Gheddafi fugge sparando alla gente


Jet di Gheddafi mitragliano la folla

Gheddafi, dopo 42 anni di potere assunto con un colpo di Stato nel 1969 col diretto appoggio dell’Italia, starebbe fuggendo dalla capitale libica Tripoli. Qualcuno nel deserto ha filmato questo strano lungo convoglio di 65 suv, 5 tra furgoncini e camion e un’auto della polizia che sfreccia a tutta velocità verso la Municipalità di Sebha nel centro della Libia. Intanto le agenzie battono la notizia di mitragliamenti sulla folla operati dai jet libici a Tripoli. I rivoltosi, appoggiati dall’esercito, avrebbero aperto le frontiere con l’Egitto chiedendo aiuto e invitando la stampa internazionale ad entrare nel Paese per testimoniare quanto sta accadendo. Due jet libici si sono rifugiati a Malta: i piloti hanno confermato di essere fuggiti per non sparare sulla loro gente; e altri due piloti sono atterrati a Bengasi, città in mano agli insorti. La rivolta popolare scoppiata nei giorni scorsi in tutta la Libia, ricordava anche l’assassinio nel 1996 in un carcere del Paese, di 1.200 detenuti politici uccisi in un solo pomeriggio dopo che si erano ribellati alle condizioni carcerarie. Drammatico video giunto online ad Al Jazeera da Tripoli (21 febbraio 2011)

Il peso dei gesti. Questo baciare le mani al dittatore (da parte di Berlusconi a Gheddafi) non è forse eccessivo? C’è da augurarsi una marcia indietro ufficiale rispetto all’ossequio a chi, dopo i morti provocati in questi giorni, il 21 e 22 febbraio non ha esitato a far mitragliare e bombardare dagli aerei il suo popolo. Nel suo discorso in tv il dittatore ha accusato Italia e Usa di aver armato la gente e ha annunciato di non aver fatto ancora ricorso alla forza…

Il ministro degli Esteri Frattini dice che la Libia E’ sull’orlo della guerra civile. Ma i fatti gli danno torto: la guerra civile è in corso già da 7 giorni e avrebbe provocato finora almeno 1.000 morti, 1.500 dispersi e 4.000 feriti secondo una Ong internazionale. Che la guerra civile sia in corso, prima della Farnesina se n’è accorta la Borsa di Milano, caduta oggi in picchiata, dal momento che per l’Italia la Libia è il maggior fornitore di greggio. Nel video seguente, scontri a Bengasi venerdì 18 febbraio 2011

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