Italiani irrecuperabili


Italiani. Alla ricerca del padre

Un amico psicoanalista mi ha detto che l’Italia è un Paese che ha problemi con la figura paterna. Si spiega così il nostro (non di tutti, fortunatamente) buttarci con entusiasmo tra le braccia dell’uomo forte o di colui che ha potere, che mostra grande sicurezza. Siamo il Paese degli imperatori romani, delle signorie, di re e regine, del capo di una delle grandi religioni. Il Paese che nel XX secolo ha partorito un dittatore, che dopo averne ispirato altri due ed essere nato a sinistra, è morto a destra: perfino i dittatori da noi sono trasformisti. Siamo il Paese delle mafie esportate in tutto il mondo e siamo il Paese in cui il potere si allea da sempre con le mafie che uccidono, drogano, strozzano la società. Siamo il Paese che dimentica che i suoi Pontefici, quando torturavano e assassinavano chi non la pensava come loro, nel contempo professavano la loro infallibilità nelle esposizioni della dottrina. Siamo quelli che si fanno amici del più forte, mai di chi ha ragione. Siamo il Paese che quando avanza mette gli altri con le spalle al muro: perché temono la pugnalata in arrivo. Siamo il Paese fatto di persone che quando sentono che il vento cambia, hanno così forte il senso dell’onore e della giustizia da indossare immediatamente la gabbana di chi fino a pochi minuti prima era il nemico giurato e ne diventano d’incanto e con straordinaria naturalezza, gli ammirati paladini. Siamo il popolo delle adunate oceaniche, dell’ammirazione verso chi detiene il potere per il fatto stesso che sia stato capace di impugnarlo. Siamo quelli che confondono il trasformismo con la fantasia. Siamo i poco seri, che fanno le leggi più serie di tutti, tanto sappiamo che non si rispettano e non c’è modo di controllare. Siamo quelli che hanno una morale tagliata su misura per noi. Quelli che si credono brava gente perché la domenica vanno a messa e perché non uccidono nessuno. Siamo il Paese in cui l’importante è vincere la partita, il resto non importa. Siamo quelli che hanno l’orto col filo spinato perché i poveracci non ti rubino i pomodori. Quelli che chiedono condanne esemplari per chi fruga nella spazzatura e sono magnanimi con chi truffa i cittadini. Siamo il Paese che protegge i più forti e che fa pagare a tutti (in proporzione di più ai poveri) gli errori di pochi (spesso molto ricchi). Siamo il Paese che ha bisogno di essere guidato e che non avrà mai (mai dire mai!) alla sua testa una donna o un immigrato. Siamo il popolo che si compera con una promessa, perché al padre crediamo sempre, anche quando ci accorgiamo che ci ha mentito: perché il nostro papà è sempre il migliore del mondo. E’ perché siamo un Paese immaturo, che non è cresciuto. Forse perché ancora troppo giovane e incapace di imparare gli insegnamenti dei suoi grandi maestri: e questo, nonostante abbiamo ancora sotto gli occhi l’esempio del miglior primo ministro che abbiamo avuto negli ultimi 150 anni. Siamo irrecuperabili.

2 risposte a “Italiani irrecuperabili

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