I segreti di WikiLeaks


La scimmia senza maschera

Ecco, dal quotidiano spagnolo El Pais le prime rivelazioni del sito caccia-spie WikiLeaks, datato 28 novembre 2010. Sono 251.287 messaggi riservati, ossia la corrispondenza tra gli ambasciatori Usa e il Dipartimento di Stato americano, carpiti per via informatica. I documenti che riguardano un periodo che dal 2008 arriva al febbraio 201, sono stati inviati da WikiLeaks ai quotidiani The Guardian, El Pais, The New York Times, Le Monde, Der Spiegel (a nessun quotidiano italiano, tanto per far capire in quale considerazione sia tenuta l’Italia).

Tali documenti mettono a nudo non solo la considerazione in cui vengono tenuti i vari leader mondiali, ma soprattutto le malefatte dei governi Usa e dei suoi alleati. Tra i capitoli ci sono quelli sui diplomatici europei a cui venne ordinato di spiare l’ONU; lo spionaggio dell’Unione Europea contro il presidente turco Erdogan sospettato di eccessivo islamismo; si parla della liberazione di Nelson Mandela, della rivoluzione islamica, del conflitto delle Malvine tra Argentina e Inghilterra; ci sono esempi di spionaggio europeo ai danni dell’Iran. Poi ci sono i capitoli sulle personalità politiche di tutto il mondo, con commenti molto franchi. Ecco quindi Vladimir Putin descritto come politico di corte, autoritario e con uno stile personale machista che gli permette di collegarsi perfettamente con Silvio Berlusconi.

Del premer italiano si descrivono le sue feste selvagge e si parla di profonda mancanza di fiducia che ripone in lui Washington. La diplomazia americana apprezza poco anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, guardato a vista nei suoi tentativi di danneggiare la politica estera Usa.

Si parla dell’intensa attività americana per bloccare l’Iran e per frenare l’espansione cinese; c’è poi il corteggiamento dei paesi latinoamericani per isolare il presidente venezolano Hugo Chavez.

Per parare il colpo con i paesi amici (Europa e Arabia Saudita), la segretaria di Stato Hillary Clinton, ha telefonato nelle ultime ore ai governi occidentali cercando di giustificarsi: ma il danno ormai è fatto. I giornali ora stanno valutando le carte e c’è da credere che di queste indiscrezioni si parlerà per mesi: soprattutto perché contengono informazioni sul programma nucleare iraniano, sulla guerra in Iraq e Afganistan, sulle tensioni mediorientali e su conflitti in Asia e Africa.

Ma cos’è WikiLeaks

E’ un’organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo, grazie a un sistema protetto da un potente criptaggio, documenti anonimamente forniti, coperti da segreto di Stato e li mette in rete sul proprio sito. Dopo averne verificato l’autenticità, WikiLeaks (letteralmente fuga di notizie) li pubblica tramite i propri server dislocati in Belgio e Svezia che sono paesi che proteggono tale attività. Lo scopo dichiarato è quello di dare finalmente trasparenza al contrario dei governi che mantengono il segreto. Il sito curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, invita i cittadini di ogni parte del mondo a inviare materiale che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende.

Tra le notizie più calde pubblicate da questo sito ben informato, vi sono le seguenti: complotto per assassinare i membri del governo somalo, firmato dallo sceicco Hassan Dahir Aweys (pubblicato nel 2006); equipaggiamento militare in Afganistan e casi di corruzione praticata in Kenya (2007); torture nel campo americano di Guantanamo. Una banca svizzera che nel 2008 riuscì a far chiudere il sito (riaperto poco dopo dallo stesso giudice), in seguito rinunciò alla causa.

WikiLeaks aveva tra l’altro sollevato il caso dell’assassinio di un giornalista della Reuters, di un suo aiuto e altre nove persone da parte dei soldati americani, mostrandone il video.

Solo qualche giorno fa il sito aveva diffuso i dati segreti sui 109.000 morti iracheni durante l’occupazione americana e dei suoi alleati (Italia compresa): 66.081 civili, più 23.984 persone classificate come nemici, 15.196 membri delle forze di sicurezze irachene e 3.771 tra soldati Usa e delle forze alleate. E aveva raccontato delle torture alla popolazione e dei prigionieri iracheni (uomini- mina) mandati in avanscoperta sui terreni potenzialmente minati, per immolarsi al posto delle truppe occupanti.

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