Disastro nucleare


Tsunami, migliaia i morti

Nel video amatoriale precedente, l’arrivo dello tsunami alle ore 15 dell’11 marzo 2011 a Kamaishi, storica città costiera del nord est del Giappone, all’interno del Parco Kaigan Rikuchu, che viveva di pesca ed eco-turismo. La popolazione, oltre 41.000 abitanti, era stata avvertita in tempo di fuggire o di ripararsi nei punti più alti.

Domenica 13 marzo. I morti causati da terremoto e tsunami in Giappone potrebbero essere 10.000 soltanto nel distretto di Miyagi: tanti sono i cittadini dispersi in quella sola area, ha dichiarato la televisione di Stato NHK. I morti sono intanto ufficialmente saliti a 1.600 e ci sono 5 italiani dispersi. Secondo gli esperti il terremoto ha raggiunto magnitudo 9.0 e si prevedono molte scosse di assestamento che possono raggiungere il 7° grado della scala Richter causando altri tsunami. Dopo l’esplosione di sabato alla centrale nucleare di Fukushima, c’è allarme anche per il reattore numero 3 dello stesso impianto in cui un tecnico è morto e 11 sono rimasti feriti. Alle 9 ora italiana, il capo gabinetto della Sicurezza Nucleare del Giappone Yukio Edano, ha annunciato in televisione che vi è il pericolo che questo reattore determini un’esplosione come quella avvenuta ieri: il nocciolo radioattivo infatti non è rimasto completamente immerso nell’acqua come deve avvenire normalmente. Gli operatori stanno lavorando per scongiurare questo pericolo raffreddando le barre di uranio. Intanto 160 sono le persone finora contaminate dalla radioattività fuoriuscita nelle fasi di raffreddamento delle barre di uranio con acqua di mare: acqua che rovina irreparabilmente l’impianto. Evacuati 170.000 cittadini visto che la radioattività è doppia rispetto al consentito. Fuga degli stranieri da Tokyo, che dista 200 km dalla centrale nucleare di Fukushima che, nonostante sia considerata una delle 25 più sicure del mondo, ha ceduto allo tsunami. Alle 10,20 ora italiana, la televisione giapponese NHK ha intervistato il direttore esecutivo dell’Istituto Nucleare giapponese Kazuaki Matsui: a proposito della centrale nucleare di Onagawa, sulla costa molto più a nord di Fukushima, l’esperto ha detto che il livello di allarme è 4 su un massimo di 7: non se ne richiede pertanto l’evacuazione immediata. Ma sono 11 le centrali nucleari danneggiate. I giapponesi però non hanno fiducia nelle rassicurazioni degli esperti nucleari, in quanto l’agenzia nazionale non è mai ritenuta troppo credibile. In tutto il Giappone energia elettrica razionata. Come se tutto ciò non bastasse, nel sud del Giappone si è risvegliato un vulcano. Intanto un cacciatorpediniere ha salvato in alto mare un sessantenne che da 48 ore vagava in cima al tetto della sua casa spazzata via dallo tsunami; la moglie invece è dispersa.

Nucleare ?

Era il 2010 quando l’allora ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola (in seguito dimessosi per lo scandalo dell’appartamento fronte Colosseo che disse gli fosse stato regalato a sua insaputa, e oggi intenzionato a farsi assegnare dal Pdl un altro ministero) firmò il disegno legislativo pro centrali nucleari. La Gazzetta Ufficiale 55 dell’8 marzo 2010 riporta la decisione di far realizzare, da parte dei francesi con un costo di circa 18 miliardi di euro, 13 centrali nucleari in Italia di terza generazione a partire dal 2013. Ma, al di là del fatto che nel 1987 gli italiani col referendum si erano espressi contro il nucleare, al di là di quanto sta accadendo in Giappone, dove potrebbero sorgere questi 13 impianti? I governatori (filo governativi) di Veneto e Sicilia hanno già detto che sui loro territori non permetteranno le centrali: Raffaele Lombardo ha minacciato la marcia dei siciliani su Roma se venisse evidenziato un sito sull’isola. Il nostro è un Paese piccolo e sismico, basta ricordare ciò che in anni recenti è accaduto in Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Campania, Sicilia, Umbria. Il terremoto del Friuli del 1976 fu avvertito distintamente fino a Roma, con una tribuna politica interrotta in diretta tv per la scossa… Segue altro video amatoriale giapponese girato all’interno di una città costiera.

Segue drammatico video amatoriale del crollo di una parte del tetto in uno storico edificio di Tokyo venerdì 11 marzo 2011, durante una cerimonia di laurea.

Gli effetti di Chernobyl in Italia

L’incubo Chernobyl non è lontano nel tempo e i suoi effetti li abbiamo assorbiti tutti nei nostri organismi: studi di diversi centri di ricerca http://www.progettohumus.it/include/chernobyl/mappe/tabelle/Tab2.html nei giorni e mesi seguenti alla nuvola radioattiva sprigionatasi in tutta Europa dopo l’esplosione del 26 aprile 1986 indicano nel suolo di Padova: Cesio 137 presente con 45.000 Becquerels per metro quadro nel maggio 1986. Tra il 30 aprile e il 7 maggio 1986 l’Italia subì la massima deposizione al suolo di questo e di altri elementi radioattivi derivanti da Chernobyl. L’aumento di concentrazione del Cesio 137 nelle acque l’anno seguente, fu attribuito all’accumulo di sostanze radioattive sui ghiacciai. L’11 maggio 1986 nel latte bevuto a Genova furono riscontrati 135.000 Becquerels per kg di radioisotopo Iodio 131. Tra giugno e ottobre 1986 nei suoli del Sud Italia la concentrazione di Cesio 137 era di 8.100 Becquerels per metro quadro. Nell’aria del Nordest il 30 aprile 1986 fu riscontrata una concentrazione di Iodio 131 radioattivo di 28,6 Becquerels per metro cubo. E’ solo dopo 30 anni che gli effetti radioattivi del Cesio 137 si dimezzano, mentre lo Iodio 131 si dimezza in 8 giorni.

TEMPI DIMEZZAMENTO ISOTOPI DI RADIO, CARBONIO, URANIO

ISOTOPO

TEMPO DI DIMEZZAMENTO

Radio-223

11,7 giorni

Radio-224

3,64 giorni

Radio-225

14,8 giorni

Radio-226

1620 anni

Radio-228

6,7 anni

Cobalto-60

5,3 anni

Carbonio-14

5730 anni

Carbonio-15

2,4 secondi

Uranio-235

7,1 x 108 anni

Uranio-238

4,5 x 109 anni



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2 risposte a “Disastro nucleare

  1. Purtroppo dalle alterazioni delle statistiche tumorali degli ultimi anni nelle località dolomitiche che conosco direi che gli effetti di Chernobyl continuano a sentirsi, anche a migliaia di km dal luogo dove è successa quella sciagura. Andare a votare al referendum, e votare sì all’abrogazione di questa idea assurda del nucleare che torna nelle nostre vite è l’unica arma che abbiamo. Anche perché, almeno qui nel Lazio, le due centrali nucleari in attesa di dismissione (o di nuovo funzionamento), Montalto di Castro e Borgo Sabotino, sono a meno di 2 km. dalla costa, troppo poco per un possibile rischio-tsunami!

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