Nube radioattiva sull’Italia


Nube radioattiva arriva sull’Italia

Italia del nord, primi soli di primavera, ma la gran voglia di arieggiare a lungo la casa viene subito meno. Non per il ritorno del freddo, ma per l’arrivo della nube radioattiva liberata dalla centrale nucleare giapponese di Fukushima, di cui prima dello tsunami dell’11 marzo 2011 pochi in Europa conoscevano l’esistenza essendo uno dei 54 impianti atomici esistenti in quel Paese: tantissimi, che tutti assieme non bastano a fornire più di un quarto del fabbisogno energetico del Giappone. Noi in Europa ci sentivamo sicuri perché fuori portata e ci dicevano che mai ne avremmo sentito gli effetti: Fukushima in linea d’aria dista dalla più vicina capitale europea 7.700 km (Chisinau, Moldavia) e da Roma 8.700 km. Ma la nube radioattiva non si cura delle distanze: zitta zitta, senza che gli organi d’informazione catturati dalla guerra in Libia ne diano troppo risalto, ha scelto la strada più lunga passando dalle parti del Circolo Polare Artico, dopo aver sorvolato il continente americano. Ancora in Italia non si sono spente le polemiche sulle frasi del governo che a caldo ci diceva di non farci prendere dall’ondata emotiva, che andremo avanti col programma atomico e che anche noi dovremo avere le nostre 5 centrali nucleari come tutti gli altri… E ieri la nube era già sopra l’Islanda. Oggi mercoledì 23 marzo portata dai venti in alta quota è sulla Francia e per il 24 marzo è attesa sull’Italia. Insomma un altro effetto Chernobyl. Gli esperti come sempre rassicurano: dicono che le radiazioni che ci prenderemo tutti quanti sono da 1.000 a 10.000 volte inferiori a quelle che i nostri organismi già hanno assorbito nel 1986 (e continuano ad assorbire) dall’esplosione della centrale sovietica. Abbiamo voluto dimenticare Chernobyl, il divieto di bere latte, di mangiare verdura funghi e patate, il fatto che la pioggia radioattiva ha lavato i nostri campi, le nostre case, i nostri fiumi e mari e che l’acqua dei ghiacciai italiani contaminata nell’86 è scesa a valle l’anno dopo col disgelo aggiungendo danno a danno. L’uomo è un animale dotato di memoria come tanti altri, ma tende anche a voler dimenticare: lo fa per non soffrire o, peggio, per interesse economico come nel caso di chi vuole riproporre il nucleare.

Intanto oggi cosa rischiamo e come possiamo proteggerci? I giapponesi dei loro esperti- rassicuratori ufficiali non si fidano più: e fanno bene. Mentre evacuavano la popolazione dicevano che non c’erano pericoli e oggi sappiamo che a Tokyo (35 milioni di abitanti) non possono mangiare ortaggi né bere l’acqua di rubinetto. Lo stesso pericolo lo potremmo correre in Europa, ma solo se le dosi fossero elevate (e non pare) e se pioverà. Il Cesio e lo Iodio che stiamo per respirare, se scenderanno al suolo lo contamineranno. Ma qual è la situazione secondo i francesi? Secondo Patrick Gourmelon direttore del Servizio di Radioprotezione dell’IRSN la radioattività crescerà di 0,001 Becquerel per metro cubo, quando dopo Chernobyl la crescita fu tra 1 e 10 nelle regioni orientali francesi: nessuno deve preoccuparsi, nemmeno chi ha problemi di tiroide. Nemmeno in caso di pioggia i francesi raccomandano particolari precauzioni e dicono che senza l’ordine del prefetto non bisogna ingerire pastiglie di iodio che potrebbero essere pericolose se la situazione non lo richiede: pastiglie di che aiutano a non far fissare lo iodio radioattivo nella tiroide.

Non arriverà mai in Italia… Intanto sta arrivando.

Nessun pericolo per la salute assicura il ministro della Salute Fazio: lo stesso ministro che ci aveva invece spaventato qualche anno fa per una inesistente pandemia… Il 15 marzo alle ore 16,02 da Ancona l’agenzia Ansa batteva la rassicurazione del neo responsabile della Protezione Civile Franco Gabrielli. Alla domanda: Potrebbe arrivare in Italia la nube radioattiva ed essere pericolosa? L’esperto ha risposto: Al momento, per quelle che sono le informazioni sul circuito internazionale, è un’ipotesi largamente non considerata come probabile.

Se mai raggiungesse l’Europa– spiegava il 17 marzo Paolo Zeppa responsabile del coordinamento emergenza dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione Ambientale)- la nube non rappresenterebbe un pericolo perché sarebbe solo rilevabile dagli strumenti. L’ISPRA, in un aggiornamento del suo sito alle ore 20,30 del 22 marzo, a proposito dell’Italia precisava: I risultati delle misurazioni, ad oggi, sono in linea con i dati normalmente riscontrati prima dell’incidente in Giappone. Vedremo cosa dirà giovedì e nei giorni seguenti, anche perché oltre alla nube che già si trova sull’Europa settentrionale, i venti in Giappone spingono altra radioattività verso est (di nuovo verso di noi attraverso l’America) a un’altezza di 3 km.

I dati giapponesi

Il Ministero della Salute giapponese ha confermato la presenza di iodio e cesio radioattivi nei prodotti alimentari intorno alla centrale di Fukushima Dai-ichi. LATTE. A 40 km a nordovest dell’impianto la concentrazione di Iodio 131 nel latte è risultata 140 volte più elevata rispetto alla norma; nella zona di Souma-gun Kunimi-Cho il valore misurato è stato di 5 volte il valore limite e nell’area di Souma-gun Shinki-Cho di poco superiore al limite. Nella città di Iwaki (40 km a sudovest) l’incremento di Iodio 131 nel latte è di 3 volte superiore al valore di riferimento.

VERDURE. Per le verdure a foglia larga dell’area di Sano-shi, le concentrazioni di Iodio 131 sono vicine al limite di riferimento per la normativa giapponese (2000 Bq/kg).
Concentrazioni eccessive di Iodio radioattivo nei vegetali a foglia larga sono state riscontrate nella città di Hitacy (100 km a sud ovest di Fukushima): i valori ammessi sono di 2000 Becquerel per kg e invece sono stati trovati 54.100 Becquerel per kg. Raddoppiando la distanza i valori sono quasi accettabili: a Moriya (190 km a sud della centrale, rilevati 2.100 Becquerel per kg di verdura). Rispetto al Cesio 137, il cui limite massimo consentito è di 500 Becquerel per kg, nella città di Hitacy i livelli nella verdura sono di 1.931 e a 20 km di distanza sono di 1.040. Di qualcosa dobbiamo pur morire! Scegliamo se di cappuccia o di spinaci.

Annunci

2 risposte a “Nube radioattiva sull’Italia

  1. Ieri Fukushima è stato dichiarato evento grado 7 scala INES.

    Link utile:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...