Autopsia di Ciro


Dinosauro ghiotto di sardine

Autopsia d’eccezione a Milano: protagonista Ciro, neonato di dinosauro vissuto 110 milioni di anni fa nell’area di Benevento (a Pietraroja) e trovato 31 anni fa dal verosese Giovanni Todesco fossilizzato in una cava a 800 metri sul livello del mare; ma nel Cretaceo inferiore quella (e l’intera Italia) era un’area sommersa dal mare che si trovava vicino all’equatore, con clima e vegetazione paragonabili alle Bahamas.

Il piccolo Velociraptor carnivoro era appena uscito dall’uovo e presentava ancora la fontanella aperta sulla testa e il ventre gonfio per una piccola riserva di tuorlo. Dall’autopsia effettuata al Museo di Storia Naturale di Milano con microscopio elettronico ad elettroni (300.000 ingrandimenti) e TAC, si è scoperto qual è stato il suo ultimo pasto. Nel suo minuscolo intestino (l’animale misurava 23 cm.) sono state trovate tracce di una sardina di 9 anni, di un piccolo rettile, di un altro pesce e  la zampa di una grande lucertola, troppo grande per le sue dimensioni che certamente venne presa dai suoi genitori. Purtroppo Ciro (che aveva poche settimane di vita) non fece in tempo a digerire quella zampa, perché un uragano lo scagliò in mare facendolo annegare e immobilizzandolo sul fondo fangoso per 110 milioni di anni fino a farlo riemergere dalle rocce dei monti del Sannio.

Ciro è l’unico dinosauro al mondo fossilizzatosi con tutti gli organi interni, con tanti tessuti molli conservati, legamenti intervertebrali, cartilagini articolari nelle ossa delle zampe, muscoli e connettivi del collo, parte della trachea, residui di esofago, tracce del fegato, l’intero intestino con i capillari visibili e perfino i batteri ancora leggibili, vasi sanguigni mesenterici, capillari ramificati, fasci muscolari degli arti posteriori e della coda composti da cellule striate. Scipionyx samniticus che nel ’98 si conquistò la copertina di Nature, oltre ad essere il dinosauro meglio conservato al mondo è anche il primo dinosauro sottoposto ad autopsia. Ciro è stato anche il primo dinosauro trovato in Italia, oltretutto di una specie ancora sconosciuta. Se fosse cresciuto sarebbe diventato alto due metri e avrebbe assunto l’aspetto simile a un veloce struzzo di 50 kg.

Sempre in Meridione, ad Altamura in provincia di Bari, nella Valle incantata in un’area di 12.000 mq si trova un giacimento di 4.000 impronte di 200 dinosauri (quasi tutti erbivori, di 5 specie diverse) vissuti 70 milioni di anni fa. Erano sauropodi dal collo molto lungo, ceratopsidi dal cranio corazzato e cornuto, iguanodontidi e anchilosauri, oltre ai carnivori teropodi (bipedi simili al tirannosauro). Le loro impronte, lasciate in alcuni casi da mamma e figli, vanno da 5 a 45 cm. e lasciano supporre che si stessero muovendo con calma. Erano animali possenti, lunghi fino a 10 metri.

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