Sapersi accontentare


Gli italiani non sorridono più

L’Italia sembra impazzita per la smania di imbrogli e corruzioni. L’ultimo e più eclatante esempio viene dal calcio scommesse che rivela l’incapacità di alcuni (forse tanti di noi) di sapersi accontentare del tanto che già hanno. Accontentarsi è una dote rara. Accontentarsi forse è il segreto della felicità e non è un caso che le popolazioni povere, lontane dal modello occidentale di accumulo dei beni, siano le più sorridenti. A me ha fatto un gran bene visitare questo “villaggio del sorriso” domenicano fatto di terra battuta e baracche. Lì hanno quel che gli basta per vivere e crescere i tanti figli; e sono già felici se il fiume in piena ad ogni forte acquazzone non gli spazza via il poco che gli serve.

Fateci caso, gli italiani non sorridono più come quando erano più poveri. Oggi non c’è tempo per sorridere, bisogna essere all’altezza, lavorare sempre di più per avere sempre di più… Dice bene il Dalai Lama: Ciò che mi ha sorpreso di più negli uomini occidentali è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente e così facendo non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.

E poi vediamo i soggetti forti abusare del loro potere per accrescerlo aumentando illegalmente le proprie ricchezze: in quel momento quella società è arrivata al capolinea. Quando è alla corruzione e all’imbroglio che si guarda per raggiungere i propri obiettivi, cessiamo di appartenere alle categorie sociali nelle quali siamo cresciuti. Quando è solo la giustizia dei tribunali a indicare ciò che è bene e male, significa che abbiamo perduto. Quando non ci si accontenta più del molto che si ha e di quel che si è, abbiamo smarrito la strada e ci siamo svuotati di tutto per riempirci soltanto della smania di accumulo. La crisi di questi anni dovrebbe portarci a riflettere su ciò che ha davvero un valore e sul fatto che tutto il resto può essere perduto in un istante. Se ne accorge chi improvvisamente si ammala, chi ha un tracollo finanziario o perde le persone care. Allora la vita cambia registro. Altrimenti è tutta una rincorsa al nulla fatto di oggetti e persone che crediamo di poter comprare per star meglio. Non abbiamo ancora capito che per star meglio bisogna prima star bene: con se stessi e non con quel che si possiede. E poi, obiettivamente, l’auto di lusso, lo yacht, la villa con piscina, non ci stanno tutti dentro la nostra anima. Quella ha spazio solo per poche cose… L’essenziale per andare lontano e oltre.

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