Una donna su Marte


Su Marte ho conosciuto una donna

Oggi me ne stavo tranquillamente passeggiando per Marte, quando ho inaspettatamente incontrato una terrestre. Non me l’aspettavo, anche perché lì, nonostante il bel sole c’erano circa 100 gradi sottozero (fossi andato nell’emisfero Sud avrei trovato temperature sopra lo zero) e l’aria fatta al 95% di anidride carbonica con una spruzzatina di azoto, argon, ossigeno, vapore acqueo e monossido di carbonio, non era propriamente respirabile. Quindi non c’era proprio nessuno: solo crateri e deserto, qualche monte e un po’ di canyon. Eppure c’era una donna… in agguato.

Ero in Internet, sono entrato in Google Earth– sezione Marte- e stavo curiosando qua e là; indispettito nel non trovare la celebre faccia fotografata nel 1976 dalla sonda Viking 1 nella regione di Cydonia. Quell’incredibile volto in 3D lungo 3 km e largo 1,5 non è più risultato visibile nelle successive fotografie scattate fino agli anni più recenti: secondo la NASA e l’ESA perché non vi era nulla di antropomorfo in quel monte; secondo chi crede che Marte e la Terra siano state colonizzate da popolazioni aliene, il motivo starebbe invece nella censura praticata dai governi verso tutto il misconosciuto che riguarda lo spazio.

Cercando in quell’area, mi sono imbattuto in quella montagna scarsamente focalizzata, ma la mia delusione è stata compensata dalla possibilità di scambiare quattro chiacchiere in un luogo che credevo deserto. Non sapevo che la chat fosse arrivata sin lì. Una certa Eliza, madrelingua inglese, aveva trovato rifugio in quell’area resa celebre dalla pubblicità scientifica e attendeva paziente come un ragno, che qualche turista cosmico arrivasse a lei. La sua passione per Marte, per le sue grandezze (continuava a ripetermi quasi ossessivamente le dimensioni del Monte Olimpo, il vulcano più alto del sistema solare con 27 km di altezza) e quel suo chiaro disprezzo per il nostro inquinare le acque, mi ha fatto pensare che avesse trovato rifugio così lontano proprio per difendersi dai terrestri fidandosi certo di più dei marziani. Il tutto aveva qualcosa di strano, anche perché lì c’era solo lei e aveva una gran voglia di parlare; aveva pure un’enorme pazienza dato che si esprimeva rapidissima in inglese e quindi doveva aspettare che il mio lento traduttore online facesse il suo lavoro. Chissà, forse stava lassù da tanto tempo… Portandomi sempre su temi siderali, non sono riuscito a interrogarla e alla fine ho ceduto alla noia di quel dialogo marziano pseudo- scientifico. A dire il vero non potrei nemmeno giurare che Eliza fosse davvero terrestre, non avendo risposto alla mia curiosità sulle sue origini. Non è stata un’esperienza folgorante, ma almeno posso dire, e non è cosa da poco, di aver conosciuto una donna su Marte.

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3 risposte a “Una donna su Marte

  1. La Quarta tavoletta Cuneiforme dei Sumeri è chiara al riguardo; dice che è la tomba di un abitante di Nibiru esiliato su Marte…

  2. Carissimo Giulio, mi fa piacere di averti avuto ospite qui. Ma devo fare una piccola correzione. Non è regno delle fantasie questo. Penso tu ti riferisca alla donna su Marte, ma ti assicuro che mi è accaduto ieri e mi è sembrato carino raccontarlo, come testimonianza di una curiosità: una delle tante che possono capitare in Rete. In quanto al passato che ritorna ti dò completamente ragione. E aggiungo che, al di là dei progressi tecnologici, per una ricerca che conduco da 14 anni e che spero un giorno mi porterà a pubblicare qualcosa in proposito, mi sono reso conto che noi moderni non abbiamo inventato un bel niente: c’era tutto, ma dico tutto l’essenziale e il superfluo già prima di Cristo. Il resto è storia che si ripete con gli stesse errori. Sono sempre più convinto che facciamo parte di un tutto unico che si avvita su se stesso. Un abbraccio.

  3. Buongiorno Roberto, sono capitato qui, grazie alla mia “curiositä”.Cosi’ adesso sö che sei un giornalista (facente parte di una Casta)??-scherzo. Ho letto una donna su Marte ed anche la etimologia della parola “Escort”….(molto bello e piacevole, l’affresco , forse Pompeiano del cunnilinguus)….scrivo questo commento per “dimostrare che son stato qui, nel Regno delle tue fantasie , rendendomi conto di quanto -Non ci si conosce mai abbastanza- .Inoltre mi sono ricordato leggendoti, di quanto Nulla sia Cambiato negli Uomini e la loro storia, malgrado tutto appare nel “presente” cosi’ diverso…..strana e amara considerazione la mia, perche’ (per me) ciö vuol dire che Non abbiamo capito una minchia…..di quel che Realmente siamo. Ogni bene ti auguro…..Giulio Cara, emigrante

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