Satellite in caduta libera


    Il satellite è caduto altrove

Cessato pericolo per l’Italia


Ultimo aggiornamento della Protezione Civile alle ore 3,40 di sabato 24 settembre: cessato pericolo per l’Italia. Il satellite entrerà nell’atmosfera ma non colpirà il Paese. La NASA sostiene che il cambio di traiettoria rende possibile che l’area colpita riguardi Stati Uniti, Canada, Nord Africa, Australia. Di seguito l’antefatto.

Ottocento km quadrati. E’ esteso come la città di Lecco il “fazzoletto di terra” entro cui venerdì 23 settembre 2011 precipiteranno sulla Terra i frammenti incandescenti di un vecchio satellite statunitense in caduta libera, grande quanto un autobus. E’ la prima volta che accade ad uno dei circa 22.000 satelliti orbitanti attorno al nostro pianeta, e il territorio che dovrà accogliere queste pericolose “stelle cadenti” è il nord Italia.

L’Upper Atmosphere Research Satellite lanciato nel 1991 per monitorare il buco dell’ozono, è grande 4 metri e mezzo per 10 metri e mezzo e pesa 6 tonnellate: l’avevano mandato in orbita per raccogliere dati sui componenti chimici e sulle dinamiche della stratosfera, ma dopo 14 anni di lavoro era stato dichiarato inutile. L’impatto con l’atmosfera lo farà spaccare in molti frammenti, ma secondo la NASA, 26 di questi (pesano  al massimo circa 160 kg) potrebbero risultare davvero molto pericolosi se, come si ipotizza, ci arriveranno in testa tra i 90 e i 235 km orari. Anche se gli esperti dell’ente spaziale americano parlano di una possibilità su 3.200 che questi frammenti ci colpiscano, l’allerta esiste e la Protezione Civile, riunita in seduta permanente nel Comitato Operativo per le emergenze, è in collegamento con l’Agenzia Spaziale italiana, con l’esercito e con le autorità. Il previsto impatto è atteso dalle ore 3 alle ore 8 di sabato mattina. Solo 40 minuti prima dei due previsti impatti si saprà quale sarà l’area davvero a rischio, grande da 10 a 20 km. Dopo aver parlato della probabilità che i frammenti finiscano sul nord Italia pari allo 0,6%, nell’ultima proiezione delle 23,30 gli studiosi dell’ISTI-CNR hanno aumentato il livello di rischio all’1,5%.

Aree a rischio e precauzioni

Secondo il responsabile della Protezione Civile Franco Gabrielli, non è previsto un piano di evacuazione della popolazione per due motivi: 1) perché non esistono precedenti del genere e  2) perché altrimenti andrebbero evacuati diversi milioni di abitanti (dalla Lombardia al Trentino Alto Adige, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia). Nell’ultima previsione che predilige la quarta delle tre tabelle predisposte, queste sono le zone a rischio: le province autonome di Trento e Bolzano, quelle di Brescia e Sondrio e tutte le province di Veneto, Friuli Venezia Giulia. La letteratura scientifica parla sempre di frammenti dallo spazio caduti in mare o nei deserti; ma forse questa volta non si calcola che l’Italia settentrionale è densamente popolata. Il capo della Protezione Civile dice che al momento l’unica avvertenza che si sente di dare è: evitare i luoghi aperti nelle zone di prevista caduta, come pure i piani alti degli edifici. Meglio mettersi sotto le architravi dei muri portanti o nelle zone ad angolo delle case e mai al centro dei solai. In ogni caso le simulazioni fatte circa l’impatto di frammenti sulle case prevedono, in caso di arrivo dei frammenti dallo spazio, danni a tetti e solai (nel caso dei pezzi più grandi), senza però il crollo degli edifici.
Secondo l’astrofisico Gianluca Masi è difficile prevedere dove il satellite cadrà, in quanto nell’avvicinarsi alla Terra seguendo una spirale, viene frenato dall’atmosfera e per questo cambia continuamente direzione. Intanto la Protezione Civile ha attivato un numero verde, l’ 800 840 840 per dare informazioni sull’emergenza 24 ore su 24 fino alle ore 5 di sabato 24 settembre. Nei 4 disegni, le diverse mappe della traiettoria disegnata da ISTI-CNR che dimostrano il continuo cambiamento di previsione: dalla più vecchia alla più recente.

Per chi avvistasse frammenti metallici caduti dallo spazio, la raccomandazione delle autorità è la seguente: segnalare la cosa immediatamente a carabinieri o polizia e tenersi ad almeno 20 metri di distanza, dato che queste parti possono sprigionare gas tossici (idrazina). http://www.protezionecivile.gov.it/

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