Fukushima imprevedibile


Fukushima: Situazione imprevedibile!?

Situazione imprevedibile… Una definizione che mai dovrebbe essere accostata ad una centrale nucleare, e invece oggi così si è espresso un esperto nucleare giapponese intervistato dalla tv di Stato NHK a proposito di quanto sta accadendo a 5 reattori nucleari di Fukushima: in particolare al n.2 dove sta avvenendo la parziale fusione del nocciolo. Mentre l’acqua dell’oceano circostante presenta una radioattività di 1.250 volte superiore al limite, le autorità “rassicurano”: Non dovrebbero esserci rischi enormi per il materiale marino. Intanto la popolazione nel raggio di 30 km è stata evacuata e i tecnici impiegati nella “messa in sicurezza” per non risultare esposti a 6.000 Millisievert, quando la dose mortale è di 2.000. L’aria attorno alla centrale presenta infatti una radioattività di oltre 100.000 volte superiore al normale.

Nel Paese che piange i primi 10.000 morti per lo tsunami (altrettanti i dispersi) si parla degli interessi economici che hanno spinto la società privata che gestisce gli impianti (Tepco) a non comunicare i rischi reali e a non prendere per tempo le più adeguate misure di sicurezza. Come sempre accade in questi casi, chi mette al primo posto i propri interessi economici sulla pelle della gente, non solo non abita nei pressi della centrale nucleare, ma non lo si vede neanche sul posto a coordinare i tecnici della centrale: chi decide scientemente di preferire l’arricchimento alla vita delle persone andrebbe obbligato dalle autorità ad essere presente al disastro per dare una mano. Nel video, modello di dispersione della radioattività giapponese nel mondo da parte dell’Istituto meteorologico francese Meteo France.

Nessun allarme per l’aria in Italia

L’aggiornamento del bollettino quotidiano dell’ISPRA sullo stato dell’aria in Italia, rileva sabato 26 marzo alle ore 18 quanto segue (i valori riportati nella mappa sono quelli della radioattività normalmente rilevata nell’aria del nostro Paese). Nel loro movimento le masse d’aria provenienti dal Giappone sono andate gradualmente depauperandosi del contenuto iniziale di radioattività, per cui si ritiene che interessando il territorio europeo, avranno una concentrazione di radioattività estremamente bassa, difficilmente misurabile con i normali sistemi di misura. Le suddette concentrazioni sono da ritenersi non rilevanti dal punto di vista radiologico e tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

L’ISPRA ha richiesto, sin dal 12 marzo 2011 ai componenti della rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione dell’ambiente, di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l’andamento di una eventuale presenza anomala di radioattività in aria riconducibile all’incidente. Attualmente si stanno effettuando misure giornaliere, con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Cesio 137 e Iodio 131. È stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale.

È inoltre operativa la rete automatica di monitoraggio dell’intensità di dose gamma in aria dell’ISPRA con oltre 50 stazioni disposte nel territorio nazionale, in grado di rilevare eventuali variazioni del fondo ambientale.

Tutti i risultati delle misure effettuate sino ad oggi non hanno evidenziato anomalie rispetto a quanto rilevato precedentemente all’incidente.


Greenpeace: siamo all’allerta massima

Un nuovo studio commissionato da Greenpeace Germania a Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare– avverte Greenpeace nel suo sito italiano- rivela che già dal 23 marzo 2011 l’incidente alla centrale di Fukushima aveva rilasciato abbastanza radioattività da essere classificato di livello 7, secondo la International Nuclear Event Scale (INES). 7 è il livello massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto in precedenza solo durante l’incidente a Chernobyl del 1986.

Lo studio del dott. Hirsch, che si basa sui dati pubblicati dall’Agenzia Governativa Francese per la Protezione da Radiazioni (IRSN) e dall’Istituto Centrale di Meteorologia  Austriaco (ZAMG), ha rilevato che la quantità totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra 11 e il 13 marzo 2011, equivale al triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7.

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