Scandali di Berlusconi


Vetri fumé & petti di pollo

Se anche in Italia, come in qualche Paese dell’America Latina, per motivi di sicurezza fosse proibito oscurare i vetri delle automobili, forse gli scandali delle prostitute (escort preferiscono dire i media) ospiti nelle residenze del premier italiano Berlusconi, sarebbero saltati fuori prima. Qualcuno (oltre agli agenti della polizia di Stato e dei carabinieri di scorta al presidente del Consiglio) avrebbe certo notato quegli strani via-vai di bellissime donne (mai troppo alte, secondo le richieste fatte dal premier al procacciatore Giampaolo Tarantini in una delle ultime telefonate intercettate emerse in questi giorni) negli stessi palazzi e ville in cui si alternavano capi di Stato stranieri e uomini di partito italiani (governativi e pure dell’opposizione). Qualcuno si sarebbe chiesto se anche il nostro premier, imitando l’amico Gheddafi, stava addestrando un corpo scelto di body guard selezionate con gambe da gazzella adatte agli inseguimenti e pettorali morbidi pensati per il corpo a corpo…

I vetri fumé delle limousine del potere però non sono bastati a proteggere una privacy tanto invocata quanto colabrodo: soprattutto considerando la difficoltà di tenere a bada (e organizzare) un numero spropositato di signorine smaniose di successo e di vantaggi economici in cambio di un piccolo sforzo: “spontaneo erotismo a comando”… E quindi facilmente sensibili alle gelosie, ai rancori, alla semplice smania di raccontare la conquista fatta ai più alti livelli della politica italiana; sensibili anche all’arma del ricatto per ottenere di più. Ormai che il vaso è colmo da mo’, resta da chiedersi, al di là di questi scandali sessuali, ma soprattutto al di là dei tanti processi in piedi per varie ipotesi di reato ben più gravi per chi gestisce la cosa pubblica, cosa deve fare un “povero” presidente del consiglio per convincersi che è ora di farsi da parte, che la credibilità interna è ai minimi storici (tanto che nessuno, nemmeno l’opposizione, sbandierà più i sondaggi) e quella internazionale è a livello zero già da parecchi mesi (cercando in rete Berlusconi’s Scandals appaiono 51 milioni e 600.000 link), con grave danno all’immagine di un Paese fortemente in difficoltà. Forse dovrebbe commettere quelli che nel nostro incredibile Belpaese sono i veri reati che aprono davvero le porte del carcere: rubare un petto di pollo al supermercato, com’è accaduto a una nomade condannata ad Ancona a 3 mesi di carcere e ora in attesa del giudizio in Cassazione; o lasciar abbaiare il cane di notte infastidendo i vicini, come nel caso di un operaio Enel, un barista, un camionista e un pensionato di Recalbuto (En), tutti incensurati, condannati 5 anni dopo dalla Cassazione a 2 mesi di galera senza condizionale, per un reato commesso dai loro cani nel 2006. Che sia anche questa giustizia ad orologeria? (Accendendo la pipa, dipinto nel 1898 da Jean-Léon Gérome che si ispirò agli harem).

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/16/news/berlusconi_a_gianpi-21775936/

http://www.cronacheanconetane.it/2011/giustizia-a-rilento-falconarese-ruba-un-petto-di-pollo-il-processo-dura-7-anni-e-finira-in-cassazione/

http://www.corriere.it/animali/11_febbraio_10/caccia-cani-abbaiano_bdd43e2a-34e4-11e0-b824-00144f486ba6.shtml

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