Sgarbi offende i pugliesi


Sgarbi offende il pubblico

La gente gli impedisce di continuare

Sei ubriacone, drogato, drogato morto e vai arrestato perché spacci la droga, spacciatore, spacciatore schifoso! Questi gli eleganti epiteti ripetuti più e più volte e gridati a uno del pubblico che lo contestava più di altri, dal critico d’arte nonché sindaco di Salemi nonché curatore del padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2011 su incarico del Ministero per i Beni culturali, Vittorio Sgarbi (foto della serata del sito http://www.polignanoweb.it). Il tutto, come documentato dal video di Il fatto quotidiano, è avvenuto la sera dell’8 luglio alla 10^ edizione del festival Il libro possibile di Polignano a mare (Ba) in quella che doveva essere una serata culturale con un ospite di riguardo. Ma sono state le accuse di mafia che Sgarbi ha rivolto ai costruttori di centrali eoliche e a quelli che le appoggiano, a scatenare fischi, urla e l’ira della gente che l’ha costretto ad interrompere l’incontro in piazza San Benedetto per poi riprendere. Se a qualcuno piacciono le pale eoliche – ha detto testualmente- vuol dire che gli piace la mafia. Gli attacchi furibondi e ingiustificati a uno del pubblico che a suo dire gli avrebbe lanciato contro una lattina di birra (allontanato poi dai vigili) hanno spinto gli astanti che non hanno gradito, a impedire all’ospite di parlare obbligandolo a lasciare il palco per poi tornarci più tardi. E a poco sono servite le giustificazioni del legale di Sgarbi che ha tentato di spiegare che drogato e spacciatore erano epiteti rivolti a un non meglio identificato impianto eolico: basta ascoltare l’audio. La direttrice del festival Rossella Santoro ha poi detto che non c’è stato alcun lancio di bottiglie e che gli ospiti precedenti, Mario Tozzi ed Edo Ronchi, Hanno manifestato altre sensibilità. Le fa eco il presidente della Provincia di Bari Onofrio Introna, presente quella sera, che parlando di Offesa alla gente di Polignano, ha escluso ci sia stato il lancio di oggetti. Ma qualcuno evidentemente ancora non si è accorto che l’Italia ha deciso di voltar pagina rispetto a questo modo di far politica e cultura: compresi quanti si ostinano a dar spazio a personaggi come Sgarbi che, al di là delle indiscusse qualità di critico d’arte, mostra da sempre gravi lacune in fatto di rispetto di quelli che forse fa fatica a considerare suoi simili. 

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