Test nucleari a go-go


Test nucleari a go-go

E’ proprio necessario riempirsi ancora di radiazioni nucleari? Ecco quanto è stata finora bombardata la Terra a partire dai 1.045 test che gli Stati Uniti effettuarono nel 1945 nel New Mexico per mettere a punto le due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Dopo i primi esperimenti Usa, questi sono solo alcuni dei test seguenti.

STATI UNITI. Dal 1946 al 1956 23 test nell’atollo di Bikini (Pacifico), uno nel 1955 nel Pacifico, uno nel 1958 nel Pacifico alle isole Marshal, 3 nel sud Atlantico e 12 nel Pacifico alle isole Johnson tra il 1958 e il 1962, uno in Alaska nel 1960, 2 nel 1962 nel Pacifico, uno in Alaska nel 1970; e ancora uno in Louisiana, 2 nel Colorado, 3 nel New Mexico e 4 nel Nevada (di cui uno con gli inglesi).

FRANCIA. 210 test nel Sahara in Algeria nel 1960, 179 test (42 atmosferici e 137 sotterranei) tra il 1966 e il 1996 nell’atollo polinesiano di Mururoa, 14 test (4 atmosferici e 10 sotterranei) tra il 1966 e il 1996 nell’atollo di Fangataufa in Polinesia e 2 in Algeria nel 1996.

RUSSIA (ex URSS). Numero imprecisato di test, con inizio nel 1949 con i primi 715 esperimenti nucleari in Kazakistan. Si sa che il progetto numero 7 determinò in quella regione 122 potenti test atomici sotterranei tra il 1965 e il 1988. Nel solo 1968, gli USA eseguirono ben 55 esplosioni sotterranee, i russi 18.

GRAN BRETAGNA. Inizio dei test nel 1952 in Australia con 45 esplosioni atomiche.

CINA. Inizio dei test nel 1964 con 45 esplosioni nel deserto di Taklamakan.

INDIA. Primi 6 test nel Rajasthan nel 1974.

PAKISTAN. I 6 primi test nel 1998 in Belucistan.

COREA DEL NORD. Primi 2 test in Corea del Nord nel 2006.

Nessuna conferma di esperimenti congiunti israelo-sudafricani nel 1979 quando nell’Oceano Atlantico meridionale fu registrata da un satellite spia americano un’esplosione nucleare.

I test nucleari francesi hanno fatto aumentare i casi di cancro alla tiroide nelle isole della Polinesia. Lo ha sostenuto nel 2006 un’équipe di ricercatori francesi dell’Istituto nazionale della Sanità e della Ricerca medica (Inserm). Secondo l’associazione Aven, La Francia è uno degli ultimi paesi a riconoscere la nocività dei test nucleari, mentre la legge americana riconosce dal 1988, 31 tipi di malattie, fra cui 25 cancri, che possono essere provocati dagli esperimenti su persone presenti in un raggio di 700 chilometri attorno all’esplosione. La ricerca ha studiato 239 casi di cancro alla tiroide manifestatisi fra il 1966 e il 1999.

Hermann Müller, premio Nobel 1946 per la Medicina, parlò dei gravissimi danni genetici causati dalle radiazioni provenienti dalle esplosioni sperimentali. Per questo la Commissione per l’Energia Atomica (AEC) gli vietò nel 1955 di presentare la sua relazione alla Conferenza di Ginevra per la pace. Ogni radiazione assorbita aumenta le probabilità di un individuo di morire anzitempo– sosteneva negli anni Sessanta il medico americano, anticipando che Nei prossimi duemila anni nasceranno individui più deboli, meno longevi, affetti da deformità più o meno accentuate, da malattie in parte nuove. Riprendere gli esperimenti nucleari è stato come sparare a raffica alle generazioni future.

E mentre il Nobel avvertiva dei gravissimi rischi per la salute, il Servizio di Sanità Pubblica degli USA garantiva che la ricaduta di particelle atomiche era “nei limiti della sicurezza”: Ed Edward Teller, il fisico ungherese padre della bomba all’idrogeno, continuava a dire che il pulviscolo radioattivo esponeva le persone allo stesso danno causato da una sigaretta fumata ogni due mesi. Come dire che le radiazioni nucleari, se non sono proprio salutari, certo non fanno neanche male!…

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