I Gheddafi minacciano


Libia. Ne faremo un immenso braciere

Taglia di 1.200.000 euro su Gheddafi

Una taglia di un milione 200.000 euro per la consegna di Gheddafi vivo o morto. L’hanno annunciata oggi i ribelli. Sarebbe una cifra ufficialmente messa a disposizione da un uomo d’affari di Bengasi. E Aisha la bella figlia 35enne del dittatore laureata in Legge alla Sorbona, già avvocato difensore di Saddam Hussein, lancia dalla tv Al Orouba un messaggio audio in cui incita il popolo a reagire all’attacco dei ribelli. Nel primo video l’assalto dei ribelli alla sua sontuosa residenza.
Nel secondo i tempi lontani del fastoso matrimonio di Aisha Gheddafi col cugino ufficiale H’mid Gheddafi (anno 1976), con gli effetti speciali e le foto di rito su un trono dorato degno dei faraoni. Tre giorni di festeggiamenti in una tenda nel deserto e in una sopra il bunker di Bab al-Aziziya, con la partecipazione tra migliaia di ospiti- della principessa del Marocco, dell’emira del Qatar, della moglie del presidente del Senegal, di Marta Marzotto, di Francesca Chillemi ex miss Italia e fidanzata del fratello di lei. Lionel Ritchie, Josè Carreras e il soprano Ofelia Sala alcuni dei cantanti pagati per l’evento.

Intanto moltissimi libici rientrano in patria dalla Tunisia, dopo che Tripoli è stata liberata e Gheddafi è fuggito altrove: non si sa dove però. Dal canto suo, mentre ancora si spara un po’ in tutto il centro-ovest del Paese e nella stessa capitale, Ibrahim Moussa, il portavoce del rais che nei mesi scorsi incontrava i giornalisti stranieri, si è di nuovo fatto vivo telefonando alla televisione Al Orouba di Saif al-Islam Gheddafi, in cui ha affermato che il dittatore ha fatto solo una ritirata strategica e ieri ha passeggiato in incognito per le vie di Tripoli constatando che la situazione era tranquilla. Al termine ha detto che le truppe leali a Gheddafi possono resistere mesi e anni. Ma è stato lo stesso Gheddafi a farsi vivo in un messaggio audio alla tv siriana Al-Rai. Ha detto in sostanza che la sua roccaforte Bab al-Aziziya era ormai un cumulo di macerie dopo essere stata colpita da 64 missili NATO e ha fatto appello a giovani donne e tribù perché resistano spazzando via i rivoltosi. Ha detto inoltre che a Tripoli sono arrivati 6.500 volontari e che chiunque si unirà ad essi riceverà armi, e al grido di Vittoria o morte!, ha invitato i libici a ripulire Tripoli dai ratti traditori.

Intanto il bunker che il rais si era fatto costruire in centro a Tripoli ha smesso di essere il luogo più sicuro per lui e per i suoi fedelissimi che l’hanno dovuto abbandonare attraversando i 30 km di gallerie che lo uniscono al mare e al deserto; e ora è nelle mani dei ribelli che cantano vittoria. Dall’altra parte continua il lancio di missili contro Misurata e contro altre postazioni dei ribelli e Ibrahim Moussa ha insistito: Se continueranno i bombardamenti stranieri faremo della Libia un braciere. Intanto è Sarkozy a ricevere per primo l’inviato del nuovo establishment libico. Seguirà Berlusconi. Ma questo primato la dice lunga sul futuro della nuova Libia. Nella foto un’immagine di un sito pro ribelli: il titolo è Mona Libya Hora, la Monna Lisa della rivoluzione.

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