Draquila e i poteri speciali


Macerie, sangue, Draquila

Ogni medaglia ha sempre due facce e due facce hanno purtroppo anche gli aiuti ai terremotati. I governi italiani da sempre ci hanno abituato alle speculazioni su tutto, persino sulla povera gente: dai terremotati del Belice a quelli in Irpinia, ora a quelli de L’Aquila. E mentre da un lato i riflettori della potente macchina mediatica italiana si accendevano sui relitti dell’antica città abruzzese contagiando i media di tutto il mondo e trasferendo qui per il G8 i potenti della terra, dall’altro si andava scoprendo un’altra verità più sottomessa e nascosta, addirittura obbligata a tacere: quella della morte de L’Aquila che il governo vuol far diventare una città fantasma per consentire le nuove speculazioni edilizie della cosiddetta New Town che nasce attorno ai centri commerciali. Come dire storia e radici della popolazione resteranno sepolte tra le macerie attaccate all’anima della gente, mentre chi vorrà sopravvivere dovrà sposare il “nuovo mondo” del consumo dicendo addio al proprio, di mondo.

Nel film documento Draquila che Sabina Guzzanti ha presentato al festival di Cannes 2010 si vede proprio questo: da un lato la vulnerabilità e l’impotenza della gente prostrata dalla calamità e dall’altro la forza della “prodigiosa macchina da guerra” chiamata Protezione Civile; con qualche preoccupante variazione sul tema: il divieto agli enti locali di dire la loro sulla ricostruzione della propria città, il divieto per le troupes televisive senza autorizzazione di entrare nelle tendopoli per intervistare i terremotati, il divieto per i terremotati di riunirsi in assemblee senza l’autorizzazione del capo-campo, il divieto di contestare con striscioni, il divieto di usare megafoni, il divieto di tornare nelle proprie abitazioni e di viverci anche se non pericolanti, il divieto di continuare ad allevare animali, il divieto di chiedere la ricostruzione della loro città…

C’è un’altra faccia della medaglia, nel film, oltre alla celebrazione del “leader maximo” e al riscontro di popolarità tributatogli mentre regala gli appartamenti dal triplo sistema antisismico (i costi esorbitanti delle nuove case costruite a 2.700 euro al mq li pagano ovviamente i contribuenti italiani) in cui non manca nulla (ci sono pure scopini per il wc e bottiglia di spumante nel porta ghiaccio sponsorizzato Protezione civile, c.a.s.a. e Repubblica Italiana), ma in cui non è permesso battere neanche un chiodo.

Certo i prefabbricati in legno sono case a tutti gli effetti e non container, ma secondo la magistratura anche qui la ricostruzione non è più sana di quella che ha spartito denari pubblici lasciando per anni e anni altri terremotati dentro alloggi-bidone.

E quando qualcuno (esperti di terremoti) solleva il capo a dire “Il disastro era prevedibile, bastava vedere la storia del Quattrocento e del Seicento quando forti sciami sismici precedettero l’apocalisse”, ecco la rassicurante Protezione Civile invitare gli aquilani a restare in casa. Il film documento fa parlare un giornalista, che dopo una prima scossa quella terribile notte del 6 aprile in cui perse i due figli, rassicurò la bambina che gli diceva “Qui moriamo tutti”.

E c’è, nel pericoloso Draquila che il ministro Bondi non sarebbe riuscito a vedere senza inorridire, il “sospetto” di una manovra antidemocratica attuata dando pieni poteri alla Protezione Civile, divenuta una sorta di deus ex machina non in chiave di prevenzione, ma per qualsiasi intervento edilizio di grande rilievo da attuare al di fuori delle leggi locali e nazionali. Un potere assoluto applicato non solo alle emergenze (poi ci indigniamo sentendo i due amici costruttori che al telefono sghignazzano l’indomani del sisma pensando agli imminenti affari!), ma ai grandi eventi, con la piena libertà per il governo di considerare tali qualsivoglia avvenimento: comprese le visite pastorali del Papa in questo o quel paesino.

Sono le intercettazioni telefoniche e gli scandali così smascherati, ricorda la Guzzanti, ad aver impedito che Guido Bertolaso diventasse ministro (quindi intoccabile) come Berlusconi aveva promesso, e hanno fatto franare il proposito di privatizzare anche la potente Protezione Civile trasformandola in SpA.

A dispetto del riferimento vampiresco, Draquila non è un film da ridere, è un film che spalanca gli occhi di un’Italia sonnolenta che ha perso il senso della comunità e della solidarietà. E’ un film da vedere. A meno che non si preferisca osannare ad occhi chiusi il governo “del fare” e “dell’amore” che si batte contro “le forze dell’odio” espresse da chi ancora (e sono tanti anche se profondamente disorientati) si ostina a non capire che è bene affidarsi all’”uomo forte” che sa essere paterno col nostro popolo perennemente in cerca di una guida. Dare alla gente quello che la gente chiede, ecco il segreto: siano soap opera o ipermercati, tv digitale o crociere, promesse non mantenibili o promesse mantenute. E poco importa se l’immagine internazionale del nostro Paese è ridicolizzata (o peggio). L’importante è poter fare gli affari propri. Tutti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...