein di Marco Saba o Schiavi Delle Banche di Maurizio Blondet, e consiglierei certe letture a tutti: si capiscono un mare di cose!

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