Stipendi dei parlamentari


 Onorevoli stipendi

Vademecum fondamentale

per chi ama la cosa pubblica

Ora che si avvicinano le elezioni, tanti italiani vorranno provare l’ebbrezza di entrare in politica, attratti come sempre dalle grandi possibilità di mettere le mani nei posti giusti: sempre onestamente, per carità! Vuoi sistemarti con una pensione più che decorosa lavorando per un massimo di 5 anni? Vediamo subito i vantaggi immediati che otterrai in cambio di estenuanti sedute con fiumi di parole che dovrai ascoltare, comizi da fare, riunioni politiche da sopportare, questue di cittadini da accontentare, inaugurazioni, cene, pranzi, dibattiti in teatri e tv, saluti e spostamenti continui da una parte all’altra del Paese, con ogni mezzo, senza pace neanche sabato e domenica.

Per evitare falsi dati, cerchiamo direttamente alla fonte ufficiale, la Camera dei deputati.

Il tuo stipendio (detto indennità parlamentare), fissato dalla Costituzione in misura non superiore allo stipendio massimo annuo lordo di un presidente di Sezione della Corte di Cassazione, non prevede tredicesima: è di 5.486,58 euro al mese netti. Se consideriamo le ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66), il contributo per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e la ritenuta fiscale (€ 3.899,75), il mensile lordo del parlamentare sale a 11.703 euro. Sull’importo netto sono inoltre trattenute le imposte addizionali regionali e comunali, la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato.

Poi avrai diritto a degli “aiutini”. Se non sei residente a Roma ti spetta una diaria- rimborso spese di 3.503,11 euro mensili (purtroppo l’hanno già ridotta di 500 euro da gennaio e per tre anni). Dovrai pure avere uno straccio di pied a terre romano… e nella capitale mica te li tirano dietro per 500 euro! Quindi, dal momento che nessuno può obbligarti a nutrirti di panini e scatolette, ti viene assicurata una dignitosa diaria di 4.003,11 euro mensili che non ti permette di cenare ogni giorno a 200 euro a persona, ma ti risparmia anche l’umiliazione delle Cucine popolari. Però attento: se vuoi capitalizzare ricorda che ti verranno tolti 206,58 euro per ogni giorno di assenza dall’aula, ma soltanto quando si tengono votazioni con procedimento elettronico. Poi vedrai che non saranno così fiscali con te… Il regolamento dice che È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell’arco della giornata. Quindi quando voti un terzo dei provvedimenti previsti puoi anche andartene a fare un giro in piazza di Spagna, che i tuoi 206,58 euro li hai ancora in tasca.

Poi c’è il rimborso forfetario per le spese circa il rapporto con i tuoi elettori: in pratica ti trovi ogni mese altri 3.690 euro: solo che la scocciatura è che questi soldi ti vengono dati dal tuo gruppo parlamentare e non direttamente dallo Stato, ma alla fine sempre di bonifico si tratta; e anche qui la scure della crisi si è abbattuta, perché per 3 anni prenderai questa cifra che prima era maggiorata di 500 euro mensili. Purtroppo non sei entrato in politica prima, altrimenti fino al 1990 avresti potuto usufruire di un rimborso anche per i francobolli. Ma ormai con le email… In ogni caso viaggi gratis: riceverai tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea. Nessuna agevolazione per i luna park, a meno che non ti fai riconoscere e magari ti offrono un giro in giostra. Basta che non ti distrai, perché i viaggi all’estero li devi pagare: a meno che non siano trasferte istituzionali. Ogni mese poi hai diritto a 1.107,9 euro di rimborso spese per i trasferimenti da/per l’aeroporto più vicino a casa e da Fiumicino da/per Montecitorio; se abiti a più di 100 km dall’aeroporto, l’importo sale a 1.331,7 euro mensili. Capisci bene che tu che abiti a 40 km dall’aeroporto e scegli la navetta di linea da 16 euro a/r, ci guadagni un bel po’ di soldi, anche perché mica fai casa-Roma tutti i giorni!

Poi non preoccuparti per il cellulare. Hai 3.098,74 euro all’anno per le spese telefoniche, cioè 258,22 euro mensili: sul telefono sono davvero pidocchiosi, pensa che non te ne regalano nemmeno uno! Nonostante le tante promozioni e i premi a punti…

Sulla salute non si scherza, anche perché hai una certa età: quindi hai diritto all’assistenza sanitaria versando mensilmente 526,66 euro.

E veniamo al momento in cui dirai addio alla poltrona: l’assegno di fine mandato. In cambio di un versamento mensile di 784,14 euro, a fine mandato riceverai una “buonauscita” pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

E poi la ciliegina sulla torta: l’assegno vitalizio. Dal lordo ti verranno prelevati mensilmente 1.006,51 euro che, dopo 5 anni di mandato effettivo, ti daranno diritto a ricevere un vitalizio a partire dal 65° compleanno. Questo assegno varia da un minimo del 20 a un massimo del 60% dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare. Fai un po’ i conti… Però attenzione: non dovrai farti rieleggere al Parlamento italiano, a quello europeo o in un consiglio regionale, altrimenti il vitalizio te lo sospendono (temporaneamente). Vedi tu cosa ti converrà di più. E te lo sospendono anche se assumerai cariche pubbliche per le quali prenderai un’indennità pari o superiore al 40% di quella parlamentare. Se non ti andrà proprio di goderti la pensione in famiglia, potrai sempre optare per il vitalizio rinunciando all’indennità e quindi potrai tornare in politica; anche se a quel punto i ragazzi li avrai già sistemati. Come vedi non è poi tanto male: poco più di 14.500 euro al mese. Potrebbe andarti peggio, dai retta…E non badare a quel che ha detto recentemente il ministro per l’attuazione del programma Rotondi: Si campa facendo i conti della serva, per la famiglia restano solo 4.000 euro al mese… http://letteraviola.it/2011/06/i-parlamentari-sono-alla-fame-rotondi-pdl-ci-restano-in-tasca-solo-4000-euro/

(nella foto uscita su Corriere della sera online, un noto parlamentare distratto da una collega, mentre già si distraeva col solitario sull’ipad. PS. D’ora in poi i fotografi muniti di zoom superiore ai 300 mm non potranno più portarli in aula per evitare di immortalare queste scene, anche se la giustificazione ufficiale è un’altra: questione di privacy).

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2 risposte a “Stipendi dei parlamentari

  1. quello che conosciamo del palazzo è meno della realtà, che dire, è una vergogna, le notizie sono sempre parziali.
    bisognerebbe scendere in piazza con i forconi, io non ho parole non so cosa fare certo so che mi sento vessato, come tanti, e loro se la prendono con le pensioni..ora….quando hanno fatto e stanno tuttora facendo ingiustizie. perchè oltre a parlare di età non parlano più di anni di contribuzione???è ora di tagliare i privilegi anche pregressi quando superano soglie vergognose. Però bisogna dire che o ci sono troppe persone che bene o male hanno un piccolo tornaconto, magari briciole (vedi tutti i sindacati e ormai sono troppi, come sono troppi i beneficiati dal 5xmille una follia, ma la gente non sa che se non decide va a tutti) ed allora nessuno si muove ed il singolo anche se con molta rabbia in corpo, con voglia di giustizia, non sa da che parte iniziare,che dire, cosa fare?come può essere fermata questa emorragia?

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