Chicco Testa ad Annozero


Chicco Testa su Chernobyl: Di 4.000 bambini malati di cancro sono morti solo 15

Cambiare idea nel corso della vita non è solo normale, è anche salutare. Ma ciò non dovrebbe mai far perdere di vista l’umanità. Un esempio dell’uscita dai binari sembra averlo dato il 2 giugno 2011 nella trasmissione Annozero Chicco Testa, già presidente nazionale Legambiente e guida della mobilitazione antinuclearista del dopo Chernobyl, oggi strenuo difensore del nucleare dopo essere passato alla presidenza dell’ENEL (1996-2002) e alla guida di società pubbliche e private. Nel confronto con Ignazio Marino senatore del Pd, Testa ha tenuto a precisare che dei 4.000 bambini ucraini colpiti da cancro alla tiroide a seguito della contaminazione da iodio radioattivo, solo 15 sono morti. Come se ammalarsi di tumore o nascere con malformazioni anche gravissime sia uno degli scotti da pagare per spendere meno di luce in bolletta. Questo è quello che il telespettatore ha recepito. Poi Chicco Testa, approfittando della presenza di Adriano Celentano che ha aiutato a salire al 23,66% lo chare già ottimo di Annozero (prima trasmissione della serata) con 5,8 milioni di ascoltatori il 2 giugno, ha fatto un altro scivolone, più legato agli interessi privati. Essendo in diretta e per avvalorare il suo interesse per il nucleare, ma anche per le energie alternative, ha fatto pubblicità diretta a due sue aziende energetiche private che producono in alternativa al petrolio: una costruttrice di tegole fotovoltaiche e l’altra, EVA (Energie Valsabbia Spa), che si occupa anche di centrali idroelettriche. Ma probabilmente non ha pensato che a guardarlo c’erano soprattutto persone più sensibili dei nuclearisti alla salute e all’ambiente e che di certo sono rimaste sconcertate dalle sue riflessioni: per questo motivo quella pubblicità gratuita potrebbe essersi rivelata un boomerang. Cercando su Internet la società di Testa, ci si imbatte nella causa che la vede coinvolta a Belluno e nella sua milionaria richiesta di risarcimento (200.000 euro più 1,3 milioni di euro per ogni anno di ritardo nell’attivazione della centrale) a Wwf Italia, Cai Veneto, Amici del Parco e Comitato acqua bene comune. Motivo? Queste associazioni lo scorso marzo sono ricorse al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma contro l’azienda bresciana e contro i Comuni bellunesi di Sospirolo e Gosaldo i quali, in cambio dei promessi 113.750 euro annui per 15 anni (totale 1.706.250 euro), l’avevano autorizzata a sfruttare a fini idroelettrici l’acqua del torrente Mis. Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che il torrente si trova dentro il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (dal 2009 l’Unesco ha decretato le Dolomiti patrimonio dell’Umanità) e quindi in un’area in cui è vietata la costruzione di centraline e tanto più di un impianto che dovrebbe  produrre 6,5 milioni di kWh l’anno. Le quattro associazioni hanno citato a giudizio, oltre all’azienda EVA e alle due amministrazioni comunali, Regione Veneto, Ente Parco delle Dolomiti Bellunesi e Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione.(nella foto una cascatella del torrente Mis) 

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Una risposta a “Chicco Testa ad Annozero

  1. Un aggiornamento, giusto per dovere di cronaca.
    Il 9 novembre del 2012 il cantiere di Energie Valsabbia Spa sul torrente Mis e’ stato bloccato dalla Corte di Cassazione, a cui avevano presentato ricorso le quattro associazioni citate. La Corte ha ordinato, con giudizio inappellabile, il ripristino dell’area alle condizioni originarie entro 180 giorni dalla sentenza.
    Oggi, a quasi un anno di distanza, la situazione e’ ancora questa:
    http://tinyurl.com/pyjl8pl
    contro ogni legge vigente. Testa deve contare decisamente molto nelle alte sfere.

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