Il cuore è altrove


nave-bnL’Italia era un paese buono. Era.

Faccio fatica a riconoscermi ancora in questo Paese che scivola nel baratro dell’insensibilità, pronto a sacrificare i valori della solidarietà verso gli ultimi in nome del “valore” del denaro e della diversità. Tassare chi non ha nulla, come gli immigrati che hanno speso tutti i loro averi per arrivare da noi (fuggendo miseria, violenze o condanne ideologiche), è un atto di inciviltà. Perché significa che questo Paese è pronto a togliere a chi non ha. Non voglio farne una questione partitica, ma è l’emblema di chi si mette sempre dalla parte del più forte. Perché è ovvio che tassare da 10 a 400 euro (ancora da definire) chi chiede il permesso di soggiorno o lo deve rinnovare, è un provvedimento pensato non contro borghesi statunitensi, canadesi o australiani, ma contro povera gente del terzo mondo, che in Italia elemosina un lavoro e una vita dignitosa. Ed è una cosa che nessuna coscienza, religiosa o laica, deve accettare. Altrimenti siamo autorizzati a rubare dal piattino del mendicante. Lo Stato italiano non ha bisogno di questi spiccioli per risanare le finanze. Se va raschiato il fondo del barile, si cominci da pagina 7 de La Casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: tagliando, ad esempio, i contributi alle false comunità montane di pianura che, per il solo fatto di chiamarsi così, ottengono cospicui contributi pubblici. Il libro di pagine ne ha 245 e gli spunti per un risparmio di risorse sono in ognuna di esse.

L’Italia è il Paese della memoria corta, che si vergogna dei 12 milioni e mezzo di suoi emigranti partiti con la famosa valigia di cartone tra il 1876 e il 1976 in cerca altrove di una vita possibile. Quelle navi affollate di siciliani, friulani, veneti, ora ritornano a casa: sono le carrette del mare che arrivano dall’Africa. Nessuno all’epoca li rispedì indietro, eppure non tutti quei connazionali sono stati onesti lavoratori: tra loro c’era chi ha fatto germinare in America il seme della mafia. Quindi prima di cercare la pagliuzza nell’occhio altrui ricordiamoci che nel nostro abbiamo una trave…

Pensavo che noi italiani fossimo ancora un bel popolo di brava gente che crede nell’umanità e nella giustizia. Ma se chi ci rappresenta è disposto a queste bassezze (mettere le mani nelle tasche degli immigrati), significa che anche noi lo siamo: perché permettiamo che accada. Siamo gente che non si indigna più. Basta vedere il silenzio sulle guerre in cui destra e sinistra ci hanno trascinato negli ultimi vent’anni; e ora il silenzio sulla Palestina. Basta vedere la solidarietà pubblica non con i poveri sotto le bombe senza più casa cibo medicine, ma con il forte esercito che bombarda i condomìni e che, per vendicare 5 vittime innocenti, in 20 giorni ne ha prodotte mille. Mi chiedo dov’è finita la ragione del cuore, dove stiamo finendo tutti quanti e dove può trovare rifugio chi non accetta di pensare con la testa del potere. Se Cristo fosse ancora tra noi, la sua voce tuonerebbe più dei cannoni. Almeno i suoi seguaci, almeno per contratto, dovrebbero tenerlo a mente.

(nella foto gli immigrati di inizio Novecento. Italiani)


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