Altre esplosioni nucleari


Nucleare, le esplosioni continuano

Giappone 15 marzo. Esplosione al nocciolo duro del reattore n.2 della centrale nucleare di Fukushima, a 240 km da Tokyo. E’ il terzo reattore nucleare che rimane senza il necessario raffreddamento. Incendio domato al reattore n.4. Nella mattinata il governo nipponico ha annunciato problemi di raffreddamento ai reattori n.5 e n.6, finora non coinvolti da allarmi. La situazione è confusa e non pare sotto controllo. Come spiega Alex Sorokin consulente di Interenergy, quando le barre di uranio di un reattore nucleare non sono più immerse nell’acqua anche per poco tempo, si determina una fusione istantanea delle stesse e il vapore che fuoriesce è radioattivo. La radioattività della zona è già di 4 volte superiore al livello di guardia. Ieri 17 marines della portaerei americana Reagan che stavano sorvolando in elicottero il mare attorno a Fukushima, sono rimasti colpiti da radiazioni nucleari, al punto da costringere la portaerei ad allontanarsi. Stamattina l’evacuazione della popolazione è stata allargata fino a 30 km dalla centrale e chi è rimasto non deve uscire di casa, non deve bere acqua del rubinetto né mangiare frutta e verdura.

Da Tokyo si scappa

Grande paura a Tokyo, dove la popolazione non crede più alle rassicurazioni del governo, che vengono continuamente smentite dai bollettini. Nella capitale i livelli di radioattività sono aumentati di 10 volte rispetto a ieri e nella centrale colpita sono così alti da non permettere le operazioni necessarie. L’ambasciata italiana (e non solo la nostra) consiglia i connazionali di lasciare la capitale. Le autorità nucleari francesi parlano di un livello di rischio salito a 6: era di 7 quello durante l’esplosione di Chernobyl. Intanto la Lufthansa e Air China hanno interrotto i voli da e per Tokyo.

Ipotesi evacuazione in Italia

Se un disastro nucleare come questo si verificasse in Italia, vediamo alcune ipotesi relative all’evacuazione entro 30 km dalla centrale. Se, per esempio, l’impianto nucleare si trovasse sulla costa tirrenica a Pomezia, Roma che dista circa 23 km, andrebbe evacuata. Se l’impianto fosse nel Mantovano sul Po, andrebbe evacuata Mantova. Se si trovasse a Caorso (Pc) andrebbero evacuate Piacenza, Lodi e Cremona. Se a Montalto di Castro (Vt) dove la centrale nucleare è rimasta in costruzione, la zona a rischio lambirebbe Civitavecchia; e come sta avvenendo oggi per Tokyo che dista 240 km dalla centrale danneggiata, le ambasciate estere chiederebbero ai loro cittadini di abbandonare la capitale. (foto di Roma, Fontana di Trevi)

Intanto sono 10.000 tra morti e dispersi per lo tsunami. Ritrovati vivi tutti gli italiani. Un milione gli sfollati.

Sul fronte nucleare in Europa Germania e Svizzera hanno annunciato di voler ripensare alle loro politiche. Angela Merkel ha dichiarato che saranno chiusi i due impianti nucleari più vecchi e che si rinvierà di 3 mesi la discussione sul da farsi per gli altri; la Svizzera invece ha annullato la costruzione di nuove centrali. In Francia Sarkozy ha detto di temere che il Paese non riuscirà a vendere le sue nuove centrali nucleari, ma da parte del ministro dell’Ambiente (?) Stefania Prestigiacomo è venuta la rassicurazione che il piano nucleare italiano non verrà messo in discussione, nonostante il disastro in Giappone, nonostante nel 1987 gli italiani abbiano detto no al nucleare, esprimendosi nel referendum con l’80,6% contro il 19,4%. Dello stesso avviso della Prestigiacomo è il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani che ha affermato: Inimmaginabile fare un passo indietro. Il piano prevede la costruzione in Italia a partire dal 2013 di 13 centrali nucleari (da parte di aziende francesi). In proposito questa primavera saremo chiamati a pronunciarci in un referendum. Qualcuno userà per i cittadini italiani la democratica e forse superata “finezza” di sentire come la pensano?

Petizione per accorpare i referendum alle elezioni amministrative che il 15 e 16 maggio si terranno in 1.300 Comuni. Se elezioni e referendum si terranno nella stessa data si risparmieranno 400 milioni di euro e i cittadini non saranno chiamati di nuovo alle urne in giugno per i referendum. Dal sito di Greenpeace:

http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/nucleare/maroni-referendum-nucleare/?utm_source=SilverpopMailing&utm_medium=email&utm_campaign=idioti%20nucleare%20%28cyber%29&utm_content=

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