Il discorso del premier


Berlusconi: Faremo 5 passi avanti!

Noi non faremo un passo indietro, ma faremo invece cinque passi avanti. La crisi globale l’abbiamo superata anche grazie al risparmio degli italiani. Sono due dei punti letti oggi dopo le 13 dal premier Silvio Berlusconi alla direzione del Popolo delle libertà convocato a Roma. Mostrando il fascicolo che invierà alle famiglie italiane, ha poi detto: C’è da stancarsi a leggerlo, tante sono le cose che abbiamo realizzato. Siamo il governo che ha fatto più di tutti gli altri. Tra l’altro abbiamo conttastato con successo l’assenteismo ridotto del 35%, migliorato la qualità dei servizi e siamo a un passo dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione. Scuola e Università: organizzate le riforme della primaria, della secondaria e dell’Università, introdotto la qualità, la meritocrazia, la responsabilità. La sinistra ha fatto le barricate a difesa dei baroni e dello status quo. Arriveranno le risorse economiche. Dobbiamo ora votare la riforma dell’Università. Abbiamo abolito l’Ici sulla prima casa, introdotto la cedolare secca sugli affitti. Con la riforma fiscale abbiamo costruito le premesse di un sistema pubblico più rispettoso del denaro dei contribuenti riducendo la pressione fiscale con un controllo più penetrante delle dichiarazioni dei redditi e un controllo sull’evasione fiscale anche con l’aiuto dei Comuni.

La riforma della giustizia è una priorità per il Paese. Abbiamo introdotto tra l’altro il reato di stalking. Nessun governo ha ottenuto i nostri risultati nella lotta alla mafia, con 6.556 mafiosi arrestati (8 al giorno tra cui 28 su 30 più pericolosi latitanti ): si prefigura la possibilità per la prima volta di sconfiggere per sempre la mafia. Nessuno può escludere che alcune cose che accadano siano la vendetta della criminalità organizzata.

Abbiamo ridotto gli sbarchi clandestini. Quello degli immigrati è uno dei temi che ho portato in Europa.

Sono stati riaperti i cantieri delle grandi opere che sinistra e falsi ambientalisti avevano chiusi, abbiamo rilanciato il nucleare e la TAV. 110 milioni di euro stanziati 10 giorni fa per incentivare i consumi; parte dei 9 miliardi già erogati come incentivi. Al turismo abbiamo riconosciuto il valore strategico per l’economia, riformato con un vero e proprio codice del settore. E poi la sburocratizzazione: c’è la possibilità di aprire in un solo giorno un’impresa rivolgendosi a un unico interlocutore che farà le sue verifiche.

Pensioni: abbiamo realizzato senza un’ora di sciopero (contro i 7 generali della Francia) una riforma considerata come modello in Europa. Il lavoro dei giovani costituisce un obiettivo primario, con collaborazione Stato- Regioni e parti sociali: un grazie alle organizzazioni sindacali che per la prima volta senza pregiudizi ideologici si stanno confrontando con imprese e governo.

Famiglia e vita. Al centro di ogni nostra azione collochiamo la persona, la famiglia, la comunità di appartenenza. Difendiamo il valore della vita quale bene primario.

Politica estera: quella che la sinistra chiama “la politica del cucù”, ci consente di dire che l’Italia è protagonista nel mondo, anche in Afganistan. A Bruxelles abbiamo difeso gli interessi italiani, consentendoci di fare un salto in su nella graduatoria dei paesi europei. Arriviamo secondi in Europa e sotto la Germania.

Tra le tante cose fatte abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici, salvaguardato la coesione sociale tutelando le forze del lavoro senza mettere mai le mani del fisco nelle tasche degli italiani. In Europa molti governi hanno tradito la promesse elettorali aumentando le tasse. Ci possiamo impegnare: non tasseremo mai i Bot e la casa, per non toccare i risparmi di tante famiglie che si fidano dello Stato.

Forse si sarebbe potuto fare di più, ne siamo consapevoli. Il federalismo è cosa fatta e porteremo avanti questa riforma concordandoci con le autorità europee. Domani alle 10 approveremo la riforma sugli immigrati, con riforma sulla sicurezza urbana e negli stadi, liberazione alla rete wirefire.

Giustizia: l’importanza del tema dovrebbe impedire strumentalizzazioni, come l’assoggettamento del Pm al potere legislativo che non è mai stato nelle nostre intenzioni. Sì invece alla separazione delle carriere e alla riforma del Csm, per avere un giudice davvero imparziale come sappiamo che oggi non è. Entro il 16 novembre vareremo un decreto con il piano per il sud, riduzioni fiscali alle aziende e altro. Entro il 12 novembre presenteremo a Bruxelles il programma di riforma che comprende il ritorno al nucleare, la riforma del fisco, la liberalizzazione dei servizi, nuovo impulso al Mezzogiorno.

In Italia c’è la realtà del fare, del nostro governo che i media ignorano e c’è quella virtuale cucinata in tutte le salse dai media. Difendersi e argomentare caso per caso non ha senso. In quale altro paese del mondo il capo del governo deve difendersi da storie inventate? La verità è che siamo sotto attacco per quel che siamo e non per quel che facciamo perché siamo ostacolo alla presa del potere da parte della sinistra. Poi altro vizio italiano: tutti vogliono cambiamenti, ma poi si scagliano contro e sui giornali ci sono solo i contestatori.

Alle posizioni giustizialiste di Di Pietro, Grillo, Vendola, la sinistra è incapace di resistere. In questa situazione sarebbe autentica irresponsabilità precipitare nella crisi di governo. L’alternativa al nostro governo potrebbe essere per loro un governo di rottura delle opposizioni, illegittimo degli sconfitti, incapace di produrre stabilità e garantire l’affidabilità internazionale necessaria per combattere il terrorismo e garantire il diritto della vita. A quel punto metà sala si è alzata plaudente.

“Se Futuro e libertà ritiene esaurito questo governo lo deve dire con chiarezza e subito. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida e ad andare subito alle urne. Se invece c’è la volontà di andare avanti con questo governo, allora siamo pronti assieme a Bossi che è il nostro solido alleato, a proporre un patto di legislatura e a proporre rinnovamento e sistema di alleanza nel centro destra”.

Volete archiviare Berlusconi?

Fatelo con il voto, non congiurando

E alla sinistra ha chiesto: Se volete archiviare Berlusconi dovete farlo voi con le elezioni e non con una congiura di palazzo perché gli italiani non ve lo permetterebbero.

Il popolo della libertà ha salvato l’Italia nel 1948 come nel 2001 e non a caso ci siamo chiamati così. Il popolo della libertà ha sempre fatto il suo dovere, dev’essere la casa dei moderati e degli italiani.

E’ l’ora che la classe dirigente si faccia corpo unico granitico per difendere l’interesse dei moderati e degli italiani. Siamo la classe dirigente capace di far compiere all’Italia il salto. Sappiamo che il partito non è meno importante del governo e lo può difendere dagli attacchi esterni. Oggi deve partire un messaggio chiaro: il Popolo della libertà è forte e unito intorno al suo leader e al governo. Ci impegnamo a far nascere 61.000 circoli della libertà. Diamoci il traguardo entro luglio di un milione di iscritti.

Il discorso di Berlusconi si è chiuso con : Viva il popolo della libertà, viva l’Italia e con un saluto a mano tesa. Poche ore prima era stato all’altare della patria con Fini e Schifani, e dopo tanto tempo ha rivolto direttamente la parola al presidente della Camera (video)

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