Iran teme pistole ad acqua


Chi ha paura delle pistole ad acqua

C’è chi teme la bomba atomica e chi le armi di distruzione di massa. Ma c’è anche qualche regime, in questo strano pianeta, che ha paura delle armi caricate ad acqua: non i cannoni della polizia che sparano potentissimi getti contro i dimostranti, ma proprio le innocue pistole e i fucili di plastica che i bambini usano in spiaggia (da generazioni) per giocare sparandosi addosso l’acqua. Accade in Iran dove 17 ragazze e ragazzi sono stati arrestati per aver partecipato a una “battaglia” con pistole ad acqua nel parco di Bandar Abbas, a sud del Paese. Come riferisce l’agenzia di stampa Isna, il fermo è scattato con l’accusa di aver praticato un’azione contraria alla religione e per insulti alla polizia. Anche se tutti sono stati in seguito rilasciati, di certo non si sogneranno più di divertirsi con armi tanto micidiali che recano pericolo per la sicurezza pubblica. Ma non sono stati i soli: la settimana prima nella capitale Teheran, centinaia di giovani si erano dati appuntamento per un’analoga azione di guerriglia urbana. Dove? Nientemeno che all’interno di un grande parco acquatico, sito ideale dove intraprendere queste pericolosissime battaglie tra corpi paramilitari. Anche in quel caso il gioco era finito con 10 arresti. Le ragazze, bagnate dai loro coetanei, si sono presentate alla polizia fradice e con il velo scomposto, e questo evidentemente non è piaciuto alle autorità. Il responsabile del parco di divertimenti si è dovuto scusare per non essere riuscito a bloccare quello che lui stesso ha definito un comportamento immorale e contrario alle norme. L’uomo ha addirittura raccontato di aver visto i ragazzi usare non solo le pistole ad acqua, ma perfino pericolosissimi palloncini pieni d’acqua: quelli che l’Italia che ha vissuto gli anni di piombo ben conosce col nome di gavettoni. Il responsabile ha ammesso: Non siamo riusciti a fermarli né noi né la polizia militare, così dopo tre ore abbiamo chiuso l’acqua. Paese che vai… Nel video, una eccezionale e concitata ripresa effettuata di nascosto in un campo terroristico straniero (Italia del nord) dove formazioni paramilitari comunali e forse anche parrocchiali, addestano i giovani fin dalla più tenera età ad azioni di guerriglia urbana con l’impiego di letali pistole ad acqua, usando perfino la micidiale acqua colorata, da anni bandita in tutto il mondo dalla Convenzione di Ginevra.

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