Veleni indoor


img_5720Le nostre case sono camere a gas

Benzene, polveri sottili, aromatici, sono tra gli agenti chimici più pericolosi comunemente presenti nelle case e negli ambienti chiusi di lavori: sono cancerogeni che, entrando nella parte variabile del DNA, ammalano anche le future generazioni a distanza di 10-20 anni. Lo hanno detto il 28 febbraio a Legno&Edilizia in Fiera a Verona, alcuni sanitari dell’associazione ISDE- Medici per l’ambiente al 1° convegno internazionale su Salubrità e costruzioni sostenibili: la qualità dei materiali per il benessere indoor, organizzato da Piemmetispa in collaborazione con la rivista TettoPareti e col coordinamento tecnico-scientifico dell’associazione internazionale C&PS Cultura e Progetto Sostenibili.

Maria Grazia Petronio direttore dell’Istituto di prevenzione dell’USL 11 Empoli, ha ricordato che ogni anno in Europa l’inquinamento atmosferico uccide da 4.000 a 13.000 bambini e che le sostanze chimiche provocano nei più giovani problemi di sviluppo cerebrale e autismo; e casi di Alzheimer negli anziani. Oltre ai tumori polmonari, lo sconvolgimento delle ghiandole endocrine causato da questi aeriformi può provocare anche obesità, infertilità maschile, aborti, endometriosi, parti prematuri, tumori a prostata, testicoli e seno.

Contrariamente a quanto si pensa, i rischi sono più forti dentro casa o in ufficio rispetto all’esterno. Giuliano Bressa docente di Tossicologia ambientale all’Università di Padova, ha spiegato che negli ambienti chiusi la concentrazione di inquinanti (formaldeide, benzene, cloruro di metilene, cloroformio, biossido di azoto e monossido di carbonio) presenti nei prodotti per igiene, pulizia, isolamento edile, nei pesticidi, in stampanti e fotocopiatrici, negli smacchiatori e nei mobili, è anche 10 volte superiore. Fondamentali piccoli accorgimenti in casa come negli ambienti di lavoro: usare piante, arieggiare, far entrare la luce solare; e naturalmente usare materiali e prodotti naturali.

Se poi le strutture edili sono vecchie (precedenti al 1992, anno di divieto per l’Italia dell’uso dell’amianto- il 2004 per il resto d’Europa) si incorre nel rischio amianto, di cui ha parlato Enzo Merler medico dell’AULSS 16 Padova. L’amianto si manifesta con tumori polmonari anche a 40 anni di distanza dall’esposizione: solo nel Veneto dal 1987 per questa causa sono morte 1.500 persone colpite da mesotelioma. Essendo un prodotto minerale naturale molto usato in edilizia, è ancora presente in rivestimenti di tubature, vani ascensori, tegole, vecchi linoleum, eternit. Per questo la categoria sociale più colpita da mesotelioma è quella degli edili che, ha ammonito l’esperto, va educata al rispetto assoluto delle severe norme in materia, soprattutto sapendo che nelle vecchie costruzioni e nei materiali di risulta, di amianto ce n’è ancora molto.

Riguardo all’altro cancerogeno, il radon, gas naturale derivato da elementi radioattivi e presente sia nel suolo e nelle acque sia nei materiali edili, le più alte concentrazioni nelle abitazioni si hanno in Lombardia, Friuli e Lazio (da 100 a 120 bequerel per metro cubo). Totalmente assente in Sicilia e Calabria, nel Veneto lo si riscontra soprattutto a Belluno, Treviso e Padova. Chi fuma ed è esposto a radon o amianto, moltiplica esponenzialmente il rischio di morte prematura.

Sapere che il 90% del tempo gli europei lo trascorrono dentro edifici, non fa presagire nulla di buono. Francesco Marinelli presidente dell’associazione C&PS Cultura e Progetto Sostenibili, ha sollecitato per questo a orientarsi verso un’edilizia sostenibile; sia perché i materiali edili non vengono quasi mai testati, sia perché perfino gli inerti e i prodotti riciclati usati per costruire, ormai rientrano nei rifiuti speciali in quanto contengono sostanze tossiche.

Fortunatamente la Commissione Europea metterà a regime entro il 2011 un regolamento che diventerà strumento di controllo e misurazione dei materiali da costruzione, come annunciato da Angelo Grasso consigliere del Comitato Economico e Sociale Europeo e presidente di Federabitazione Veneto. Un grave ritardo legislativo, considerando che l’edilizia in Europa produce il 10% del PIL complessivo e impegna il 7% della forza lavoro. Sempre dall’Unione Europea viene un altro importante risultato, presentato da Dimitrios Kotzias direttore del Centro Comune di Ricerca su protezione e salute della qualità dell’aria (Ispra, Varese). L’esperto ha presentato il progetto Airmex che in 8 paesi ha coinvolto 148 volontari che hanno portato su di sé un piccolo apparecchio di rilevazione portatile degli inquinanti. Il risultato dell’analisi in 182 ambienti di lavoro e 103 abitazioni, ha evidenziato che le persone presentano concentrazioni di inquinanti più alte rispetto agli ambienti (sia interni sia esterni): segno che noi tutti accumuliamo da più fonti le sostanze nocive. Così il benzene, ad esempio, è stato riscontrato anche negli uffici del Distretto Sanitario Catania 2. Nel sud Europa le concentrazioni degli inquinanti cancerogeni all’interno e all’aria aperta si equivalgono, mentre fortunatamente nelle scuole sono inferiori rispetto agli uffici pubblici.

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2 risposte a “Veleni indoor

  1. Ho partecipato al convegno di Verona ascoltando le preoccupanti relazioni sullo stato dell’inquinamento indoor delle nostre abitazioni. In parte già sapevo perchè da gennaio ho sto cercando di avviare un servizio di screening per le abitazioni che si chiama AbiTest e che ha lo scopo di permettere alle famiglie di essere consapevoli dei rischi che si corrono.

    Mi interesserebbe poter stabilire un link a questo articolo con il mio sito, citando la fonte.

    Offro un servizio veramente ad alto valore aggiunto, ma nessuno lo cerca, nessuno sa che esiste.

    Attendo un cenno signor Brumat, grazie in anticipo.

    Walter Bellini
    Buccinasco (Milano)

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