Palestina nell’Unesco


Palestina entra nell’Unesco

Gli Usa minacciano: Basta $ !

La Palestina è il 195° Stato membro dell’UNESCO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Lo è diventato il 31 ottobre 2011 a Parigi quando 107 dei 194 delegati hanno accolto la richiesta che il leader palestinese Abu Mazen aveva avanzato in settembre.

All’ingresso della Palestina si sono detti contrari 14 Paesi tra cui: Stati Uniti, Israele, Canada, Germania, Svezia, Olanda, Australia. Tra i 107 favorevoli, tutti i Paesi arabi, africani e latinoamericani e inoltre Russia, Cina, India, Francia, Spagna, Austria e Belgio. Gli astenuti sono stati 52 tra cui Gran Bretagna, Italia, Giappone e Svizzera. Difficile avere l’esito completo della votazione, sia dall’UNESCO sia dalle agenzie di stampa internazionali e dai quotidiani italiani e stranieri. Dò il benvenuto alla Palestina e ricordo la nostra cooperazione attiva da molti anni– ha detto nella sessione generale la direttrice generale dell’UNESCOcooperazione per la formazione degli insegnanti e per assicurare la scolarizzazione nella striscia di Gaza; penso a borse di studio che finanziamo e va detto che Unesco è fortemente presente con investimenti per la conservazione del patrimonio culturale e per l’attuazione di un piano duraturo di gestione del parco archeologico di Nablus, della casa della natività e del museo della natività di Betlemme. Oggi sentiamo, più forte che mai, l’appello del popolo palestinese a intensificare l’impegno dell’UNESCO rafforzando la sua azione. In risposta voglio riaffermare che continueremo questi interventi profondamenti convinti che alla base di tutte le società stanno il dinamismo della cultura e la qualità del sistema educativo assieme al pluralismo dei media.

E’ un momento storico per la Palestina ha commentato a caldo il ministro degli Esteri Riyad Al Maliki, mentre la votazione è stata accolta con vivo disappunto da americani e israeliani. Prima del voto gli americani avevano fatto sapere che se la Palestina fosse stata fatta entrare nell’UNESCO, loro avrebbero smesso il contributo all’organismo internazionale.

Questa per il 2012 la ripartizione dei principali contributi (totale 343 milioni di dollari) che i Paesi membri versano all’UNESCO: Stati Uniti 75 milioni di dollari, Giappone 42, Germania 27, Gran Bretagna 22, Francia 20, Italia 17, Canada e Cina 11, Spagna 10, Messico e Corea 7. Nel video seguente la proclamazione ufficiale della presidente della Conferenza Generale UNESCO, l’ungherese Katalin Bogyay. Perché l’Italia non ha preso una posizione chiara in proposito? Il portavoce del Ministero degli Esteri ha spiegato l’astensione come risposta alla spaccatura in seno all’Europa. In pratica l’Italia, non sapendo da che parte stare, ha deciso di non stare da nessuna parte.

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