Vaticano in crisi


C’era una volta un Vaticano

Pedofilia, rapporti con il governo italiano, cristiani e Medioriente. Sono alcuni aspetti della crisi della Chiesa cattolica analizzati in C’era una volta un Vaticano, l’ultimo saggio di Massimo Franco editorialista del Corriere della sera. Sono proprio gli ambienti cattolici quelli più interessati a capire anche attraverso il mio libro che racconta gli ultimi 10 anni di cronaca internazionale, qual è il presente della Chiesa e perché sta vivendo una crisi tanto forte mi dice il giornalista romano a Padova prima di intervenire in una gremita aula magna della basilica di Santa Giustina.

Siamo in presenza di un forte scollamento tra base e vertice, a causa dello scarso dialogo esistente e per il gap che il nuovo Papa sta cercando di colmare dopo cinque anni di malattia del suo predecessore. Una crisi che sarebbe riassumibile nella frase che mi ha detto un ambasciatore europeo presso la Santa Sede confessando di sentirsi come l’ultimo ambasciatore del suo governo presso la Repubblica Serenissima quando questa stava per uscire dalla scena della storia.

Nell’immaginario collettivo il Vaticano è sul punto di crollare, dice Franco, e da molte parti in Europa si chiedono se sia ancora il caso di mantenere un corpo diplomatico in Santa Sede. Paradossalmente i più strenui difensori del Vaticano, lo si è visto anche con il caso del crocefisso nelle scuole, sono i Paesi dell’Europa dell’Est.

Tra i temi di stretta attualità Franco affronta quello della pedofilia, per dire come in Occidente sia cambiata la percezione del fenomeno: Dopo il crollo del muro di Berlino, la Chiesa ha perso il paracadute internazionale che le dava una posizione di privilegio e ora non le vengono più fatti sconti. La gente non è più disposta a considerare soltanto un peccato gli abusi dei preti su bambini e ragazzi, ma reati da giudicare in tribunale: posizione che la base della Chiesa ha da sempre condiviso mentre i vertici, fino nel 2002 a proposito degli scandali del clero americano, ancora tendevano a considerare il caso un problema locale; finché il bubbone è scoppiato anche in Europa, che oggi per la Chiesa rappresenta il terreno più accidentato su cui concentra il massimo delle sue attenzioni.

Nel libro Massimo Franco tratta anche dei rapporti tra Vaticano e politica italiana. La gente è stanca di ingerenze, ma la Chiesa cerca interlocutori privilegiati, trovandoli sempre nel centro destra. Da partito pagano la Lega si è trasformato in paladino della cristianità  assieme al Pdl : partiti che insieme dicono di voler difendere i valori di vita e famiglia, mentre il centro sinistra viene vissuto come avversario per colpa delle posizioni su eutanasia e aborto. Se per il Vaticano il Paese più importante con Italia e Polonia restano gli Stati Uniti (68 milioni di cattolici) dopo Obama il rapporto con gli Usa è peggiorato: ai tempi di Bush c’era sintonia in politica interna e divergenza sulle questioni della guerra, ora il problema è passato sul fronte delle scelte in materia di cellule staminali e aborto.

La Chiesa insomma sta vivendo il suo grande passaggio epocale che per la prima volta fa sentire i cattolici come una minoranza, al punto che Benedetto XVI invita ad essere minoranza creativa. E’ una preoccupazione palpabile anche in certi piccoli segni, dice Franco: Quando sentiamo il cardinal Bertone ammonire che l’Europa non deve diventare terra di zucche vuote, la mente torna all’insofferenza della Chiesa verso un rito pagano- consumistico, ma innocuo, come la festa di Halloween, che nell’immaginario ecclesiastico tende a oscurare il valore spirituale della celebrazione dei morti.

C’era una volta un Vaticano tratta anche di Islam: e non solo dell’annientamento delle comunità cattoliche in Medioriente, ultimo importante baluardo per unire due mondi diversi e farli dialogare. In Italia la Chiesa si sta preoccupando di accogliere gli islamici nella sicurezza, nel timore che le moschee che sorgono siano un fenomeno destinato a radicarsi aumentando esponenzialmente. Un accenno anche alla Cina che continua a vedere la Chiesa come un potere destabilizzante. Quello odierno è insomma un Vaticano circondato da ogni parte.

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