Bunga Bunga


Bunga Bunga

Anche le belle immigrate entrano a corte?

I quotidiani ripercorrono una vicenda legata alle avventure-disavventure di un’altra minorenne in qualche modo collegata a Silvio Berlusconi, questa volta extracomunitaria. La ragazza avrebbe raccontato di essere stata invitata più volte nella villa di Arcore del presidente del Consiglio. Ciò che ha fatto di questa 17e

nne marocchina (di nome Karima, anche se si fa chiamare Ruby, nella foto) e priva di documenti, un caso nazionale è la sua bellezza: nel senso che per la sua grande avvenenza sarebbe stata (a suo dire) notata in Sicilia da Emilio Fede che l’avrebbe suggerita a Lele Mora il quale a sua volta l’avrebbe introdotta nella magione presidenziale lombarda.

Bunga Bunga che significa?

La ragazzina ha rivelato alla polizia, che l’aveva arrestata con l’accusa di aver rubato  3.000 euro a una ragazza che l’aveva ospitata per la notte dopo una serata in discoteca, di essere stata portata tre volte nella villa di Arcore.

Secondo le sue ricostruzioni fatte agli inquirenti, la bella immigrata sarebbe stata accompagnata una prima volta ad Arcore da Fede in un’auto blu scortata dai carabinieri: curioso constatare che i militari di scorta all’auto che trasportava una giovane islamica, probabilmente dovevano garantire al direttore del Tg4 proprio la sicurezza da possibili attacchi terroristici di matrice islamica. (foto di Ruby, protetta per la privacy, tratta dalla sua pagina su Facebook Ruby Rubacuori).

La seconda festa, racconta Ruby, si sarebbe conclusa con il bunga bunga. Il termine onomatopeico, a cui ciascuno può dare la valenza che crede, compare per la prima volta in queste deposizioni e la ragazza spiega che si tratta del dopocena con finale erotico in piscina per tutte le ospiti della serata che avrebbe avuto come unica presenza maschile quella del premier. Le signorine presenti, dice la bella marocchina, erano volti noti televisivi e parlamentari, escort e bellezze varie. Il bunga bunga, le avrebbe spiegato lo stesso Berlusconi, era un suggerimento che gli avrebbe dato Gheddafi per dare un tocco esotico (con la s?) alle sue feste.

Per capire se la ragazza è una mitomane bastano i gioielli Bulgari, i Rolex e gli abiti Dolce & Gabbana che Ruby esibisce come prova dei regali di Silvio? Probabilmente no. Basta il fatto che il cellulare della ragazza la sera di una di queste feste è stato riscontrato effettivamente all’interno della cella di Arcore? Nemmeno. Ma c’è un però. Il 28 ottobre 2010 in conferenza stampa ad Acerra, alle ore 14 una giornalista napoletana butta là una domanda che non c’entra molto con il termovalorizzatore di cui si sta discutendo: chiede della telefonata che Palazzo Chigi fece per strappare all’arresto per furto quella minorenne marocchina. La risposta del premier in diretta tv non si fa attendere: Sono una persona di cuore e mi muovo sempre per aiutare chi ha bisogno di aiuto. Ora, che motivo aveva il presidente del Consiglio italiano, per intervenire sul capo di gabinetto della questura di Milano e far liberare con tante scuse quella sconosciuta immigrata? Alla polizia fu detto che era la nipote del presidente egiziano Mubarak, ma Ruby ai giudici milanesi che indagano Emilio Fede, Lele Mora e la consigliera regionale Nicole Minetti per l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione, dice che la sera dell’arresto, dopo la telefonata dall’alto venne a liberarla la stessa Nicole Minetti (già soubrette tv, già igienista dentale del premier) e che in auto parlò al telefono con Berlusconi il quale sapeva bene che lei non era né la nipote di Mubarak né tanto meno egiziana.

In serata l’Ansa ha battuto un’agenzia in cui la questura milanese prende le distanze dal sospetto che la telefonata della Presidenza del Consiglio abbia potuto favorire la ragazzina, precisando che tutti gli accertamenti del caso erano stati svolti con perizia dalla polizia; ma implicitamente ammettendo che la Presidenza del Consiglio si era inspiegabilmente mossa per chiedere il rilascio di quella minorenne fotosegnalata perchè sospettata di furto.

L’intera vicenda può avere una lettura molto maliziosa ed una molto diplomatica. La prima è facilmente intuibile, anche alla luce di altri presidenziali precedenti e la seconda è questa: la ragazzina potrebbe effettivamente essere la vivace e magari pure cleptomane nipotina di un capo di Stato estero (particolare facilmente verificabile e comunque subito smentito dall’Ambasciata d’Egitto), quindi potrebbe essere stata invitata in società come gesto di carineria tra pari, potrebbe essere stata fatta oggetto di regali da intendersi come gesti (benché privati) di cortesia istituzionale tra capi di governo e potrebbe essere stata diplomaticamente sollevata da spiacevoli imbarazzi con la polizia. Tuttavia viene in mente il sempre attuale adagio di Andreotti: A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina.

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